Incontro con il sottosegretario Brancher ideatore dell’operazione con l’Inail per evitarne la chiusura. Finché non ci sarà chiarezza sul progetto di ristrutturazione e gestione

Ospedale, vendita sospesa

10/10/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

«Finchè non c’è chiarez­za sul prog­et­to di ristrut­turazione dell’ospedale di Mal­ce­sine e pre­ci­sione sul­la ges­tione, non si pro­ce­da con la com­praven­di­ta all’Inail». È questo l’ultimo clam­oroso svilup­po del­la verten­za sul noso­comio dell’alto lago veronese, sca­tu­ri­to durante una riu­nione, ristret­ta e a porte chiuse, tenu­tasi a Mal­ce­sine alla pre­sen­za del sot­toseg­re­tario alle riforme isti­tuzion­ali, Aldo Branch­er. A con­frontar­si con l’onorevole, in prat­i­ca l’ideatore del­la com­praven­di­ta del­la strut­tura san­i­taria con l’Inail al fine di evi­tarne la chiusura, era­no pre­sen­ti il pres­i­dente dell’Associazione inter­re­gionale dei dis­abili motori, Rober­to Bassi, i medici Mil­lo Mar­ti­ni e Fran­co Vian­i­ni, la rap­p­re­sen­tante del per­son­ale infer­mieris­ti­co, oltre a Pao­lo For­mag­gioni, coor­di­na­tore di Forza Italia per Bren­zone, al con­sigliere regionale Baz­zoni e al col­lab­o­ra­tore dell’onorevole Branch­er, Arman­do Gal­li­na. «In prat­i­ca», ha spie­ga­to For­mag­gioni «io e il sin­da­co di Gar­da, Davide Bendinel­li, abbi­amo chiesto all’onorevole Branch­er questo incon­tro per fare chiarez­za sulle sor­ti dell’ospedale, alla luce delle proteste degli ulti­mi giorni, delle denunce fat­te dall’Aidm e delle prese di posizione di politi­ci region­ali e non». E pro­prio la chiarez­za sul­la realtà dell’ospedale di Mal­ce­sine è quel­la che, a det­ta di tut­ti, «attual­mente man­ca, e com­pro­mette anche l’ordinaria ges­tione del noso­comio, non solo i prog­et­ti futuri e i pro­gram­mi di svilup­po». In par­ti­co­lare, il dot­tor Mil­lo Mar­ti­ni, del­la riabil­i­tazione, ha sot­to­lin­eato come «la attuale situ­azione in cui si tro­va la strut­tura non ci mette nelle con­dizioni di svol­gere bene il nos­tro lavoro». Il medico ha anche ripreso l’intervento, fat­to dal pri­mario Bruno Danzi durante la riu­nione dei dis­abili alcu­ni giorni fa, e ha sot­to­lin­eato come “«a man­can­za del­la sos­ti­tuzione del per­son­ale infer­mieris­ti­co trasfer­i­tosi o licen­zi­atosi, il man­ca­to rimpiaz­zo dei medici orto­pe­di­ci, rimasti ora solo in quat­tro, la man­ca­ta ese­cuzione di lavori strut­turali di min­i­ma sul padiglione A, ovvero quel­lo più a monte, non per­me­t­tono ai medici e agli infer­mieri di svol­gere al meglio i loro com­pi­ti». «In atte­sa di definire nel det­taglio la ges­tione», ha pros­e­gui­to il dot­tor Mar­ti­ni «vogliamo che almeno ci con­sen­tano di lavo­rare deco­rosa­mente. Ci ave­vano assi­cu­ra­to dal­la Asl 22 che avreb­bero esple­ta­to cel­er­mente i con­cor­si per le ter­apiste: lo spe­ri­amo per­chè davvero non abbi­amo modo di ovviare a questo prob­le­ma. Inoltre, avrem­mo già ottenu­to la disponi­bil­ità dal Poli­clin­i­co di Bor­go Roma per atti­vare il servizio di con­sulen­za di alto liv­el­lo per la neu­rofi­si­olo­gia, indis­pens­abile per i pazi­en­ti affet­ti dagli esi­ti del­la poliomielite ma, da due anni, tut­to è fer­mo. Infine, è indis­pens­abile un sup­por­to per l’ortopedia, dove attual­mente sono rimasti tre orto­pe­di­ci, oltre al dot­tor Vian­i­ni, a lavo­rare tra sala, ambu­la­to­rio e repar­to». Rober­to Bassi ha fat­to invece pre­sente al sot­toseg­re­tario Aldo Branch­er che «a noi andrebbe benis­si­mo la ven­di­ta dell’ospedale all’Inail, ma dev’essere chiaro cosa si voglia fare col prog­et­to di ristrut­turazione e quali siano le inten­zioni di chi viene a gestire la strut­tura. Il prog­et­to dell’Asl 22 prevede di fare spendere all’Inail 7 mil­ioni di euro per il solo padiglione B e non per ristrut­turare l’intero com­p­lesso. Il padiglione B è sta­to di recente già ristrut­tura­to, ed ha le stanze con i bag­ni nuo­vis­sime. Per­ché allo­ra buttare via sol­di per rimet­ter­ci anco­ra mano? E per­ché nul­la nel prog­et­to è pre­vis­to per ristrut­turare invece il padiglione A? Per­ché si vogliono accor­pare tut­ti i servizi nel padiglione a lago e su quel­lo a monte nes­suno dice niente?» Infine, osser­vazioni sono state fat­te anche cir­ca la futu­ra ges­tione dell’ospedale. Sec­on­do i medici e sec­on­do l’Aidm infat­ti, non è pro­poni­bile una quo­ta del 49 per cen­to al pri­va­to, nell’ipotesi di una ges­tione mista pub­bli­co-pri­va­to, e per un peri­o­do di tre anni più even­tu­ali tre. «Trop­po pochi gli anni», ha chiosato il dot­tor Mar­ti­ni «per­ché un pri­va­to inves­ta seri­amente. Potrebbe andare bene anche una ges­tione come quel­la pre­vista oggi per l’ospedale di Zevio, di sei anni più even­tu­ali sei, in cui la fa da con­trol­lore». E, in atte­sa di questi chiari­men­ti dal­la Asl 22 sul prog­et­to di ristrut­turazione e dal­la Regione sulle oppor­tu­nità di ges­tione, è sca­tu­ri­ta la clam­orosa pro­pos­ta di «sospendere tem­po­ranea­mente le oper­azioni di ven­di­ta all’Inail, finchè non ci sarà la chiarez­za nec­es­saria». Pro­pos­ta che, ascoltate le esi­gen­ze del per­son­ale medico e i grossi dub­bi sul prog­et­to da parte tan­to dell’Aidm quan­to dei san­i­tari di Mal­ce­sine, pare abbia incon­tra­to anche il favore dell’onorevole Aldo Branch­er. «Il sot­toseg­re­tario comunque, è impeg­na­to oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) in un con­gres­so a Bel­luno e quin­di non rag­giun­gi­bile per una inter­vista», come ha gen­til­mente fat­to sapere il suo col­lab­o­ra­tore Arman­do Gal­li­na, «ma chiarirà nei prossi­mi giorni la sua posizione. Anche per­ché ha cose ben pre­cise da dire in mer­i­to a tut­ta ques­ta fac­cen­da». «Spec­u­lazioni politiche legate al peri­o­do preelet­torale», ave­va invece bol­la­to l’assessore alla san­ità, Fabio Gava, in una nota dif­fusa alcu­ni giorni fa, le lamentele e le proteste soll­e­vate per l’ospedale da Malcesine.

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