Al centro della Conferenza provinciale dei sindaci l’affidamento del polo riabilitativo a Villa Gemma. «Il passaggio di Leno ai privati mina la funzionalità di Manerbio»

Ospedali, «futuro incerto»

Di Luca Delpozzo
Milena Moneta - Nello Scarpa

L’imminente pas­sag­gio ai pri­vati dell’ospedale di Leno decisa dall’Azienda ospedaliera di Desen­zano sen­za con­sultare i sin­daci coin­volti nell’operazione rischia di minare la fun­zion­al­ità del pre­sidio di Maner­bio. L’allarme è sta­to lan­ci­a­to da Anna­maria Guarneri nel cor­so del­la riu­nione degli ammin­is­tra­tori del dis­tret­to del­la Bas­sa con­vo­ca­ta ieri sera. Nel­la duplice veste di pri­mo cit­tadi­no di Ghe­di e pres­i­dente del­la Con­feren­za dei sin­daci, la Guarneri ha sot­to­lin­eato che «la fun­zion­al­ità dell’ospedale di Maner­bio dipende dall’esistenza e dall’efficienza del­la strut­tura di Leno, il cui futuro non è lega­to solo all’accreditamento o meno dei 55 posti let­to riabil­i­ta­tivi». Durante la riu­nione sono sta­ti rib­a­dite tutte le per­p­lessità sull’operazione di affi­da­men­to del polo riabil­i­ta­ti­vo di Leno a Vil­la Gem­ma e Cas­sa Padana. In par­ti­co­lare gli ammin­is­tra­tori locali si sono chi­esti se la ges­tione pri­va­ta garan­tirà anche tut­ti gli altri servizi for­ni­ti dal­la strut­tura: fisioter­apia, aerosolter­apia, radi­olo­gia, ambu­la­tori, sede del dis­tret­to. «Una ques­tione non di poco con­to — sot­to­lin­ea la Guarneri — molti di questi servizi andreb­bero poten­ziati per alleg­gerire l’ospedale di Maner­bio che è con­ges­tion­a­to dalle richi­este degli esterni». A monte c’è però un «forte ram­mari­co per­chè non c’è alcun dial­o­go con la direzione gen­erale dell’Azienda ospedaliera di Desen­zano. Fino­ra non abbi­amo incon­tra­to disponi­bil­ità all’ascolto. Il con­fron­to con il ter­ri­to­rio è indis­pens­abile per arrivare a soluzioni migliori, indi­cazioni dai lavo­ra­tori, dai fruitori, dagli enti locali van­no nell’interesse di tut­ti. Le scelte dall’alto rischi­ano di gener­are guai». Cer­to, la ges­tione di Leno è in pas­si­vo. «Ma per­chè — osser­va la pres­i­dente del­la Con­sul­ta san­i­taria -, c’è dis­per­sione di spazi, vuoti e inuti­liz­za­ti. Un dial­o­go con l’ente locale potrebbe cam­biarne la des­ti­nazione urban­is­ti­ca e riqual­i­fi­care l’intera strut­tura». La Guarneri, che è anche medico radi­ol­o­go, è con­vin­ta che «sebbene la strut­tura ulti­ma­mente sia sta­ta las­ci­a­ta un po’ andare, con pochi inter­ven­ti i servizi potreb­bero diventare in atti­vo, garan­ten­do introiti anche ad una ges­tione pub­bli­ca che potrebbe finanziare altri servizi». Non a caso il prog­et­to di Vil­la Gem­ma e Cas­sa Padana prevede un cam­bio di des­ti­nazione per real­iz­zare una strut­tura socio-assis­ten­ziale per anziani. I pri­vati faran­no quel­lo che avreb­bero potu­to e dovu­to fare il pub­bli­co. I sin­daci han­no inoltre man­i­fes­ta­to il tim­o­re che l’accreditamento dei posti let­to — «per i