Non si placa il botta e risposta con il direttore Borelli

Ospedale, i Ds insistono: «I fondi? Mai stanziati»

24/10/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
se.za.

Repli­can­do all’intervento di Mau­ro Borel­li, diret­tore gen­erale dell’azienda ospedaliera di Desen­zano, com­pren­dente anche le strut­ture di Salò, Gavar­do, Maner­bio e Leno, i Ds garde­sani insistono sul­la loro posizione: «I sol­di per ampli­are l’ospedale di Gavar­do non ci sono — dice il seg­re­tario del­la sezione di Salò, Vin­cen­zo Zam­bel­li — I famosi 29 mil­ioni di euro, poi diven­tati 31 e mez­zo, esistono soltan­to sul­la car­ta. Lo han­no ver­i­fi­ca­to a Roma, al Min­is­tero del­la San­ità, i par­la­men­tari del­la nos­tra area». «Volen­do smen­tire la denun­cia da noi fat­ta nel cor­so di una con­feren­za stam­pa — pros­egue Zam­bel­li — Borel­li con­fer­ma quan­to ave­va­mo sostenu­to: i sol­di per i nos­tri ospedali non ci sono mai sta­ti. Egli affer­ma che in giug­no, dopo l’insediamento del gov­er­no-Pro­di, la Giun­ta regionale ha delib­er­a­to di abban­donare l’idea di un ospedale nuo­vo, a Roè Vol­ciano o din­torni, e l’azienda ha approva­to l’ampliamento di Gavar­do. Curioso che il 6 aprile, tre giorni pri­ma delle elezioni politiche, Rober­to Formigo­ni avesse invi­a­to a Roma il pro­gram­ma di edilizia san­i­taria, andan­do a chiedere i quat­tri­ni. A dimostrazione che i famosi 29 mil­ioni di euro fig­u­ra­vano solo sul­la car­ta. I casi sono due: o gli asses­sori region­ali, da ulti­mo il leghista Alessan­dro Cè, il sin­da­co di Salò, , e il diret­tore Borel­li in questi anni sono sta­ti bug­gerati dai loro rap­p­re­sen­tan­ti al gov­er­no Berlus­coni-Tremon­ti, oppure han­no rac­con­ta­to frot­tole». «La nos­tra posizione è sem­pre sta­ta chiara — con­clude Zam­bel­li — quand’anche fos­sero esis­ti­ti, abbi­amo sem­pre ritenu­to insuf­fi­ci­en­ti i 29 mil­ioni per real­iz­zare una nuo­va strut­tura: un’ipotesi, quin­di, non cred­i­bile. Di con­seguen­za abbi­amo sem­pre sostenu­to il prog­et­to di ampli­are e qual­i­fi­care l’ospedale per acu­ti di Gavar­do. Inoltre con­tinuiamo a chiedere che nell’edificio di Salò, dove sono rimasti gli ambu­la­tori e la diag­nos­ti­ca, si real­izzi final­mente un pre­sidio riabil­i­ta­ti­vo e di servizi di base, come fat­to a Rova­to, Palaz­zo­lo e Leno, uti­liz­zan­do i dieci mil­iar­di di vec­chie lire a suo tem­po stanziati dal­la Regione, gra­zie anche alla nos­tra inizia­ti­va (1998, giun­ta comu­nale Cigognetti), un prog­et­to poi abban­do­na­to dall’ex diret­tore Ange­lo Fos­chi­ni, con la con­seguente can­cel­lazione del finanzi­a­men­to regionale. Non vor­rem­mo che, oggi, si pen­sasse di vendere il nos­tro ospedale per fare cassa».

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