Il Consiglio: il nosocomio va chiuso solo dopo l’avvio dei lavori a Roè

Ospedale, prima i cantieri. L’edificio poi sarà venduto. «Tutelare i s

18/07/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il Con­siglio comu­nale di Salò ha approva­to all’u­na­nim­ità una mozione sul futuro del­l’ospedale. Tut­ti gli schiera­men­ti (dal­la mag­gio­ran­za di cen­trode­stra alle mino­ranze, cioè Ds, Margheri­ta, Fiamma tri­col­ore, ecc.) con­cor­dano nel­l’ac­cettare gli ori­en­ta­men­ti del Pirellone e dicono di sì a una nuo­va strut­tura per acu­ti a Roè Vol­ciano, in gra­do di servire Valle Sab­bia e Alto Gar­da. Il doc­u­men­to richia­ma la delib­era del­la Giun­ta regionale del 13 giug­no, che prevede la costruzione del pre­sidio a Roè Vol­ciano, revo­can­do al tem­po stes­so i vec­chi stanzi­a­men­ti sta­bil­i­ti per Salò e Gavar­do. Sot­to­lin­e­an­do come, il mese scor­so, il repar­to di Med­i­c­i­na sia sta­to chiu­so tem­po­ranea­mente, fino al ter­mine del­l’es­tate, col trasfer­i­men­to dei pazi­en­ti a Gavar­do, e rib­aden­do i tim­o­ri riguardan­ti la riduzione dei servizi sul­l’Al­to lago, il Con­siglio ha fis­sato quat­tro pun­ti. 1) Non ver­rà cam­bi­a­ta la des­ti­nazione del­l’at­tuale fab­bri­ca­to di Salò finchè «non sarà cantier­a­ta la strut­tura del­l’ospedale pre­vis­to dal­la Regione». Dopodichè il Comune approverà una vari­ante al Piano rego­la­tore, con­sen­ten­do di trasfor­mare l’ed­i­fi­cio in res­i­den­ziale. Così lo si potrà vendere a un’im­mo­bil­iare, rica­van­do un buon gruz­zo­lo. 2) Bisogna «assumere ogni inizia­ti­va idonea a man­tenere la fun­zion­al­ità dei servizi e delle prestazioni fino­ra ero­gate da Salò e Gavar­do». 3) Occorre evitare di «dis­met­tere la strut­tura di Salò pri­ma del­l’en­tra­ta in fun­zione del nuo­vo pre­sidio per acu­ti». 4) C’è l’im­peg­no a «con­sid­er­are even­tu­ali ipote­si di vari­azione urban­is­ti­ca anche pri­ma del cantiera­men­to del­l’­opera, purchè rien­tri­no nelle modal­ità del­l’in­ter­ven­to pre­ven­ti­vo e, comunque, sub­or­di­nata­mente all’ot­ten­i­men­to di garanzie indi­cate al pun­to 2. Con ris­er­va di adottare gli atti ammin­is­tra­tivi defin­i­tivi dopo il com­ple­ta­men­to del nuo­vo ospedale». Il sin­da­co dovrà infor­mare del­la mozione i col­leghi del­la zona e le varie isti­tuzioni. Sono poi inter­venu­ti alcu­ni con­siglieri. Rena­to Cobel­li, che ha sti­la­to il testo, ha invi­ta­to a pren­dere in con­sid­er­azione l’ipote­si di riu­nifi­care tut­ti gli ambu­la­tori all’in­ter­no del­l’ospedale di Salò. Attual­mente sono dis­lo­cati in sei luoghi dif­fer­en­ti: dal­l’ex macel­lo, in via Rive, dove i medici vis­i­tano i tur­isti, alla Casa del­la Gio­vane di via San­t’­Ja­go (Igiene, anal­isi delle acque del lago, tutela all’in­ter­no delle fab­briche), da viale Lan­di a Bar­bara­no, ecc. Vin­cen­zo Zam­bel­li ha det­to che i 29 mil­ioni di euro stanziati dal­la Regione sono bloc­cati a Roma, inser­i­ti nel pac­chet­to finanziario del­la legge 67 dell’88, che bisognerebbe indi­care con pre­ci­sione i posti let­to del­la nuo­va strut­tura (120 o 240?), la super­fi­cie nec­es­saria e l’am­montare com­p­lessi­vo del­l’in­ves­ti­men­to. «La mia pre­oc­cu­pazione è che si arrivi a vendere l’im­mo­bile di Salò per sis­temare Gavar­do e coprire le spese cor­ren­ti», ha con­clu­so l’e­spo­nente dei Ds. Bruno Faus­ti­ni, capogrup­po di Forza Italia, ha aggiun­to che i «29 mil­iar­di non sono un’op­por­tu­nità nata dal nul­la, ma il frut to del nos­tro impeg­no». Riper­cor­sa la vicen­da, ha assi­cu­ra­to che, in base alle val­u­tazioni del diret­tore gen­erale del­l’azien­da ospedaliera di Desen­zano (Mau­ro Borel­li), il cos­to per 170–180 posti let­to dovrebbe aggi­rar­si sug­li 80 mil­iar­di di vec­chie lire, escluse le opere di urban­iz­zazione. Dopo aver sol­lecita­to Roè Vol­ciano a mod­i­fi­care atteggia­men­to («il sin­da­co si è chiam­a­to fuori, io spero che cam­bi posizione»), Faus­ti­ni ha espres­so un tim­o­re: «Ho pau­ra che Salò chi­u­da e i 29 mil­ioni di euro stanziati dal­la Regione vengano uti­liz­za­ti diver­sa­mente». Nel salone con­sil­iare era­no pre­sen­ti molti degli «Ami­ci del gol­fo» che, come abbi­amo scrit­to ieri, han­no dif­fu­so un doc­u­men­to invi­tan­do a non perdere l’ul­ti­ma occasione.

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