Dopo il dispositivo del Tar riparte la programmazione regionale: si tratta su un «Country hospital»

Ospedale, dieci mesi e si chiude. In arrivo il centro polifunzionale

02/09/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Dopo l’ultima sen­ten­za del Tar del Vene­to (tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo), il Comune ha pochissime carte da gio­care per sal­vare l’ospedale. Dopo 10 anni di lotte, e nonos­tante due ricor­si vin­ti, il verdet­to dato mer­coledì 31 agos­to dai giu­di­ci sem­bra non las­cia­re spazio a ipote­si diverse dal­la chiusura. Cer­to, la strut­tura non ver­rà abban­do­na­ta, con­tin­uerà a con­tenere servizi per la salute, ma in una for­ma che nul­la ha a che vedere con l’ospedale per acu­ti. L’alternativa più prob­a­bile è quel­la di un cen­tro con poliambu­la­tori e alcu­ni let­ti a dis­po­sizione del pun­to di pri­mo soc­cor­so che dovreb­bero con­sen­tire, in caso di emer­gen­za, la sta­bi­liz­zazione dei pazi­en­ti da trasferire poi in cit­tà, o a Bus­solen­go. La dis­mis­sione — questo il ter­mine che si tro­va sulle schede region­ali — può impli­care anche l’apertura di un coun­try hos­pi­tal, che l’amministrazione vor­rebbe dota­to di almeno 20 posti let­to e sen­za che ven­ga chiesto alcun tick­et. Gli attuali repar­ti di geri­a­tria con 26 let­ti, di med­i­c­i­na (16 posti) e di psichi­a­tria (14 let­ti) ver­ran­no quin­di elim­i­nati entro il prossi­mo giug­no. Molto prob­a­bile lo sposta­men­to del­la Rsa men­tale con 17 posti let­to. Oggi fun­ziona anche un servizio di dial­isi con otto posti let­to, che rag­giunge i 10 d’estate. Il lab­o­ra­to­rio è sta­to sman­tel­la­to, ma il pun­to di pri­mo inter­ven­to ha un Point of care test­ing (apparec­chio auto­mati­co) per le urgen­ze. Il medico è pre­sente 24 ore su 24. Sono numerose le spe­cial­ità in poliambu­la­to­rio e c’è un radi­ol­o­go, ecografie su appun­ta­men­to. Anche queste dotazioni, in parte, dovreb­bero essere riv­iste. A liv­el­lo giuridi­co, dice il sin­da­co Ste­fano San­dri, «Non si esclude nem­meno l’impugnazione del­la sen­ten­za, ma non pri­ma di averne esam­i­nate le moti­vazioni». Intan­to, entro metà set­tem­bre, l’assessore regionale alla San­ità, , incon­tr­erà San­dri e gli altri sin­daci del cir­con­dario, seguirà un’assemblea con i cit­ta­di­ni. Lo stes­so asses­sore regionale spie­ga: «Già molto pri­ma del­la sen­ten­za, l’amministrazione comu­nale ha con­tat­ta­to la nuo­va giun­ta regionale. Questo giudizio non muta il nos­tro atteggia­men­to nei con­fron­ti di Capri­no, che inten­di­amo dotare di un servizio utile al paese e al ter­ri­to­rio del Bal­do-Gar­da. Sti­amo ragio­nan­do sull’ipotesi di creare un cen­tro san­i­tario con polidi­ag­nos­ti­ca e una strut­tura adegua­ta al trat­ta­men­to dell’emergenza affi­an­ca­ta da servizi di cui dis­cuter­e­mo nei prossi­mi incon­tri. Non è pre­vis­to per Capri­no alcun repar­to per acu­ti». Tosi elen­ca anco­ra: «Ci sarà un pun­to di pri­mo inter­ven­to per garan­tire l’emergenza e sta­bi­liz­zare il mala­to nelle urgen­ze, con qualche pos­to let­to. Poi si ricor­rerà agli ospedali di Bus­solen­go, Peschiera o Bor­go Tren­to. A Capri­no riman­gono uno o due medici, per 12 ore al giorno o, come chiede Il Comune, per 24. Sarebbe poi pre­vista un’auto med­ica, con medico a bor­do a sec­on­da del prob­le­ma. Tut­tavia siamo anco­ra in fase inter­locu­to­ria». Ver­rà molto prob­a­bil­mente real­iz­za­ta, in quan­to rien­tra negli obi­et­tivi del­la Regione di poten­zi­a­men­to del­la rete di emer­gen­za, una piaz­zo­la per l’elisoccorso. «Spiegher­mo ai cit­ta­di­ni che ques­ta soluzione garan­tisce una ges­tione dell’emergenza all’altezza del­la situ­azione». Quan­to alla sen­ten­za del Tar, Tosi non ha dub­bi: «Con­fer­ma la bon­tà del­la pro­gram­mazione regionale». Dal can­to suo il sin­da­co Ste­fano San­dri com­men­ta: «Con il riget­to del nos­tro ricor­so, la delib­era 1015/2004 del­la Regione mantiene purtrop­po la sua effi­ca­cia, entro il 30 giug­no 2006 è pre­vista la dis­mis­sione dei repar­ti per acu­ti e la con­ver­sione dell’ospedale in cen­tro san­i­tario polifun­zionale. Pur aven­do sem­pre insis­ti­to sul man­ten­i­men­to dei repar­ti, nel­la trat­ta­ti­va con la Regione abbi­amo pun­ta­to sul­la richi­es­ta di un numero supe­ri­ore di servizi san­i­tari, per garan­tire la tutela del­la popo­lazione del com­pren­so­rio». Sarebbe in dirit­tura d’arrivo il coun­try hos­pi­tal (ospedale di comu­nità), con 10 o 20 let­ti in cui i malati ven­gono gesti­ti di giorno dai loro medici di base e di notte e nei fes­tivi dal­la guardia med­ica. La strut­tura andrebbe dota­ta di macchi­nari per il mon­i­tor­ag­gio e per garan­tire l’assistenza riabil­i­ta­ti­va e la pre­ven­zione delle com­pli­canze. Si riv­ol­gerebbe in par­ti­co­lare ai malati anziani, che così non ver­reb­bero srad­i­cati dal ter­ri­to­rio. La per­ma­nen­za oltre i 20 giorni in questo genere di strut­tura prevede, sec­on­do le dis­po­sizioni region­ali, il paga­men­to di un tick­et. «Su questo pun­to», riprende il sin­da­co San­dri, «in un incon­tro in Regione ave­va­mo chiesto di non far pagare nul­la a tut­ti i res­i­den­ti nel nos­tro dis­tret­to, a pre­scindere dalle fasce di red­di­to. Ora atten­di­amo che la Regione si pro­nun­ci in merito».

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