quali — osser­va la Guarneri — bisogna riconoscere che il diret­tore gen­erale Mau­ro Borel­li si sta prodi­gan­do per ottenere» — non diven­ti un pat­ri­mo­nio esclu­si­vo dei pri­vati che potreb­bero trasferir­li altrove. L’esempio di Salò è anco­ra una feri­ta aper­ta. Anche la col­lo­cazione logis­ti­ca di Vil­la Gem­ma, piut­tosto dis­tante da Leno «las­cia per­p­lessi su una effi­ciente ges­tione — pros­egue il sin­da­co di Ghe­di -. So che c’è anche un altro prog­et­to, più arti­co­la­to, pre­sen­ta­to da una coop­er­a­ti­va che lavo­ra nel sociale, che potrebbe fornire qualche garanzia in più. Ma in realtà non pos­si­amo val­utare né sug­gerire niente, per­chè siamo tenu­ti al di fuori di tut­to. Si dice che i dipen­den­ti rimar­ran­no pub­bli­ci e che tut­ti con­server­an­no il loro pos­to. Ma ho dub­bi in propos­i­to. Cre­do che la ges­tione pri­va­ta non sia che un pri­mo pas­so ver­so l’alienazione di tut­to, tenu­to con­to che la strut­tura è anche pat­ri­mo­nio del Comune di Leno». Il prog­et­to a cui fa rifer­i­men­to la Guarneri riguar­da un pool di coop­er­a­tive che fan­no rifer­i­men­to a una realtà di Pon­te­vi­co già coin­vol­ta nel­la ricon­ver­sione dell’ospedale dismes­so sulle rive dell’Oglio. Le indi­cazioni dei sin­daci sem­bra­no coin­cidere con quelle dei sin­da­cati: si alla razion­al­iz­zazione man­te­nen­do però la plu­ral­ità dei servizi, coin­vol­gen­do con un prog­et­to chiaro per­son­ale, direzione ammin­is­tra­ti­va anche di Maner­bio, ente locale, per­chè insieme si trovano le soluzioni migliori. «Leno trat­ta di una strut­tura strate­gi­ca per un baci­no di 200 mila abi­tan­ti — con­clude la Guarneri -. I sin­daci e le comu­nità del­la Bas­sa non accetter­an­no pas­si­va­mente la pri­va­tiz­zazione». Un pas­so isti­tuzionale è sta­to com­pi­u­to con un doc­u­men­to approva­to all’unanimità dai sin­daci del Dis­tret­to numero 9. Ieri se n’è par­la­to nel­la Con­feren­za dei sin­daci provin­ciali. Il più diret­to inter­es­sato, Piero Bisinel­la, pri­mo cit­tadi­no di Leno, con­fer­ma il pro­prio dis­ap­pun­to per non essere sta­to min­i­ma­mente pre­so in con­sid­er­azione: «Non entri­amo nel mer­i­to, ma ci las­cia a dir poco stupi­ti e amareg­giati la pro­ce­du­ra. Non pos­si­amo non essere infor­mati su scelte così impor­tan­ti che veni­amo a sapere solo per vie tra­verse. I sin­daci e i cit­ta­di­ni sono estromes­si da scelte che li riguardano da vici­no: la gente mi pone que­si­ti e pre­oc­cu­pazioni in propos­i­to. E noi non sap­pi­amo cosa rispon­dere per­chè nul­la ci è sta­to det­to». Anche i sin­da­cati intan­to affi­lano le armi per una par­ti­ta che ha fini­to con l’alimentare le vec­chie polemiche legate all’accorpamento degli ospedali del­la Bas­sa all’azienda Garde­sana. E qualche ammin­is­tra­tore dopo l’annunciata pri­va­tiz­zazione del pre­sidio di Leno tor­na a par­lare di pres­sioni politiche sul­la Regione in vista delle elezioni di aprile per ottenere l’autonomia gestionale.