In Regione c’è chi sta cercando una mediazione (Fiorin) e chi critica l’assessore (Franchetto). Gava dirà se accetterà la sentenza del Tar a favore dell’apertura

Ospedale, martedì si decide

07/02/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Camilla Ferro

«La Giun­ta ver­i­ficherà se rispon­der e alla sen­ten­za del Tar inte­gran­do con ulte­ri­ori moti­vazioni la delib­era 3.223 del 2002 con cui è sta­ta decisa la chiusura dell’ospedale di Capri­no oppure se scegliere altre strade». Mart­edì la rispos­ta quan­do Gava comu­nicherà alla V Com­mis­sione con­sil­iare vene­ta (quel­la che si occu­pa di San­ità) ciò che effet­ti­va­mente intende fare dell’ospedale del . Le pos­si­bil­ità, a fronte dell’accoglimento al Tar del ricor­so pre­sen­ta­to dal Comune con­tro la chiusura decisa dal­la Regione, sono due: accettare il giudizio del tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo che con­dan­na la polit­i­ca pro­gram­ma­to­ria del gov­er­no Galan e quin­di tenere in vita l’ospedale; ricor­rere al Con­siglio di Sta­to per rib­adire la neces­sità del­la sua dis­mis­sione con creazione di un pre­sidio polifun­zionale. Nel pri­mo caso, Gava dovrebbe accettare il fal­li­men­to del suo dis­eg­no san­i­tario, cosa che già per tre volte ha rifi­u­ta­to di fare nonos­tante i giu­di­ci abbiano accolto le istanze dei Comu­ni con­dan­nan­do di fat­to le scelte region­ali. Nel sec­on­do, l’assessore rib­adi­rebbe la bon­tà del suo prog­et­to di rior­ga­niz­zazione del­la san­ità sul ter­ri­to­rio, cioè creazione di ospedali di rete per cias­cu­na provin­cia sostenu­ti da cen­tri poli­valen­ti dis­lo­cati sul ter­ri­to­rio, il tut­to attra­ver­so la chiusura o l’accorpamento di strut­ture con­sid­er­ate in esubero. Come Capri­no. I ter­mi­ni giuridi­ci del­la vicen­da non las­ciano scap­pa­toie. «Con­fidi­amo in una pronta accoglien­za del­la sen­ten­za da parte del­la G iun­ta regionale », ha dichiara­to il sin­da­co di Capri­no Maria Tere­sa Girar­di, « in caso con­trario sare­mo costret­ti a met­tere in moto le pro­ce­dure per un com­mis­sario ad act a in gra­do di far­la rispettare ». «Abbi­amo det­to a Gava», ha sot­to­lin­eato l’assessore Gas­pari, «che siamo disponi­bili a fer­mare l’iter pro­ce­du­rale atti­va­to dal Tar, evi­tan­do quin­di il com­mis­sari­a­men­to, in cam­bio di una soluzione che accon­tenti tut­ti, cioè il man­ten­i­men­to a Capri­no di un’attività ospedaliera che non sia per acu­ti ma che almeno garan­tis­ca, al di là del pri­mo soc­cor­so, anche l’assistenza geri­atri­co-riabil­i­ta­ti­va». Gava tace. Ciò che comu­nicherà mart­edì alla V Com­mis­sione non è dato sapere. L’unica cosa cer­ta è che, anche den­tro alla mag­gio­ran­za, di fronte a tre giudizi ammin­is­tra­tivi che con­dan­nano la morte dell’ospedale di Capri­no definen­do «insuf­fi­ci­en­ti» i motivi addot­ti dal­la Regione, c’è chi lavo­ra dietro alle quinte per trovare un pun­to d’incontro. Come il vice pres­i­dente Ange­lo Fior­in (Forza Italia) che assi­cu­ra « c’è anco­ra un mar­gine per affrontare la ques­tione con una rif­les­sione polit­i­ca » , but­tan­do lì che «l’ospedale di Capri­no non rimane­va vuo­to pri­ma del­la sen­ten­za e non è nos­tra inten­zione che lo riman­ga dopo. Sem­plice­mente si trat­ta, alla luce del pro­nun­ci­a­men­to dei giu­di­ci, di capire come inter­pretare i bisog­ni del­la comu­nità. Cre­do comunque», con­clude, «che non sia pos­si­bile espro­pri­are il potere pro­gram­ma­to­rio del­la Regione: si può ind­i­riz­zar­lo con l’intenzione di miglio­rar­lo ma non si può sos­tu­i­tuir­lo». Mavalà. Potesse repli­care, sarebbe ques­ta la rispos­ta dell’altro vice pres­i­dente del Con­siglio regionale Gus­ta­vo Franchet­to (Margheri­ta) , che si augu­ra solo una cosa: «Che la Giun­ta accol­ga quan­to deciso dal T ar e rive­da la sua deci­sione di chiusura , che non è un totem intoc­ca­bile . Gava ricorre al Con­siglio di Sta­to? Sarebbe gravis­si­mo, dopo tre sen­ten­ze che con­dan­nano i suoi prog­et­ti, bisogna avere la forza di ammet­tere che sono sbagliati e il cor­ag­gio di mod­i­fi­car­lo » . Di tutt’altro avvi­so, vis­to anche il suo ruo­lo di difen­sore, è l ’avvo­ca­to del­la Regione Romano Mor­ra che smon­ta l’ ambaradan dei ricor­si al Tar appel­lan­dosi al più gen­erale piano di riordi­no del set­tore. «U n provved­i­men­to di alta ammin­is­trazione come la delib­era che dis­eg­na strate­gi­ca­mente l’organizzazione del­la rete ospedaliera » , spie­ga, « va con­sid­er­a­to nel­la sua com­p­lessità dal momen­to che i cri­teri gen­er­ali che l’informano spie­gano anche le sin­gole scelte rel­a­tive alle par­ti­co­lari situ­azioni ter­ri­to­ri­ali». Con­cet­to questo rib­a­di­to, da un pun­to di vista politi­co, anche dall’assessore Gava : « U na delib­era di G iun­ta è una scelta polit­i­ca che, come tale, com­por­ta di per s é notevoli ele­men­ti di discrezionalità » .

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