Sanità. Al «Tavolo di confronto» amministratori e manager ancora divisi sulle proposte di riorganizzazione gardesana. Da gennaio via la riabilitazione, ma Gardone Riviera e Tignale insorgono

Ospedale di Salò, canto del cigno

17/10/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Botta

«Un incon­tro inter­locu­to­rio che ha pre­so atto del­la situ­azione non cer­to rosea dei servizi san­i­tari ospedalieri e di emer­gen­za del Gar­da e del­la Valsab­bia». I quat­tro sin­daci di Gar­done Riv­iera (Alessan­dro Baz­zani), Gargnano (Mar­cel­lo Fes­ta), Tig­nale (Man­lio Bon­in­con­tri) e Toscolano Mader­no (Pao­lo Ele­na) così han­no com­men­ta­to l’esito del «Tavo­lo di con­fron­to», pro­mosso dal­l’Asl di Bres­cia e volu­to dal Diret­tore gen­erale Carme­lo Scar­cel­la, pre­sen­ti anche Gianan­to­nio Girelli, pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana di Valle Sab­bia, sin­daci e rap­p­re­sen­tan­ti del­l’Or­dine dei Medici, sin­da­cal­isti. È toc­ca­to pro­prio a Scar­cel­la gettare acqua sul fuo­co sulle polemiche che si sono suc­ce­dute in questi mesi in mer­i­to alle voci di chiusura del­l’Ospedale di Salò e del Cen­tro di Riabil­i­tazione Car­di­o­log­i­ca S.Corona di Fasano, la costruzione di un nuo­vo ospedale, ecc. Alessan­dro Baz­zani, sin­da­co di Gar­done Riv­iera, par­lan­do anche a nome dei col­leghi, ha espres­so il dis­ap­pun­to nell’«apprendere dai gior­nali notizie che par­lano di dis­mis­sioni di impor­tan­ti strut­ture ospedaliere in una zona (com­pre­sa la Valsab­bia) dove sono res­i­den­ti 110 mila abi­tan­ti che diven­tano anche 300 mila durante la sta­gione esti­va. Non si può sguarnire il vas­to com­pren­so­rio di cer­ti servizi, sos­tituen­doli con altri (autoam­bu­lan­za med­ical­iz­za­ta, ambu­la­tori a Noz­za di Vestone e a Gargnano) non cer­to suf­fi­ci­en­ti per rispon­dere in modo adegua­to ai bisog­ni del­la gente». Baz­zani ha chiesto a Scar­cel­la di ricon­vo­care i due diret­tori gen­er­ali di Bres­cia (Mas­tro­mat­teo) e Desen­zano (Borel­li), assen­ti all’in­con­tro (il pri­mo per un improvvi­so impeg­no e il sec­on­do per­chè indis­pos­to) per definire un per­cor­so che ten­ga con­to delle reali esi­gen­ze dei cit­ta­di­ni. Ma pro­prio dal dot­tor Daffi­ni del­l’Azien­da ospedaliera di Desen­zano non sono arrivate notizie ras­si­cu­ran­ti, almeno per l’Ospedale di Salò. Infat­ti la direzione gen­erale ha inoltra­to pri­ma dell’estate il trasfer­i­men­to dei 24 posti let­to di degen­za riabil­i­ta­ti­va a Vil­la Gem­ma di Bar­bara­no, chieden­do alla l’ac­cred­i­ta­men­to di altri 20 posti. Se il Pirellone esprimerà parere favorev­ole, sarà sot­to­scrit­to un per­cor­so sper­i­men­tale di 3 anni. La fase esec­u­ti­va dovrebbe par­tire dal 1° gen­naio 2004. L’in­ter­ven­to di Daffi­ni è sta­to crit­i­ca­to da Baz­zani e Bon­in­con­tri. «Siamo per la san­ità pub­bli­ca. Se l’Ospedale di Salò è diven­ta­to fatis­cente e man­cano gli spazi per uno svilup­po, ci sono a monte delle respon­s­abil­ità per questo degra­do. Abbi­amo l’im­pres­sione che uni­ta­mente a quel­la di Fasano, l’area sia molto appetibile, finen­do per scatenare inter­es­si immo­bil­iari». I due sin­daci han­no pro­pos­to di real­iz­zare una nuo­va strut­tura, un pun­to di pri­mo inter­ven­to a Gargnano. «Defini­amo un prog­et­to, coin­vol­gen­do gli ammin­is­tra­tori locali in gra­do di intepretare meglio le esi­gen­ze dei loro cit­ta­di­ni. In sin­to­nia, Ambro­gio Paiar­di, in qual­ità di pres­i­dente provin­ciale del­l’Assem­blea dei sin­daci «le deci­sioni si pren­dono sul ter­ri­to­rio». Nes­suno scar ta l’ipote­si di ampli­are l’ospedale di Gavar­do ma il dis­ac­cor­do nasce quan­do si trat­ta di pri­vare l’area garde­sana e valsab­bina di due strut­ture per la riabil­i­tazione. Il prob­le­ma del­la dis­tan­za è sta­to affronta­to da Pao­lo Ele­na, sin­da­co di Toscolano. «La san­ità deve ten­er con­to di questo prob­le­ma. 50/60 chilometri in ambu­lan­za con il traf­fi­co esistente ed i tem­pi lunghi di per­cor­ren­za, pos­sono met­tere a repen­taglio la vita di una per­sona. Per­tan­to va isti­tu­ito un servizio sul ter­ri­to­rio a favore dei cit­ta­di­ni». Scar­cel­la ha chiu­so il dibat­ti­to sot­to­lin­e­an­do l’im­por­tan­za di redi­gere un doc­u­men­to comune, frut­to del lavoro di due tavoli (tec­ni­co e isti­tuzionale) con il coin­vol­gi­men­to dei sin­da­cati). «Il nos­tro impeg­no è di trovare risposte adeguate ai bisog­ni emer­gen­ti. Il pro­fi­lo dei servizi san­i­tari sta cam­bian­do. Al di là di inpres­sioni di super­fi­cie le mod­i­fiche van­no capite, val­u­tan­do le ricadute sul­la popo­lazione locale. Tro­ver­e­mo una soluzione nel­l’in­ter­esse di tut­ti». La spin­osa ques­tione è quin­di rin­vi­a­ta ad un prossi­mo incon­tro, anche se per­man­gono dub­bi e tim­o­ri sulle deci­sioni finali.

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