Il dibattito ruota ancora intorno alla richiesta di cessione, per costruire col ricavato un centro polifunzionale. Il Comune insiste: «Deve prevalere la destinazione pubblica»

Ospedale in mezzo al guado

01/11/2006 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il Con­siglio comu­nale di Salò va avan­ti a colpi di mozione, men­tre i servizi san­i­tari si riducono sem­pre di più. Il sin­da­co annun­cia infat­ti che l’Asl «ha deciso di trasferire la vet­eri­nar­ia a Lona­to, con­sid­er­a­ta zona mag­gior­mente voca­ta, per la pre­sen­za di numerosi all­e­va­men­ti, e med­i­c­i­na del lavoro a Vobarno. Si trat­ta­va di servizi da sem­pre ospi­tati nell’edificio di Sant’Jago».«Non bas­tasse – pros­egue il sin­da­co — il diret­tore Carme­lo Scar­cel­la e il man­ag­er dell’azienda ospedaliera di Desen­zano Mau­ro Borel­li, ci han­no invi­ta­to a costru­ire una nuo­va strut­tura polifun­zionale inte­gra­ta, da 6mila metri qua­drati (18 mila mc.), dota­ta di parcheg­gi ed acces­si esterni, per con­cen­trarvi guardia med­ica, assis­ten­za domi­cil­iare, con­sul­to­rio, ambu­la­to­rio per le vac­ci­nazioni (da tem­po nell’ex macel­lo alle Rive, ndr), oltre a radi­olo­gia, fisioter­apia, i locali dell’, la comu­nità pro­tet­ta, gli ambu­la­tori, sei posti per la dial­isi, men­sa, guardaro­ba e offic­i­na, ora sit­uati all’interno dell’ospedale. Ci dicono: mutate la des­ti­nazione d’uso dell’ospedale, che è in fase di avan­za­ta dis­mis­sione, autor­iz­zan­do la trasfor­mazione in res­i­dence; poi lo ven­di­amo e, con i sol­di rica­vati, costru­ire­mo il cen­tro polifun­zionale. A noi sem­bra una pro­pos­ta provo­ca­to­ria, per­chè non ven­gono creati nuovi servizi, ma trasfer­i­ti quel­li già esisten­ti. Ricor­diamo che l’Asl uti­liz­za due palazzi di pre­gio di nos­tra pro­pri­età: l’ex Tosi-Gen­tili, e l’ex orfan­otrofio fem­minile di viale Lan­di, dan­neg­gia­to dal ter­re­mo­to del 24 novem­bre, che sarà ripara­to dal prossi­mo mese di gen­naio. La spe­sa, di un mil­ione e 450 mila euro, ver­rà cop­er­ta per un mil­ione e 110 mila da con­trib­u­to regionale, e per il resto dal Comune. Dis­posti anche a dare l’ultimo piano dell’ex liceo Fer­mi, in via Fan­toni. Pos­si­bile che tut­ti questi edi­fi­ci non basti­no?». «Lo scip­po con­tin­ua – inter­viene Gian­lui­gi Pez­za­li, sulle posizioni di Alessan­dra Mus­soli­ni -. Dopo avere svuo­ta­to nel cor­so degli anni l’ospedale (non è rimas­to più nes­sun repar­to), ho l’impressione che Salò stia per­den­do grad­ual­mente anche gli uffi­ci dell’Asl».Ma è sul futuro dell’ospedale, qua­si del tut­to vuo­to, che si sono con­cen­trate le atten­zioni dei con­siglieri. Tut­ti d’accordo sul fat­to che non deb­ba essere las­ci­a­to così com’è, ma ria­dat­ta­to a polo riabil­i­ta­ti­vo. Però mag­gio­ran­za (Casa delle Lib­ertà) e mino­ran­za (cen­trosin­is­tra) han­no bis­tic­cia­to, non rius­cen­do a rag­giun­gere un’intesa. Così, con Pez­za­li criti­co nei con­fron­ti di entram­bi gli schiera­men­ti e il pres­i­dente dell’assemblea, Francesco Bersat­ti, astenu­tosi in quan­to medico, i due grup­pi han­no vota­to (cias­cuno) la pro­pria mozione. È la pri­ma vol­ta che sull’argomento non pas­sa una lin­ea unitaria.La mag­gio­ran­za rib­adisce la con­tra­ri­età alla ristrut­turazione di Gavar­do e la neces­sità di costru­ire un nuo­vo ospedale per acu­ti, nel­la frazione di Vil­la (ma la sta già acqui­s­tan­do i ter­reni per trasferirvi lo sta­bil­i­men­to), a Roè Vol­ciano o a Limone di Gavar­do. E per Salò? «Il sin­da­co e l’amministrazione comu­nale si impeg­nano a per­cor­rere l’ipotesi di una Fon­dazione o altro sogget­to che pro­ce­da, in via prin­ci­pale, al recu­pero dell’attuale stori­co pre­sidio e, in via sub­or­di­na­ta, alla real­iz­zazione del prospet­ta­to polo riabil­i­ta­ti­vo a Bar­bara­no, con poliambu­la­tori, cen­tro pre­lievi e altri servizi». Se pre­var­rà quest’ultima ipote­si «sarà però man­tenu­ta la des­ti­nazione a fun­zioni pub­bliche su tut­to l’edificio, o su una parte sig­ni­fica­ti­va». E se l’azienda ospedaliera di Desen­zano pro­cedesse ugual­mente alla ven­di­ta dell’immobile di Salò? «Chieder­e­mo che il rica­va­to ven­ga rein­vesti­to inte­gral­mente sul nos­tro ter­ri­to­rio, per miglio­rare e poten­ziare i servizi san­i­tari». L’impressione è che, dopo il cate­nac­cio degli ulti­mi anni, si stia apren­do la por­ta per trasfor­mare l’edificio in un res­i­dence, in splen­di­da posizione a lago.

Parole chiave: