L'assessore alla sanità conferma: un intoppo tecnico allunga i tempi. I pensionati Cisl: «Speriamo non venga il Gabibbo». Magnani smentisce le voci per cui l'apertura slitterebbe di mesi

Ospedale: trasferimenti entro novembre

15/10/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

All’in­ter­no dei locali che pri­ma o poi accoglier­an­no ambu­la­tori medici, sale oper­a­to­rie, let­ti e pazi­en­ti e sofisti­cate apparec­chia­ture san­i­tarie, ora ferve anco­ra il lavoro di operai e tec­ni­ci. Il nuo­vo ospedale com­pren­so­ri­ale ad Arco, è ormai assoda­to, non entr­erà in fun­zione entro otto­bre, come annun­ci­a­to nei mesi scor­si, ma nep­pure tra sei mesi, come voci pre­oc­cu­pate e insis­ten­ti sosten­gono. I trasfer­i­men­ti dei repar­ti, assi­cu­ra l’asses­sore provin­ciale Mario Mag­nani, inizierà entro novembre.È lo stes­so Mag­nani a con­fer­mare le notizie, fino a ieri uffi­ciose, riguardan­ti la causa del­l’en­nes­i­mo ritar­do nel­l’aper­tu­ra del cosid­det­to monobloc­co. Al momen­to del col­lau­do, l’impianto di con­dizion­a­men­to del­l’aria ha mostra­to dei prob­le­mi, non ha quin­di ottenu­to l’ok dei tec­ni­ci incar­i­cati di ver­i­fi­carne la fun­zion­al­ità e la dit­ta che l’ave­va instal­la­to ha dovu­to per­ciò rimet­ter­ci mano. Per l’asses­sore alla san­ità niente più che un intop­po, di quel­li in cui chi­unque può inci­ampare nel­la real­iz­zazione di qualunque opera pub­bli­ca o pri­va­ta che sia. Altri det­tagli Mag­nani non è sta­to in gra­do di aggiun­gere. Del resto l’ar­go­men­to speci­fi­co non è di sua stret­ta com­pe­ten­za. Lo è invece del­l’asses­so­ra­to ai lavori pub­bli­ci, dove però, mal­gra­do ripetu­ti ten­ta­tivi, non siamo rius­ci­ti a con­tattare nè Grisen­ti, nè un diri­gente autor­iz­za­to a par­lare con la stam­pa. Pec­ca­to, per­ché nel frat­tem­po le illazioni sui tem­pi di ulti­mazione del­l’ospedale si spre­cano e si accav­al­lano. L’ul­ti­ma è di ieri e viene dal sin­da­ca­to dei pen­sion­ati Cisl (sem­pre molto atten­to rispet­to alle ques­tioni san­i­tarie). Il seg­re­tario di zona, Mario Pran­di, scrive in una nota: «Sem­bra­va pro­prio vero che final­mente si sarebbe pos­ta la paro­la fine al penoso trasci­na­men­to riguardante ques­ta strut­tura san­i­taria nata vec­chia, cresci­u­ta male e comunque cos­to­sis­si­ma. Tut­to il per­son­ale era sta­to aller­ta­to per un trasfer­i­men­to ver­so metà otto­bre, gius­to in tem­po per le elezioni. E invece niente!». È vero, tut­ti pen­sa­vano che i politi­ci provin­ciali avreb­bero fat­to carte false pur di tagliare il nas­tro pri­ma del 26: sai che spot! Ma no, risponde Mag­nani, «sarebbe sta­to ridi­co­lo e stru­men­tale fare l’in­au­gu­razione una set­ti­mana pri­ma delle elezioni». Se lo dice lui, ma avrem­mo volu­to guardar­lo in fac­cia men­tre pro­nun­ci­a­va queste parole, invece che sen­tir­le per tele­fono, ché mag­a­ri gli sfug­gi­va una smor­fia di disappunto.Ridicola, sec­on­do Pran­di, è invece la vicen­da del monobloc­co: «Spe­ri­amo solo che qual­cuno non chi­a­mi il Gabib­bo, e che si pos­sa evitare che sul nome di Arco si river­si un’on­da­ta di sar­cas­mo per una vicen­da che romai sta arrecan­do dan­ni all’im­mag­ine del­la cit­tà e del Trenti­no». Ovvi­a­mente Mario Mag­nani non è del­lo stes­so avvi­so: «Non è il mese di ritar­do che fa la dif­feren­za e comunque pos­so garan­tire che non si trat­ta di un rin­vio sine die: entro la fine del­l’an­no il nuo­vo ospedale sarà in attività».