Dopo la lettera al presidente della Repubblica, il dicastero guidato da Girolamo Sirchia scrive alla Regione

Ospedale, il ministro vuol sapere

31/07/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(f.m.)

Il min­is­tero del­la Salute, per con­to del Pres­i­dente del­la Repub­bli­ca, Car­lo Azeglio Ciampi, ha scrit­to all’assessorato alla San­ità del Vene­to per sapere che cosa sta succe­den­do all’ospedale di Capri­no. E, per conoscen­za, ha manda­to una copia del­la let­tera a Mario Pel­le­gri­ni, res­i­dente in paese e com­po­nente del diret­ti­vo dell’associazione parkin­so­ni­ani. Pel­le­gri­ni non può che essere sod­dis­fat­to. Era sta­ta pro­prio sua l’idea di pren­dere car­ta e pen­na per scri­vere, con l’ausilio dell’allora asses­sore comu­nale Anto­nio Gas­pari, a Car­lo Azeglio Ciampi in per­sona denun­cian­do il ris­chio di una lesione del dirit­to alla salute, suo e di quan­ti vivono a Capri­no e pae­si di mon­tagna del­la zona, lega­to alla minac­cia­ta chiusura dell’ospedale. «Ora l’assessore regionale Fabio Gava dovrà rispon­dere al diret­tore gen­erale Fil­ip­po Palum­bo che ha frima­to la richi­es­ta», spie­ga con una pun­ta di orgoglio Gas­pari, che anche se non più asses­sore con­tin­ua la sua battaglia per l’ospedale. Nem­meno Gas­pari si nasconde che l’intervento del min­is­tero del­la Salute poco cam­bierà la realtà dei fat­ti, vis­to il potere del­la Regione in mate­ria di pro­gram­mazione san­i­taria del ter­ri­to­rio, «ma è comunque lode­v­ole che il Pres­i­dente del­la Repub­bli­ca abbia trova­to il tem­po per occu­par­si del­la vicen­da, del­e­gan­do un min­is­tero a chiedere infor­mazioni». La battaglia per le sor­ti di Capri­no, quel­la più sostanziale, si sta gio­can­do invece pro­prio in questi giorni al Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale di Venezia. Dopo il ter­zo ricor­so al Tar vin­to dal Comune di Capri­no, che così ha dimostra­to come la scelta regionale non ten­ga con­to delle deroghe per la mon­tagna, si sta ora atten­den­do che lo stes­so Tri­bunale deci­da sul­la nom­i­na di un com­mis­sario ad acta per far appli­care le pro­prie sen­ten­ze. La , da parte sua, in ques­ta fase ha deposi­ta­to in tri­bunale l’ultima delib­era su Capri­no, che prevede la dis­mis­sione dell’ospedale e la sua uti­liz­zazione come: ospedale di comu­nità (dieci posti let­to), res­i­den­za san­i­taria assis­ti­ta (dici­as­sette let­ti), servizio dial­isi (otto posti), due let­ti di ter­apia subin­ten­si­va, cen­tro polifun­zionale (ovvero ambu­la­tori), day surgery, day hos­pi­tal e auto med­ical­iz­za­ta, pre­sente 24 ore su 24. Lo stu­dio dell’avvocato Gio­van­ni Sala, che fino­ra ave­va segui­to per con­to dell’amministrazione la vicen­da giuridi­ca, ha nel frat­tem­po prepara­to le con­tro­mosse: ha deposi­ta­to un ulte­ri­ore ricor­so al Tar anche con­tro quest’ultima delib­era del­la Regione, e sem­pre basato sul­lo stes­so prin­ci­pio: ovvero che la mon­tagna ha dirit­to a un ospedale fun­zio­nante a por­ta­ta di mano, per­ché nes­suno rischi di non rice­vere adegua­to soc­cor­so in tem­pi ragionevoli.

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