L’incontro tra i nuovi dirigenti e primari ha riportato sul tavolo le vecchie lacune del «Montecroce»

«Ospedale, così non va»

22/02/2008 in Sanità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Caren­za di per­son­ale, soprat­tut­to di quel­lo medico; supera­men­to di alcu­ni prob­le­mi interni al repar­to di chirur­gia; stu­dio par­ti­co­lareg­gia­to del­la con­ven­zione tra ospedale e futuro cen­tro onco­logi­co «Lauda­to sì» di Riv­oltel­la per l’accreditamento di posti let­to; pro­pos­ta di ele­vare il nuo­vo cor­po di fab­bri­ca­to fino al 5° piano; l’istituzione del Repar­to di emodinamica.Sono i prob­le­mi fini­ti sul tap­peto nell’incontro tra pri­mari dell’ospedale Mon­te­croce di Desen­zano e la direzione, che nel­la cir­costan­za, era rap­p­re­sen­ta­ta dai suoi mas­si­mi ver­ti­ci: il diret­tore gen­erale Mara Azzi con i suoi più stret­ti col­lab­o­ra­tori Gior­gio Barbaglio e Adri­ano Vai­ni, quin­di il diret­tore di pre­sidio Gian­pao­lo Bra­gan­ti­ni e il respon­s­abile medico Lucio Dalfini.Che l’ospedale garde­sano si tro­vi alle prese con questi prob­le­mi da parec­chi anni non rap­p­re­sen­ta cer­to una novità. Solo che si trasci­nano da trop­po tem­po e rischi­ano ora di incan­crenir­si. Una pri­ma avvis­aglia c’era sta­ta nel­lo scor­so otto­bre quan­do qua­si ses­san­ta medici del Mon­te­croce denun­cia­rono aper­ta­mente una pesante situ­azione (caren­za di organi­ci, ecces­so di buro­crazia, pro­gres­si­vo sposta­men­to di per­son­ale dal com­par­to san­i­tario a quel­lo amministrativo).Nei giorni scor­si, Mara Azzi ha incon­tra­to i pri­mari dei repar­ti che han­no colto l’occasione per illus­trare le prin­ci­pali crit­ic­ità dal loro pun­to di vista.Il Pron­to soc­cor­so, è sta­to det­to, è anco­ra pri­vo di un pri­mario e andrebbe poten­zi­a­to. Si reg­is­tra poi una caren­za di per­son­ale medico, per­ché sono sem­pre di più quel­li assun­ti a con­trat­to o in con­dizioni di pre­cari­a­to: questo vuol dire impov­erire le pro­fes­sion­al­ità di un repar­to e ren­dere sem­pre più dif­fi­cile l’attività del primario.E anco­ra, per un ospedale per acu­ti qual è il Mon­te­croce è ormai impro­ro­ga­bile, han­no det­to anco­ra i pri­mari, l’apertura del repar­to di Emod­i­nam­i­ca che si occu­pa del­la diag­nosi, medi­ante corono­grafia e angio­plas­ti­ca coro­nar­i­ca, delle car­diopatie ischemiche nelle sue varie man­i­fes­tazioni cliniche (angi­na pec­toris, infar­to mio­car­dio acu­to, ecc.). Dunque, una per­sona col­pi­ta da una for­ma acu­ta di infar­to deve per forza essere trasferi­ta ad altro ospedale nel caso non esistesse, come al Mon­te­croce, questo impor­tante servizio.Mara Azzi, con­clu­den­do la riu­nione, si è impeg­na­ta a risol­vere i prob­le­mi, assi­cu­ran­do una caden­za peri­od­i­ca degli incon­tri con i medici.[FIRMA]

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