Sanità di prima categoria a Trento, di seconda altrove, dove si colmano le lacune ricorrendo sempre più al volontariato. Mai un medico in ambulanza e anche gli infermieri scarseggiano

Organico ridotto all’osso al 118 di Riva

21/03/2003 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
(d.r).

L’ dovrebbe essere garan­ti­ta in pari misura e qual­ità a tut­ti i cit­ta­di­ni. Così Rovere­to riven­di­ca uguale trat­ta­men­to rispet­to a Tren­to, dove a bor­do di ogni ambu­lan­za, 24 ore su 24 per 365 giorni all’an­no, c’è anche un medico. Ma se non altro a Rovere­to l’or­gan­i­co degli oper­a­tori del 118 non è pro­prio ridot­to all’os­so. A Riva invece sì. Qui la pianta organ­i­ca prevede che tra autisti-barel­lieri (più esat­ta­mente oper­a­tori tec­ni­ci o soc­cor­ri­tori) e infer­mieri gli addet­ti siano 21.Un numero forse mai rag­giun­to nel­la sto­ria del servizio, che oggi dispone di 11 autisti e 6 infer­mieri pro­fes­sion­ali. Bè, si dirà, la situ­azione non è poi così trag­i­ca. Piano: in realtà da qualche mese a ques­ta parte, gli infer­mieri in servizio a tem­po pieno sono tre, per­ché due sono in con­ge­do per mater­nità ed un altro lavo­ra part-time. Inoltre non tut­ti i posti liberati dai soc­cor­ri­tori andati in pen­sione negli ulti­mi anni sono sta­ti rioc­cu­pati. Dunque quan­do nel nos­tro com­pren­so­rio suc­cede un’e­mer­gen­za nelle ore in cui l’eli­cot­tero non può inter­venire (di notte o quan­do il mal­tem­po impedisce il volo), oppure nei giorni in cui è impos­si­bile per caren­za d’or­gan­i­co garan­tire la pre­sen­za di un infer­miere, l’e­quipag­gio del­l’am­bu­lan­za è com­pos­to da due oper­a­tori tec­ni­ci. Che per quan­to preparati, esper­ti, atten­ti e rapi­di siano (e il 118 di Riva in quan­to a speci­fiche pro­fes­sion­al­ità non ha nul­la da invidiare a Tren­to o Rovere­to), non sono in gra­do di fornire l’as­sis­ten­za di un infer­miere o un medico. Va det­to a questo pun­to che l’Azien­da san­i­taria non igno­ra il prob­le­ma e per col­mare le lacune ha scel­to due strade: il ricor­so sem­pre più mas­s­ic­cio al volon­tari­a­to e la lib­era pro­fes­sione. A Riva negli ulti­mi anni una fet­ta sem­pre più ampia degli inter­ven­ti è cop­er­ta dal­la Croce Rossa, la quale per­al­tro si occu­pa del trasporto san­i­tario (com­p­rese le urgen­ze) in molte zone per­iferiche, ad esem­pio la Valle di Ledro. Inizial­mente i volon­tari si sob­bar­ca­vano gli inter­ven­ti di rou­tine, oggi sono aller­tati anche per le urgen­ze. Sig­nifi­ca che se si ver­i­f­i­cano con­tem­po­ranea­mente due emer­gen­ze, alla sec­on­da chia­ma­ta parte l’e­quipag­gio dei volon­tari. La lib­era pro­fes­sione invece pone rime­dio, almeno sot­to il pro­fi­lo eco­nom­i­co, allo «sfrut­ta­men­to» ecces­si­vo del per­son­ale dipen­dente, al quale in pas­sato era richiesto di saltare i riposi set­ti­manali per coprire tut­ti i turni. Riposi non godu­ti che accu­mu­lan­dosi for­ma­vano una mon­tagna di arretrati qua­si impos­si­bile da smaltire. Ora gli stes­si infer­mieri pos­sono decidere di rin­un­cia­re ad un riposo set­ti­manale, offren­do però la pro­pria prestazione in lib­era pro­fes­sione e con com­pen­si adeguati. L’Azien­da dispone di un bud­get di spe­sa suf­fi­ciente a far fronte ai costi del 2003. Nel 2004 si vedrà, per­ché se l’u­ti­liz­zo del­la lib­era pro­fes­sione si dimostr­erà trop­po oneroso, bisogn­erà trovare un’al­tra soluzione. Ci si deciderà ad assumere infer­mieri? Forse, sem­pre che ce ne siano in cir­co­lazione. La cat­e­go­ria, si sa, non è tra le più folte. Inoltre per effet­to di vec­chi accor­di anche sin­da­cali, la figu­ra del­l’­op­er­a­tore tec­ni­co-soc­cor­ri­tore è des­ti­na­ta a scom­par­ire. I posti che grad­ual­mente si lib­er­a­no per pen­sion­a­men­ti o dimis­sioni, dovreb­bero essere rein­te­grati con infer­mieri.

Parole chiave: