Il Comune invitato a ricorrere al tribunale amministrativo contro la delibera di Palazzo Balbi. Assenti all’incontro i consiglieri regionali

Ospedale, la palla passa al Tar

29/12/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Malcesine

Abban­do­nati. Non dal­la gente, davvero tan­ta, nem­meno dai medici o dal­la Comu­nità mon­tana. Nep­pure dai sin­daci dell’alto lago (Riva, Bren­zone, Tor­ri oltre a Capri­no). A dis­ertare la sedu­ta stra­or­di­nar­ia del Con­siglio comu­nale con­giun­to Mal­ce­sine-Bren­zone per dis­cutere del futuro del noso­comio di Mal­ce­sine sono sta­ti i con­siglieri region­ali e i par­la­men­tari verone­si di rifer­i­men­to dell’area Gar­da-. Assen­ti tut­ti più o meno gius­ti­fi­cati (in Regione si vota­va la legge finanziaria e il bilan­cio di pre­vi­sione), che han­no però las­ci­a­to sen­za risposte sicure sul futuro del noso­comio di Val di Sog­no la gente garde­sana, le cat­e­gorie socio eco­nomiche gli ammin­is­tra­tori lacus­tri e l’associazione inter­re­gionale dis­abili motori (Aidm). Al ter­mine di oltre due ore d’in­ter­ven­ti, «con­sumati» sot­to la mega ten­sostrut­tura allesti­ta in piaz­za Statu­to, riman­gono dunque anco­ra da seg­nalare le proteste, l’indignazione, la rab­bia, la voglia di gri­dare al ven­to l’assurdità «del­la deci­sione cervel­lot­i­ca adot­ta­ta dal­la Giun­ta di Palaz­zo Bal­bi sul cen­tro san­i­tario d’eccellenza del­l’al­to lago» des­ti­na­to a chi­ud­ere nel giug­no del 2004 se non inter­ver­ran­no novità dell’ultima ora. Tut­ti dis­cor­si più volte a turno ripor­tati dai gior­nali a par­tire dall’atto d’accusa del dot­tor Lucio Mala­vol­ta, capo dipar­ti­men­to d’ortopedia del­l’Ulss 22 e per quat­tordi­ci anni pri­mario dell’ospedale di Mal­ce­sine, con­tro alcu­ni rap­p­re­sen­tan­ti di spic­co del­la polit­i­ca regionale di Forza Italia «colpevoli d’interessi di natu­ra pri­va­tis­ti­ca con obi­et­tivi alberghieri». Affer­mazioni pesan­ti con­tro per­sone assen­ti che non han­no quin­di avu­to l’opportunità di difend­er­si davan­ti ad una fol­la «riscal­da­ta» dalle parole di Mala­vol­ta. Denun­cia pub­bli­ca già rac­col­ta dal dep­u­ta­to trenti­no dei Ds Lui­gi Olivieri e trasmes­sa per iscrit­to alla vig­ilia di al pres­i­dente del­la Repub­bli­ca Car­lo Azeglio Ciampi. Lo stes­so Olivieri, inter­venu­to anche come poliomieliti­co, ha invi­ta­to l’am­min­is­trazione comu­nale di Mal­ce­sine a ricor­rere al Tar con­tro la delib­era del­la così come fat­to in prece­den­za dal com­bat­ti­vo sin­da­co di Capri­no Maria Tere­sa Girar­di anco­ra in pri­ma lin­ea a fian­co del col­le­ga lacus­tre con­tro «il dis­eg­no dell’Ulss 22 che tiene in pie­di due mezzi ospedali (Bus­solen­go e Vil­lafran­ca)». «Occorre una strate­gia uni­taria, vin­cente e non attac­chi a tes­ta bas­sa», ha sot­to­lin­eato il pri­mo cit­tadi­no di Bren­zone Gio­van­ni Zap­palà, non pri­ma di aver evi­den­zi­a­to come nell’ambito dell’azienda san­i­taria 22 «si poten­zi­no i posti let­to nelle strut­ture pri­vate a scapi­to di quelle pub­bliche». Sì quin­di «al ricor­so al Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale per oppor­si al provved­i­men­to del­la Giun­ta veneziana». Decisi a schier­ar­si a dife­sa dell’ospedale, di valen­za impre­scindibile per il com­par­to tur­is­ti­co, anche l’Unione garde­sana alber­ga­tori verone­si con il pres­i­dente Giuseppe Loren­zi­ni e la Comu­nità mon­tana con Lui­gi Castelletti.

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