Oro “colatino” ai campionati europei per trapiantati e dializzati

19/08/2014 in Atletica
Di Sergio Bazerla

Colà. Le Sgal­mare, il grup­po sporti­vo che da anni por­ta Colà agli onori del­la cronaca per lo sport e per le moltepli­ci attiv­ità che il sodal­izio effet­tua uni­ca­mente per il bene dei cola­ti­ni è oggi in fes­ta.

E che fes­ta! Una fes­ta d’oro è pro­prio il caso di dire. Daniele Dorizzi, da alcu­ni anni pres­i­dente del sodal­izio, trapi­anta­to di rene, ha con­quis­ta­to il podio, a Cra­covia, nel cor­so del­la otta­va edi­zione dei cam­pi­onati europei per trapi­antati e dial­iz­za­ti. Si è por­ta­to a casa la medaglia d’oro per essere arriva­to pri­mo nel­la mini mara­tona dei 5000 metri di cor­sa.

Un risul­ta­to che ha fat­to esultare non solo Daniele ma tut­ta Lazise per una affer­mazioni così grande e mer­i­tatis­si­ma.

Daniele, 46 anni, dal 1977 atle­ta de Le Sgal­mare, si era con­quis­ta­to la medaglia di bron­zo nel 2010, a Bris­bane, in Aus­tralia cor­ren­do i 1500 metri. Per lui un risul­ta­to insper­a­to ma che lo ha con­vin­to più che mai che lo sport è la riv­inci­ta del­la vita sul­la malat­tia. “Daniele ha riv­in­to sul­la vita , è pro­prio il caso di dir­lo ­ sot­to­lin­ea com­mosso il vicepres­i­dente Anto­nio Bonomet­ti ­ per­ché non si è mai dato per vin­to, neanche recen­te­mente quan­do ha subito un nuo­vo inter­ven­to. E lo ha ben dimostra­to con la con­quista del­la medaglia d’oro. Un gran­dis­si­mo risul­ta­to per lui, un grande riscon­tro per tut­ti noi.”

Colà è in fes­ta ­ spie­ga Vin­cen­zo Fasoli ­ per­ché ha vin­to una grande medaglia un colati­no. Ma ha vin­to la tena­cia, la voglia di vivere, ed anche la nos­tra med­i­c­i­na. Ha ha vin­to soprat­tut­to la sol­i­da­ri­età. Sen­za la don­azione degli organi ben poco di potrebbe fare. Una cul­tura che va sem­pre più sot­to­lin­ea­ta e ampli­fi­ca­ta in par­ti­co­lar modo fra i gio­vani.”

Una gran­dis­si­ma sod­dis­fazione per Daniele, ma anche una bel­la pag­i­na per Lazise ­sot­to­lin­ea il sin­da­co Luca Sebas­tiano ­ per­ché vede in Daniele una riv­inci­ta, una grande voglia di vivere, la capac­ità di essere per­sona ed atle­ta anche se trapi­anta­to.”

Ser­gio Baz­er­la

daniele Dorizzi a Cracovia