Il direttore dell’Azienda ospedaliera di Desenzano conferma: l’ipotesi-Roè è tramontata Lega d’accordo: «Potenziare anche Nozza e Gargnano»

Ospedale, ha vinto Gavardo

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Di Luca Delpozzo
Barbara Appiani Sergio Botta

Tra­mon­ta defin­i­ti­va­mente l’ipotesi del nuo­vo ospedale a Roè Vol­ciano, men­tre si raf­forza la soluzione di ampli­are l’ospedale di Gavar­do. Le vivaci dis­cus­sioni a liv­el­lo politi­co e la pro­fon­da spac­catu­ra che si è venu­ta a creare in seno alla Comu­nità mon­tana dell’alto Gar­da han­no las­ci­a­to il seg­no, mod­i­f­i­can­do le prospet­tive del­la «rifor­ma ospedaliera» garde­sana-valsab­bina. Vit­time illus­tri saran­no, come antic­i­pa­to, gli ospedali di Salò e Fasano, men­tre saran­no raf­forza­ti i pre­si­di di Gargnano e Noz­za. Sul­la rior­ga­niz­zazione delle strut­ture san­i­tarie del­l’al­to Gar­da i giochi sem­bra­no dunque fat­ti. «Tren­tuno sin­daci han­no ader­i­to all’ac­cor­do di pro­gram­ma che è sta­to così approva­to — dichiara il diret­tore gen­erale del­l’Azien­da ospedaliera di Desen­zano, l’ingegner Mau­ro Borel­li — atten­di­amo ora il nul­la-osta del­la Regione e poi par­tire­mo con gli inter­ven­ti di raf­forza­men­to del pre­sidio ospedaliero di Gavar­do». Abban­do­na­ta dunque l’ipote­si di costru­ire una nuo­va strut­tura per acu­ti nel com­pren­so­rio di Roè Vol­ciano, l’am­min­is­trazione del­l’Azien­da ospedaliera pro­ced­erà alla rior­ga­niz­zazione del sis­tema san­i­tario bres­ciano attra­ver­so la creazione di un cen­tro di riabil­i­tazione a Vil­la Bar­bara­no, con un incre­men­to di posti da 26 a 44, men­tre nel­l’ospedale di Salò rester­an­no poliambu­la­tori e diag­nos­ti­ca. Sulle stesse posizioni è la Lega nord: no a un nuo­vo ospedale, se non ci sono risorse suf­fi­ci­en­ti, sì al poten­zi­a­men­to di Gavar­do. Telegrafi­ca­mente, è ques­ta l’indicazione rib­a­di­ta dal con­sigliere regionale Gio­van­Maria Floc­chi­ni e da Rober­to Faustinel­li, asses­sore provin­ciale ai . «Una delib­era regionale ha stanzi­a­to 29 mil­ioni di euro (cir­ca 58 mil­iar­di di vec­chie lire), non suf­fi­ci­en­ti a real­iz­zare una nuo­va strut­tura, indi­vid­u­a­ta sul ter­ri­to­rio di Roè Vol­ciano. Il nos­tro ind­i­riz­zo è di met­tere, invece, in con­dizione l’Ospedale di Gavar­do di essere dota­to di servizi essen­ziali come la rian­i­mazione ed un adegua­to Pron­to soc­cor­so». Per Floc­chi­ni ci sono tutte le con­dizioni per real­iz­zare questo prog­et­to (esiste già uno stu­dio di fat­tibil­ità), men­tre l’Am­min­is­trazione comu­nale ha in itinere la revi­sione del Piano rego­la­tore per costru­ire una nuo­va ala. «E’ una pro­pos­ta conc­re­ta — sot­to­lin­ea Faustinel­li -. Le risorse non van­no but­tate al ven­to ma pro­gram­mate per offrire ai cit­ta­di­ni non chi­ac­chiere ma risposte certe. Gavar­do deve diventare il pun­to di rifer­i­men­to dei com­pren­sori Valsab­bia e alto Gar­da». Ma gli espo­nen­ti del­la Lega non sot­to­va­l­u­tano il fat­tore dis­tan­za. Per questo van­no poten­ziati i poliambu­la­tori di Noz­za e Gargnano (già esisten­ti) per il pri­mo soc­cor­so. «La nos­tra posizione — spie­ga Floc­chi­ni — è sup­por­t­a­ta da 27 sin­daci su 27 del­la Valsab­bia e da buona parte di quel­li del Gar­da. Sot­to il pro­fi­lo politi­co, l’ade­sione è trasver­sale». Non sono man­cate stoc­cate a Forza Italia: «Gli espo­nen­ti che ragio­nano la pen­sano come noi. Gli altri sono per il nuo­vo ospedale. La doman­da che gli fac­ciamo è: dove trovano i sol­di? Sceglien­do Gavar­do, la ques­tione si può risol­vere in quat­tro anni, quel­la di Roè non sap­pi­amo pro­prio». I leghisti non sono teneri nep­pure con il cen­trosin­is­tra. «Come al soli­to sta spec­u­lan­do. L’Am­min­is­trazione di Roè si gius­ti­fi­ca dicen­do che sono aree tute­late (dove dovrebbe sorg­ere l’ospedale). Ci doman­di­amo se avrà la stes­sa sen­si­bil­ità ambi­en­tale per i prossi­mo anni». Faustinel­li e Floc­chi­ni evi­den­ziano come la Regione stia lavo­ran­do bene sul­la San­ità: «Sono sta­ti accred­i­tati 120 posti let­to per la nuo­va Rsa di Vil­lan­uo­va, 15 a Odolo, altret­tan­ti a Vestone in aggiun­ta agli esisten­ti. Boc­ciano, infine, il project financ­ing per real­iz­zare il nuo­vo noso­comio, definen­do­lo un per­cor­so sbaglia­to per il prez­zo trop­po pesante che il pri­va­to chiederebbe in cam­bio del­la strut­tura gratis, per recu­per­are i costi di costruzione. Infine, sosten­gono che il cen­tro di riabil­i­tazione car­di­o­log­i­ca di Fasano è da chi­ud­ere, sal­va­guardan­do i posti di lavoro. «E’ una strut­tura dis­tante da quel­la di rifer­i­men­to (Ospedali Civili di Bres­cia) con l’80% dei degen­ti non prove­ni­en­ti dal­la Provin­cia di Brescia».

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