Affollata assemblea dopo l’intenzione espressa dall’assessore Gava di rivedere le schede regionali Il sindaco Girardi: «Attendiamo una risposta entro la fine del mese»

Ospedale, prognosi riservata

21/02/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Imboc­ca­ta la stra­da del dial­o­go per la soprav­viven­za dell’ospedale capri­nese. Alla luce, in par­ti­co­lare, delle dichiarazioni dell’assessore regionale Fabio Gava all’indomani dell’audizione, in com­mis­sione san­ità a Venezia, degli ammin­is­tra­tori pub­bli­ci capri­ne­si, appun­to sul prob­le­ma dell’ospedale. L’assessore alla san­ità il 10 feb­braio si è pre­so quindi­ci giorni di tem­po per «preparare una pro­pos­ta di rical­i­bratu­ra tem­po­ranea delle strut­ture ospedaliere di tut­ta l’Ulss 22» con­sid­er­ate le sen­ten­ze del Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale. «Una aper­tu­ra ver­bale alla quale devono seguire i fat­ti», ha esor­di­to l’altra sera il sin­da­co Maria Tere­sa Girar­di di fronte ad una più che affol­la­ta assem­blea pub­bli­ca. «Non siamo aper­ti alla trat­ta­ti­va, disponi­bili a un accor­do per ottenere però dal­la Regione la con­fer­ma che la strut­tura san­i­taria del nos­tro paese deve cer­ta­mente rimanere ospedale». «Non è sicu­ra­mente nos­tra inten­zione perseguire con le battaglie legali, una vol­ta però chiara­mente defini­ta la situ­azione di quale ruo­lo ritagliare all’ospedale mon­te­baldino. Con­sid­e­ri­amo l’assessore Gava una per­sona seria», ha det­to infer­vo­ran­dosi il sin­da­co -«e gli diamo cred­i­to cer­ti che pri­ma del­la fine di feb­braio ci darà una rispos­ta pos­i­ti­va». L’assessore comu­nale Anto­nio Gas­pari nel sot­to­lin­eare «la scan­dalosa situ­azione» emer­sa nell’Ulss 22 ha evi­den­zi­a­to la neces­sità di «incalzare» l’assessore Gava e a non «mol­lare» per arrivare a rego­lar­iz­zare la situ­azione san­i­taria di Capri­no pri­ma delle prossime elezioni ammin­is­tra­tive. Applausi sacrosan­ti per entram­bi gli ammin­is­tra­tori capri­ne­si in una sala stra­col­ma con pre­sen­ti, assieme a sin­daci e ammin­is­tra­tori pub­bli­ci dei Comu­ni ai lim­i­ti del­la piana capri­nese, il pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana del Lui­gi Castel­let­ti, il pres­i­dente dell’Asco provin­ciale e rap­p­re­sen­tante del­la Cam­era di Com­mer­cio Fer­nan­do Moran­do, il con­sigliere regionale Nadir Welpon­er, la vice pres­i­dente del­la com­mis­sione regionale san­ità Margheri­ta Miot­to e il vice pres­i­dente del Con­siglio regionale Gus­ta­vo Franchet­to: gli uni­ci rap­p­re­sen­tan­ti del­la Regione accor­si all’assemblea pub­bli­ca nonos­tante l’invito fos­se sta­to este­so all’intero staff politi­co regionale e provin­ciale con il solo asses­sore ven­to alla san­ità Gava che si è pre­mu­ra­to di gius­ti­fi­care l’assenza. Apprez­za­men­ti per la tenace battaglia sostenu­ta dagli ammin­is­tra­tori capri­ne­si, in par­ti­co­lare per il sin­da­co Girar­di e l’assessore Gas­pari, sono arrivati dagli espo­nen­ti region­ali, con Welpon­er che ha crit­i­ca­to la pro­gram­mazione san­i­taria e riv­olto parole dure nei con­fron­ti di Rena­to Pic­coli diri­gente san­i­tario dell’Ulss 22, per­tan­to l’indispensabile rical­i­bratu­ra di fronte alle emer­gen­ze e alle sostanze del Tar, avver­tendo di prestare la mas­si­ma atten­zione ora nel­la fase del­la trat­ta­ti­va con la Regione. «Grande esem­pio di dedi­zione al bene comune» per la Miot­to è sta­ta la deter­mi­nazione con la quale gli ammin­is­tra­tori capri­ne­si si sono bat­tuti, con risul­tati che dan­no sper­an­za in quan­to non man­cano le ragioni per difend­ere l’ospedale. «A com­in­cia­re», ha pre­cisato la Miot­to «dal­la pre­sen­za di un ter­ri­to­rio con speci­ficità, in buona parte, mon­tana e con alle spalle un indot­to tur­is­ti­co: ter­ri­to­rio quin­di con le dimen­sioni e gli abi­tan­ti per gius­ti­fi­care un’ospedale per acu­ti. «L’altra con­dizione», ha pros­e­gui­to «è comunque, che se si chi­ude Capri­no bisognerebbe spostare gli ammalati di ques­ta zona altrove. Oltre a non garan­tire il dirit­to alla salute su questo ter­ri­to­rio non c’è oggi un ospedale che pos­sa accoglier­li in quan­to Verona è già con­ges­tion­a­ta. E la via d’uscita sug­geri­ta a Gava, vis­to che nell’Ulss sono suc­ces­si fat­ti nuovi, è quel­la di rivedere le schede ospedaliere». Pro­pos­ta che l’assessore alla san­ità ha accetta­to impeg­nan­dosi a far­lo nel giro di una quindic­i­na di giorni. «Mi auguro che sia così, altri­men­ti», ha det­to all’assemblea la Miot­to «provocher­e­mo un Con­siglio regionale stra­or­di­nario, a quel pun­to indesider­abile in quan­to Capri­no diven­terebbe un fat­to regionale». Franchet­to, nel pre­cis­are che la delib­era regionale 3223 non è asso­lu­ta­mente un «totem intoc­ca­bile», ha fat­to pro­pria la richi­es­ta di provo­care un Con­siglio regionale in caso in cui l’assessore Gava non ten­ga fede alle dichiarazioni oppure con­clu­da con una rispos­ta non sod­dis­facente alle attese. Un pen­sieri­no reli­gioso, infine, quel­lo del par­ro­co don Emilio che ha ricorda­to come l’ospedale sia sta­to benedet­to da mon­sign­or Giuseppe Car­raro nel 1966 e invi­ta­to a prestare la mas­si­ma atten­zione a non man­dar­lo in dis­truzione. Nel frat­tem­po si è cos­ti­tu­ito, ad opera di un grup­po spon­ta­neo di cit­ta­di­ni il comi­ta­to «Grup­po dife­sa salute» per elab­o­rare inizia­tive e idee a sup­por­to di quan­to viene svolto in modo istituzionale.

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