Dopo Malcesine continuano le verifiche delle forze dell’ordine: «Violazioni gravi, da codice penale». Controlli dei carabinieri al porto: rimosse 4 barche attraccate illegalmente

Ormeggi abusivi, via ai sequestri

22/08/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Scat­tano i con­trol­li, le multe, la rimozione ed il seque­stro dei natan­ti ormeg­giati abu­si­va­mente nei por­ti del­l’al­to Gar­da. E così, alcu­ni giorni fa nel por­to di Castel­let­to, i tec­ni­ci dell’Ispettorato di por­to di Verona, coa­d­i­u­vati dal­la motovedet­ta dei di Tor­ri, han­no pros­e­gui­to l’opera di ver­i­fi­ca e con­trol­lo dei natan­ti ormeg­giati. Il risul­ta­to, nonos­tante il con­trol­lo a Castel­let­to fos­se sta­to in qualche modo annun­ci­a­to dal­la pre­sen­za del­la bar­ca idonea alla rimozione dei natan­ti fin dai giorni prece­den­ti, è sta­to il seque­stro di quat­tro barche a motore ed altret­tante sanzioni ammin­is­tra­tive per ulte­ri­ori quat­tro barche. Nei mesi prece­den­ti, a quan­to trapela­to da ambi­en­ti vici­ni alle forze dell’ordine, anal­o­go dis­cor­so è toc­ca­to al por­to di Retelino, a Mal­ce­sine. Lì, essendo un por­to ben più grande, le rimozioni era­no state cir­ca una venti­na ed altret­tante era­no state le con­travven­zioni com­mi­nate. Un sopral­lu­o­go al por­to di Tor­ri infine, nel­la stes­sa gior­na­ta del con­trol­lo ese­gui­to a Castel­let­to, ha mes­so in evi­den­za ulte­ri­ori situ­azioni di irre­go­lar­ità negli ormeg­gi e sono state ele­vate alcune sanzioni ammin­is­tra­tive. «Ma se la vio­lazione dell’articolo 25 del­la legge regionale numero 52 del pri­mo dicem­bre 1989», come fan­no sapere i mil­i­tari del­la motovedet­ta dei Cara­binieri di Tor­ri, «com­por­ta solo una sanzione ammin­is­tra­ti­va per il fat­to di occu­pare spazi all’interno dei por­ti in modo abu­si­vo, cioè sen­za essere in pos­ses­so del­la rego­lare con­ces­sione, ben più grave è invece la vio­lazione dell’articolo 1161, com­ma 1». Oltre infat­ti alla rimozione del natante che occu­pa abu­si­va­mente il pos­to bar­ca ris­er­va­to ad altro natante, in questo caso scat­ta anche un pro­ced­i­men­to penale che com­por­ta la denun­cia alla autorità giudiziaria, e che ha strasci­chi davvero impor­tan­ti per chi com­mette il reato. Oltre alle spese di rimozione ed alla sanzione ammin­is­tra­ti­va cioè, «chi com­mette questo reato viene in prat­i­ca sot­to­pos­to ad un vero e pro­prio proces­so per un reato di natu­ra penale», con­tin­u­ano i mil­i­tari, «anche alla luce di una sen­ten­za del feb­braio scor­so (di cui abbi­amo dato notizia nei giorni scor­si, ndr) ». Ma il vero e gravis­si­mo prob­le­ma del­la por­tu­al­ità lacus­tre, almeno e cer­ta­mente per quan­to riguar­da tut­ti i pae­si del­la spon­da veronese del Gar­da, è che, oltre a non esser­ci un numero di posti bar­ca suf­fi­ciente, in nes­suno di loro sono pre­visti i posti bar­ca per la sos­ta tem­po­ranea di alcune ore. «Man­cano cioè quei posti», spie­gano i mil­i­tari, «delim­i­tati con la striscia blu, che con­sen­tireb­bero alle barche di stazionare in por­to per un breve peri­o­do. Insom­ma, chi nav­i­ga sul e volesse fer­mar­si in uno dei por­ti del­la spon­da veronese del lago, da Peschiera a Mal­ce­sine, non è nelle con­dizioni di pot­er attrac­care tem­po­ranea­mente in nes­sun por­to. Nes­suno di questi è infat­ti dota­to di spazi ad ore, ris­er­vati alla sos­ta tem­po­ranea». E questo, oltre che met­tere in dif­fi­coltà i tur­isti ed i pro­pri­etari di imbar­cazioni in gen­erale, mette in imbaraz­zo anche le forze dell’ordine, che però non per­dono l’occasione per denun­cia­re la grave situ­azione di caren­za. A Gar­da l’amministrazione comu­nale ha già annun­ci­a­to che, da otto­bre, inizier­an­no i lavori di ampli­a­men­to del por­to e quin­di, verosim­il­mente, in quel­la sede dovrà essere affronta­to anche questo prob­le­ma. Ma in tut­ti gli altri pae­si del Gar­da veronese che non avessero in pro­gram­ma, a breve ter­mine, l’ampliamento del por­to la ques­tione res­ta grave e aper­ta. Se infat­ti, ormai da oltre sei mesi, le ammin­is­trazioni comu­nali han­no com­pe­ten­za per il rilas­cio delle con­ces­sioni delle boe d’ormeggio nel pro­prio ter­ri­to­rio, la com­pe­ten­za del­la ges­tione dei posti bar­ca all’interno dei por­ti res­ta invece appan­nag­gio del­la , attra­ver­so l’Ispettorato di por­to di Verona. Nes­suna voce in capi­to­lo all’interno dei por­ti han­no cioè i sin­daci dei pae­si riv­ieraschi. Di cer­to c’è invece che, anche nei giorni prossi­mi, con­tin­uer­an­no i con­trol­li dell’Ispettorato in col­lab­o­razione con le forze dell’ordine, nei pae­si del Garda.

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