Il direttore dell’Azienda di Desenzano rilancia l’ipotesi ampliamento. «E’ tutto pronto, trovare un’altra sede sarebbe inutile»

Ospedale, largo a Gavardo

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Gaia Mombelli

«L’ospedale di Gavar­do deve essere amplia­to: è ques­ta la soluzione più ragionev­ole e la più prat­i­ca­bile per l’ ded­i­ca­ta al Gar­da e alla Valsab­bia». E’ la con­vinzione che Mau­ro Borel­li, diret­tore dell’Azienda ospedaliera di Desen­zano, ha rib­a­di­to in un incon­tro orga­niz­za­to ven­erdì sera a Gavar­do dal­la Lega nord. Accan­to­na­ta l’idea del­la costruzione di un nuo­vo ospedale (il famoso prog­et­to di Roè Vol­ciano), Borel­li ripro­pone a gran voce quel­la dell’ampliamento gavardese, con la costruzione di un «alberghet­to», come l’ha chiam­a­to lui, in gra­do di ospitare 200 degen­ti su 8000 metri quadri col­le­gati alla piattafor­ma servizi esistente. «In questo modo — ha sostenu­to il diri­gente -, se cal­co­l­iamo un cos­to di 1500 euro al metro quadro, con 12 mil­ioni di euro ampli­erem­mo notevol­mente l’offerta di Gavar­do, e dei 29 mil­ioni in arri­vo dal­la Regione ci resterebbe qual­cosa anche per poten­ziare i poliambu­la­tori di Vestone e Gargnano, e per trasfor­mare Salò e Fasano in poli riabil­i­ta­tivi com­pet­i­tivi». Pro­prio Salò era tra i nodi più com­p­lessi da sciogliere. «Non ho deciso io di chi­ud­ere l’ospedale — ha com­men­ta­to Borel­li -, lo ha deciso chi 15 anni fa ha pen­sato di elim­inare le sale oper­a­to­rie. Ora c’è un edi­fi­cio fatis­cente, con molti vin­coli del­la Sovrin­ten­den­za. Per ren­der­lo uti­liz­z­abile bisognerebbe rader­lo al suo­lo e ricostru­ir­lo. E’ invece più attua­bile l’ipotesi di vendere e inve­stire quei sol­di in un nuo­vo cen­tro che sia real­mente uti­liz­z­abile. Tut­to questo, nat­u­ral­mente, se l’amministrazione comu­nale (che dice no alla soluzione Gavar­do) acconsen­tirà». Per ora, lo ricor­diamo, la riabil­i­tazione è sta­ta sposta­ta con un accor­do tra pub­bli­co e pri­va­to a Vil­la Gem­ma, «un accor­do per tre anni che potrà essere rin­no­va­to, ma il nos­tro lago — ha pros­e­gui­to il diret­tore dell’Azienda ospedaliera — è dep­u­ta­to nat­u­ral­mente alla riabil­i­tazione. Anche Fasano, se ver­rà man­tenu­to, potrebbe diventare un impor­tante cen­tro car­di­o­logi­co». Ha le idee chiare Borel­li, e un prog­et­to in tas­ca che potrebbe cam­biare l’offerta san­i­taria di ques­ta zona: «La Regione — ha con­tin­u­a­to — mi ha con­fer­ma­to che nel 2005 arriver­an­no i sol­di che ci sono sta­ti promes­si (29 mil­ioni di euro, appun­to); noi potrem­mo pra­parare il nos­tro prog­et­to per l’ampliamento di Gavar­do, e in 22 mesi dal­la posa del­la pri­ma pietra avere un ospedale più grande. Per adesso sti­amo già provve­den­do all’ammodernamento del pron­to soc­cor­so (che nel 2003 ha gesti­to qua­si 39 mila richi­este), e non appe­na arriver­an­no i sol­di già des­ti­nati (un mil­iar­do di vec­chie lire) potremo met­tere in fun­zione la nuo­va sala rian­i­mazione». 31 dei 35 sin­daci inter­es­sati all’operazione ospedale han­no già dato la loro ade­sione, «solo due — ha con­clu­so il man­ag­er — sono con­trari a ques­ta filosofia oper­a­ti­va. Cre­do quin­di che ci siano le pre­messe per real­iz­zare il tut­to in tem­pi bre­vi. Rimet­ter­si attorno a un tavo­lo per trovare un’altra soluzione che met­ta d’accordo 35 sin­daci mi sem­bra poco verosim­i­le. In aggiun­ta c’è da dire che il Comune di Gavar­do ci ha molto agevola­to in questo sen­so, per­chè ha inser­i­to nel Piano rego­la­tore il nos­tro prog­et­to con la pos­si­bil­ità di una vol­ume­tria supe­ri­ore rispet­to alla nor­ma, e questo per­chè l’ospedale è sen­za dub­bio un bene collettivo».

Parole chiave: