Riunione con i sindaci in attesa della gara. Venezia si impegna a non sguarnire ulteriormente la struttura

Ospedale, pochi i medici e servono anche infermieri

16/05/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(g.m.)

«Una riu­nione oper­a­ti­va per cer­care di risol­vere i prob­le­mi dell’ospedale, in atte­sa di espletare il ban­do per l’affidamento del­la part­ner­ship ges­tionale del­la strut­tura». Con queste parole l’assessore regionale alle politiche san­i­tarie, il veronese , ha com­men­ta­to a la riu­nione ristret­ta avvenu­ta a Gar­da pochi giorni fa alla pre­sen­za dei sin­daci di Mal­ce­sine, Giuseppe Lom­bar­di, Bren­zone, Gia­co­mo Simonel­li e del con­sigliere del­e­ga­to di Tor­ri, Fabio Raguzzi, nonché dei medici ospedalieri e del pres­i­dente dell’associazione dis­abili motori, Rober­to Bassi. Ad accom­pa­gnare Tosi anche il diret­tore gen­erale del­la Ulss 22, Rena­to Pic­coli, e il diret­tore san­i­tario, Ennio Car­done. Bassi ave­va invi­a­to pochi giorni pri­ma una let­tera aper­ta a Tosi e a Pic­coli met­ten­do sul tap­peto i prob­le­mi dell’unico ospedale pub­bli­co del­la spon­da veronese del lago. La let­tera era sot­to­scrit­ta anche dai sin­daci di Mal­ce­sine, Bren­zone e Tor­ri, oltre che dai medici di Mal­ce­sine. «Abbi­amo chiesto un incon­tro», spie­ga Bassi, «per far fronte alle caren­ze di organ­i­co che stan­no penal­iz­zan­do la strut­tura di Mal­ce­sine». Man­cano all’appello almeno cinque infer­mieri, due fisioter­apisti e un medico per la riabil­i­tazione orto­pe­di­ca dato che, da set­tem­bre 2005, non è sta­ta sos­ti­tui­ta la dot­tores­sa che si è trasferi­ta a Bus­solen­go. In modo par­ti­co­lare, i sin­daci han­no chiesto che ven­ga poten­zi­a­ta l’ortopedia, oltre al pun­to di pri­mo inter­ven­to e all’aumento di per­son­ale san­i­tario. «Non pos­si­amo per­me­t­ter­ci di con­seg­nare uno scat­olone vuo­to al pos­to di un ospedale e, soprat­tut­to, non pos­si­amo per­me­t­ter­ci adesso di avere una strut­tura che non fron­teg­gi le esi­gen­ze san­i­tarie dei nos­tri cit­ta­di­ni», affer­mano i sin­daci. Aggiunge Simonel­li: «Siamo sod­dis­fat­ti delle risposte ottenute dal­la Regione». «Per quan­to riguar­da gli infer­mieri», dice infat­ti Tosi, «non abbi­amo pos­to bloc­chi, data la caren­za cron­i­ca che c’è in tut­to il Vene­to. Se si riescono a trovare per­sone che vogliano lavo­rare a Mal­ce­sine, dare­mo tut­to l’appoggio pos­si­bile. È nos­tro asso­lu­to inter­esse che si riesca a dare risposte adeguate alle neces­sità del­la popo­lazione». Non è tut­to. I sin­daci, i medici e i dis­abili han­no con­corda­to con l’assessore che, una vol­ta esple­ta­to il ban­do di ges­tione, si potrà ricon­sid­er­are anche quan­to pre­vis­to per i let­ti di orto­pe­dia. Trop­po pochi infat­ti sareb­bero i posti (solo 5 di one day surgery e 5 di day hos­pi­tal orto­pe­di­ci) per garan­tire un vol­ume di attiv­ità oper­a­to­ria con­gruo a fare rimanere in pie­di la divi­sione di orto­pe­dia. Ancor di più se arriverà il cen­tro nazionale di rifer­i­men­to per lo stu­dio e la cura degli esi­ti del­la poliomielite, come era sta­to chiesto all’allora min­istro del­la salute, Francesco Storace. «Per il cen­tro nazionale», riprende Tosi, «ricon­fer­mo la volon­tà di otten­er­lo. Spin­ger­e­mo sul min­is­tero del­la salute anche in sede di Con­feren­za Sta­to- Regioni, oltre che come Regione Vene­to». Una notizia appre­sa con viva sod­dis­fazione da Rober­to Bassi. Da ulti­ma, ma non in ordine di impor­tan­za, una inat­te­sa, ulte­ri­ore aper­tu­ra, riv­ol­ta ai sin­daci dell’alto lago. «Tosi», ha riv­e­la­to Simonel­li a riu­nione con­clusa, «ha pro­pos­to che un rap­p­re­sen­tante dei sin­daci fac­cia parte non solo del con­siglio di ammin­is­trazione del­la soci­età che gestirà l’ospedale, come già ave­va promes­so, ma anche del­la com­mis­sione che val­uterà, dopo l’estate, i prog­et­ti di ges­tione che ver­ran­no pre­sen­tati dalle sette ditte in gara. Parte­ci­pare a queste oper­azioni per noi può essere una grande garanzia che il prog­et­to scel­to per la ges­tione vada incon­tro alle reali esi­gen­ze del territorio».

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