L’associazione contraria alla vendita dell’edificio per finanziare un polo riabilitativo. Domenica volantinaggio nelle piazze degli «Amici del Golfo»

«Ospedale, non ce lo porteranno via»

17/03/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il «Comi­ta­to per l’ospedale nuo­vo», guida­to da , ex asses­sore socialde­mo­c­ra­ti­co del Comune di Salò, fa sen­tire la sua voce dopo l’in­ter­ven­to del­l’asses­sore regionale alla san­ità Alessan­dro Cè, che ha dichiara­to di vol­er ampli­are Gavar­do, can­cel­lan­do l’ipote­si di una nuo­va strut­tura per acu­ti a Roè Vol­ciano. «Anco­ra una vol­ta — spie­ga Nas­tuz­zo, pres­i­dente degli «Ami­ci del gol­fo», che si sono bat­tuti fino a ottenere la real­iz­zazione del­la passeg­gia­ta a lago — il nos­tro ter­ri­to­rio vede svanire, con sgo­men­to, la pos­si­bil­ità che ven­ga costru­ito un pre­sidio capace di garan­tire agli abi­tan­ti un servizio san­i­tario all’al­tez­za dei tem­pi e delle esi­gen­ze. Tren­t’an­ni fa, in modo sci­agu­ra­to, si perdette l’oc­ca­sione di Roè Vol­ciano, nonos­tante vi fos­sero il prog­et­to, il finanzi­a­men­to e le aree disponi­bili». «Oggi, come allo­ra, invece di costru­ire una strut­tura mod­er­na, si ripro­pone — accusa Nas­tuz­zo — di ristrut­turare il vec­chio noso­comio di Gavar­do, già in grave dif­fi­coltà per gli spazi ridot­ti e la rete stradale car­ente. Pun­to di rifer­i­men­to del nos­tro ter­ri­to­rio dovrebbe essere, in teo­ria, Desen­zano, local­iz­za­to al mar­gine estremo del­la zona. Ma, in caso di neces­sità, Bres­cia for­nisce risposte più imme­di­ate e sicure». «Sem­pre più l’eliambu­lan­za res­ta l’u­ni­ca rispos­ta pos­si­bile per inter­venire velo­ce­mente in aiu­to del­la popo­lazione che abi­ta nelle local­ità mag­gior­mente dis­agiate. Quan­do sen­ti­amo ripetere che i fon­di disponi­bili sono insuf­fi­ci­en­ti, una sor­ta di rab­bia ci prende alla gola. Da più di tren­t’an­ni aspet­ti­amo un ospedale nuo­vo, all’a­van­guardia, bari­cen­tri­co, che per­me­t­ta di esprimere al meglio le poten­zial­ità dei medici e di tut­to il per­son­ale. Ci aspet­ti­amo che i sin­daci del Gar­da e del­la Valle Sab­bia non si rasseg­ni­no pas­si­va­mente, ma fac­ciano sen­tire con forza la loro voce». C’è poi il dis­cor­so di Salò (svuo­ta­to di tut­ti i repar­ti, ora ospi­ta solo gli ambu­la­tori dei medici spe­cial­isti, il cen­tro pre­lievi, la radi­olo­gia e l’) , dal­la cui ven­di­ta si potreb­bero ricavare una venti­na di mil­ioni di euro. «Giù le mani — protes­ta il Comi­ta­to, cui aderiscono numerosi grup­pi locali, dal­la Car­i­tas al Con­sorzio alberghi del­la Riv­iera, dagli ai pen­sion­ati, da Sol­i­da­ri­età alla soci­età di cal­cio, dal­la Robur di atlet­i­ca alla Com­pag­nia delle opere -. La vuole ass­es­tare il colpo di grazia al nos­tro noso­comio, met­ten­do­lo sul mer­ca­to per fare cas­sa. L’in­ten­to è di uti­liz­zare parte dei fon­di per costru­ire a Bar­bara­no un polo riabil­i­ta­ti­vo. La ven­di­ta potrebbe avere una gius­ti­fi­cazione log­i­ca solo des­ti­nan­do i quat­tri­ni (rica­vati) alla costruzione di un pre­sidio capace final­mente di fornire una val­i­da, effi­cace e tem­pes­ti­va rispos­ta ai numerosi prob­le­mi. Se l’ospedale di Salò pote­va ess­er con­sid­er­a­to poco fun­zionale per gli acu­ti, le dimen­sioni e la col­lo­cazione (in riva al lago) lo ren­dono invece adat­to a ospitare un cen­tro riabil­i­ta­ti­vo di grande pres­ti­gio. Non bisogna subire pas­si­va­mente queste manovre, che si svol­go­no sul­la nos­tra tes­ta. L’ospedale è sta­to costru­ito dai salo­di­ani: è un pat­ri­mo­nio che non ci può venire scip­pa­to dai polit­i­can­ti di turno». Domeni­ca pomerig­gio, dalle 15 alle 18, gli espo­nen­ti del Comi­ta­to dis­tribuiran­no volan­ti­ni nelle piazze.