Nel nosocomio è rimasto solo il reparto di psichiatria, con 15 posti. Da sciogliere il nodo di Gavardo. I letti di fisiatria e recupero funzionale trasferiti a Villa Barbarano

Ospedale, via un altro pezzo

17/03/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Cam­pane a mor­to per l’ospedale di Salò: ieri ha chiu­so anche il repar­to di fisi­a­tria e recu­pero fun­zionale (25 posti let­to), guida­to da Mas­si­mo Pros­doci­mo. I pazi­en­ti (pochi, in ver­ità, a causa delle man­cate accettazioni delle set­ti­mane scorse) sono sta­ti trasfer­i­ti a Bar­bara­no, nel­la strut­tura di pro­pri­età del­la spa «Vil­la Gem­ma casa di cura», che fa capo a Mar­co Bonomet­ti, delle Officine mec­ca­niche rez­za­te­si, in base a un accor­do stip­u­la­to dal diret­tore gen­erale Mau­ro Borel­li. Il noso­comio di Salò è sta­to pro­gres­si­va­mente spoglia­to: ave­va più di 120 posti let­to, e ora si ritro­va solo con i 15 di psichi­a­tria, affi­da­ta al dot­tor Gian Lui­gi Nobili, ormai des­ti­na­ta ad andare altrove. Dispone inoltre del­la dial­isi e degli ambu­la­tori di chirur­gia, senolo­gia, gine­colo­gia, oculis­ti­ca, nefrol­o­gia, aller­golo­gia, car­di­olo­gia, dia­betolo­gia, der­ma­tolo­gia, fisi­a­tria, neu­rolo­gia, obe­sità, odon­toia­tria, orto­pe­dia, otori­no, ortot­tis­ti­ca, urolo­gia, pre­lievi, radi­olo­gia. Il taglio prece­dente risali­va allo scor­so giug­no, quan­do Borel­li spostò med­i­c­i­na a Gavar­do. «Il provved­i­men­to — c’era scrit­to nel comu­ni­ca­to — ha un carat­tere tem­po­ra­neo e riguarderà solo i mesi estivi: giug­no, luglio, agos­to e set­tem­bre. Dopo questo peri­o­do, ver­rà ria­per­to ero­gan­do i con­sueti servizi. Una deci­sione pre­sa per con­sen­tire a tut­ti gli infer­mieri e ai dipen­den­ti di pot­er fruire delle ferie mat­u­rate. Col­go l’oc­ca­sione per pre­cis­are che il repar­to in ques­tione, quan­do sarà ria­per­to, non ver­rà più chiu­so fino alla real­iz­zazione del nuo­vo ospedale, che sarà ubi­ca­to nel comune di Roè Vol­ciano o Gavar­do o Salò». L’im­peg­no non è sta­to man­tenu­to, e le stanze di med­i­c­i­na sono des­o­lata­mente vuote. Invi­ta­to a parte­ci­pare a un con­siglio comu­nale stra­or­di­nario, il diret­tore ave­va rifi­u­ta­to, rispon­den­do così: «una vol­ta che avre­mo pre­so le deci­sioni, sare­mo noi a con­vo­carvi». Adesso l’ad­dio di riabil­i­tazione. «L’ac­cor­do con i pri­vati — ram­men­ta­va Rena­to Cobel­li, espo­nente del­la Margheri­ta — prevede il trasfer­i­men­to a Bar­bara­no di 44 posti, di cui 25 attual­mente accred­i­tati a Salò e 19 derivan­ti dal­la parziale ricon­ver­sione dei 41 di med­i­c­i­na. Vuol dire che ci tol­go­no 22 let­ti. Mesi fa si disse che med­i­c­i­na, dirot­ta­ta provvi­so­ri­a­mente a Gavar­do, sarebbe tor­na­ta nel­l’ot­to­bre 2003. Qui non riapre più niente. E la spo­li­azione con­tin­ua. Ques­ta è l’u­ni­ca vera realtà». La nuo­va casa di cura, chia­ma­ta Vil­la Bar­bara­no, è nata dal­la ristrut­turazione del­l’ex hotel Asto­ria, che appartene­va alla famiglia del sin­da­co Giampi­etro Cipani. Inau­gu­ra­ta nel gen­naio 2003, e stret­ta­mente col­le­ga­ta a Vil­la Gem­ma di Fasano (apparten­gono entrambe ai fratel­li Bonomet­ti e ai fratel­li Ari­ci), ha una super­fi­cie cop­er­ta di 1.380 mq., e un vol­ume totale di cir­ca 17mila metri cubi. L’in­gres­so prin­ci­pale, sul lato prospiciente il por­tic­ci­o­lo, dà sui locali des­ti­nati ai servizi comu­ni (recep­tion, sog­giorno-bar, sala da pran­zo, cuci­na, ecc.), ai poliam bula­tori e alla palestra. Nel­l’am­mez­za­to, al pri­mo, sec­on­do e ter­zo piano una trenti­na di camere, dotate di tele­fono, Tv, dif­fu­sione sono­ra, servizi igien­i­ci, aria con­dizion­a­ta. Il quar­to è ris­er­va­to a degen­ti pri­vati. Dal ter­raz­zo è pos­si­bile godere una splen­di­da vista sul lago. Nel­l’in­ter­ra­to, lo spazio per la ried­u­cazione moto­ria, con pisci­na da 7,50 metri per 2,5 e una vas­ca idro­mas­sag­gio, oltre a spoglia­toi, doc­ce, ecc. Mirko Lom­bar­di, di Rifon­dazione, ave­va dichiara­to che «sul Gar­da la battaglia è seria, poiché il pat­ri­mo­nio rap­p­re­sen­ta­to dagli edi­fi­ci di Salò e del S.Corona di Fasano fa gola a molte immo­bil­iari». Il con­siglio comu­nale ha approva­to all’u­na­nim­ità una mozione assi­cu­ran­do che la des­ti­nazione del­l’at­tuale fab­bri­ca­to di Salò non ver­rà cam­bi­a­ta finchè «non sarà cantier­a­to l’ospedale pre­vis­to dal­la Regione». Soltan­to allo­ra si approverà una vari­ante al Piano rego­la­tore, per con­sen­tire di trasfor­mare l’ed­i­fi­cio in res­i­den­ziale e vender­lo rica­van­do un buon gruzzolo.