La Margherita vuol rilanciare il dibattito: l’ampliamento di Gavardo o una struttura nuova? In questa fase «serve un pronto soccorso a Gargnano e Vestone»

«Ospedale: si ritorni a discutere»

Di Luca Delpozzo
Davide Cordua

La Regione vuole real­iz­zare un nuo­vo e fun­zionale ospedale oppure recu­per­are le nec­es­sarie risorse eco­nomiche per riqual­i­fi­care il pre­sidio di Gavar­do? Il que­si­to lo pone oggi la seg­rete­ria provin­ciale del­la Margheri­ta, che denun­cia la «totale assen­za di una lin­ea polit­i­ca da parte del­la Giun­ta Formigo­ni in mer­i­to alla situ­azione ospedaliera del Gar­da e del­la Valsab­bia». «Su ques­ta annosa ques­tione — dichiara il seg­re­tario provin­ciale del­la Margheri­ta Gianan­to­nio Girelli — si sta rap­p­re­sen­tan­do l’ennesima com­me­dia tesa a gener­are dis­in­for­mazione e ten­sione tra i cit­ta­di­ni e i rap­p­re­sen­tan­ti delle isti­tuzioni. La Margheri­ta chiede che la Regione e i sin­daci inter­es­sati torni­no a seder­si allo stes­so tavo­lo, per trovare insieme una soluzione comune». Tut­to è inizia­to nel 2003, quan­do i pri­mi cit­ta­di­ni del­la zona sot­to­scrissero un doc­u­men­to dell’attuale diret­tore dell’Azienda ospedaliera di Desen­zano, Mau­ro Borel­li, che pro­pone­va di ampli­are l’attuale ospedale di Gavar­do. «Nel feb­braio 2005, la Giun­ta regionale ha invece stanzi­a­to 29 mil­ioni di euro per real­iz­zare un nuo­vo pre­sidio — ricor­da Anto­nio Moro, por­tav­oce del cir­co­lo alto Gar­da del­la Margheri­ta -; un impor­to con­sid­er­a­to insuf­fi­ciente dal­lo stes­so Borel­li». In un suo stu­dio, il diret­tore dell’Azienda desen­zanese ha con­fer­ma­to la volon­tà di provvedere a un ampli­a­men­to dell’attuale strut­tura di Gavar­do, las­cian­do da definire la ques­tione del­la riabil­i­tazione e del­la lun­ga degen­za. E lo stes­so comune di Gavar­do ha introdot­to nel pro­prio Piano rego­la­tore un’area per ques­ta oper­azione. A oggi, va sot­to­lin­eato, Gavar­do rap­p­re­sen­ta l’unico pre­sidio san­i­tario pub­bli­co dota­to di pron­to soc­cor­so per chi vive nell’alto Gar­da e in Valsab­bia. «La Margheri­ta ritiene che la salute sia un tema trop­po impor­tante per divenire spec­u­lazione polit­i­ca, ma crede che ognuno deb­ba pren­der­si le pro­prie respon­s­abil­ità in relazione al ruo­lo rivesti­to. In questo sen­so ritieni­amo insen­sato — pros­egue Girelli — che i comu­ni abbiano solo un ruo­lo con­sul­ti­vo sul­la deci­sione di costru­ire nuovi pre­si­di nelle loro zone. Noi cre­di­amo che la legge 31 sia da mod­i­fi­care, offren­do alle ammin­is­trazioni comu­nali un ruo­lo mag­giore e la pos­si­bil­ità di inve­stire e val­oriz­zare le risorse ter­ri­to­ri­ali esisten­ti. Per fare un esem­pio, chi vive in pae­si come Tig­nale o Bagoli­no dista almeno un’ora di autoam­bu­lan­za dall’ospedale gavardese: per queste per­sone è nec­es­sario real­iz­zare almeno un pron­to soc­cor­so a Gargnano e a Vestone».