Dopo un controverso incarico assegnato a Manerbio-Leno, l’Azienda ospedaliera di Desenzano ha fissato un «decalogo» per i responsabili dei presidi. Dirigenti avvisati: dovranno valutare il rapporto costi-benefici e risponderanno per eventuali contenziosi

Ospedali, guerra alle promozioni «facili»

Di Luca Delpozzo
r.p.

I respon­s­abili dei pre­si­di san­i­tari di Maner­bio-Leno, Lona­to, Gavar­do-Salò e Desen­zano sono avver­ti­ti. Bas­ta con le «pro­mozioni» facili e i mega incar­ichi pro­fes­sion­ali che inci­dono sul bilan­cio dell’azienda sen­za che l’efficacia e l’efficienza dei servizi san­i­tari ne trag­ga un reale ben­efi­cio. L’azienda ospedaliera di Desen­zano ha dichiara­to guer­ra agli sprechi finanziari nei piani «alti» del­la pianta organ­i­ca. Un’opera di «mor­al­iz­zazione» e trasparen­za che tutela indi­ret­ta­mente anche gli uten­ti. Da oggi i diri­gen­ti dei pre­si­di che con­feriscono incar­ichi e nuove attribuzioni dovran­no val­utare atten­ta­mente costi-ben­efi­ci, in quan­to se la deci­sione si riv­e­lasse un’operazione di mera immag­ine mag­a­ri inutile o addirit­tura con­tro­pro­du­cente per il noso­comio rispon­der­an­no per­sonal­mente del sur-plus di com­pen­si ero­gati dall’azienda. Non solo. I ver­ti­ci dei sin­goli ospedali saran­no ritenu­ti respon­s­abili di even­tu­ali con­tenziosi aper­ti davan­ti a un giu­dice da parte di dipen­den­ti che han­no svolto man­sioni supe­ri­ori alla pro­pria qual­i­fi­ca. La cam­pagna di respon­s­abi­liz­zazione degli alti diri­gen­ti, che prende spun­to fra l’altro da un Decre­to legge del 2001, è scat­ta­ta pochi giorni dopo la con­tro­ver­sa scelta dei ver­ti­ci di Maner­bio di nom­inare un super-visore delle attiv­ità ambu­la­to­ri­ali. La scelta del diret­tore Michele Corset­ti è cadu­ta sull’ex sin­da­co di Maner­bio e attuale con­sigliere di mag­gio­ran­za Dial­ma Cantaboni, che tor­na nell’organico del­la strut­tura dopo 9 anni trascor­si alla gui­da dell’amministrazione civi­ca. La nuo­va figu­ra, che ger­ar­chi­ca­mente rispon­derà soltan­to al diret­tore di pre­sidio, «avrà — si legge nel­la let­tera di nom­i­na com­pos­ta da tre pagine -, com­pi­ti di coor­di­na­men­to delle attiv­ità ambu­la­to­ri­ali di pre­sidio, con par­ti­co­lare rifer­i­men­to alla ges­tione del per­son­ale ammin­is­tra­ti­vo delle postazioni di front-office», ovvero degli sportel­li aper­ti al pub­bli­co. «La nuo­va figu­ra sarà — pre­cisa la nota di Corset­ti -, lo stru­men­to oper­a­ti­vo per orga­niz­zare, con­trol­lare e ver­i­fi­care le attiv­ità ambu­la­to­ri­ali a Leno e Maner­bio, sia sot­to il pro­fi­lo orga­niz­za­ti­vo, sia nei rap­por­ti con l’utenza ma anche per rac­cogliere e anal­iz­zare le infor­mazioni nec­es­sarie al buon anda­men­to dei servizi». Com­p­lessi­va­mente si inter­fac­cer­an­no con il nuo­vo fun­zionario dod­i­ci servizi del pre­sidio: dall’accettazione all’emodialisi pas­san­do per poliambu­la­tori, pun­ti pre­lie­vo emati­ci, fisioter­apia, radi­olo­gia, endo­scopia diges­ti­va, pron­to soc­cor­so, cen­tro dia­beto­logi­co e trasfu­sion­ale. Il diret­tore di pre­sidio ha affida­to all’ex sin­da­co di Maner­bio un ampio pac­chet­to di fun­zioni sin­te­tiz­za­to in due pagine. Ma nonos­tante Corset­ti abbia chiar­i­to che «la figu­ra non sos­ti­tuirà i rispet­tivi respon­s­abili di area ma si affi­ancherà a loro», la scelta ha cre­ato un cer­to dibat­ti­to fra i «quadri» del noso­comio e i sin­da­cati autono­mi, che han­no fat­to rifer­i­men­to pro­prio alla cir­co­lare inter­na fir­ma­ta pochi giorni dopo l’istituzione del super­vi­sore degli ambu­la­tori di Maner­bio-Leno, dal diret­tore gen­erale dell’azienda garde­sana Mau­ro Borel­li. Un doc­u­men­to che sot­to­lin­ea come «i mas­si­mi diri­gen­ti dei sin­goli ospedali sono respon­s­abili dei trat­ta­men­ti eco­nomi­ci acces­sori». Tre sostanzial­mente, sec­on­do il parere dei ver­ti­ci dell’azienda garde­sana, le diret­tive da seguire per razion­al­iz­zare, ren­dere inci­sive e sin­da­cal­mente cor­rette le attribuzioni di man­sioni supe­ri­ori e incar­ichi con trat­ta­men­ti eco­nomi­ci acces­sori, ovvero voci che ren­dono più sostanziosa la bus­ta paga dei dipen­den­ti: «…val­utare atten­ta­mente la deci­sione, atten­er­si alle nor­ma­tive e alle pro­ce­dure fis­sate dai con­trat­ti nazion­ali e azien­dali ma soprat­tut­to sten­dere man­sion­ari che rispet­ti­no le ger­ar­chie, le qual­i­fiche e le com­pe­ten­ze dei sin­goli dipen­den­ti». Una filosofia quel­la chi­es­ta con forza dal diret­tore gen­erale, a volte trascu­ra­ta nel sis­tema pub­bli­co; se si con­sid­era l’escalation di verten­ze nel set­tore san­i­tario legate allo svol­gi­men­to di man­sioni supe­ri­ori alla qual­i­fi­ca aperte davan­ti ai giu­di­ci ammin­is­tra­tivi o ordi­nari. La direzione azien­dale di Desen­zano rimar­ca inoltre che «in caso di man­ca­ta pre­ven­ti­va del­la direzione cen­trale al rilas­cio dell’incarico, il diri­gente potrebbe essere chiam­a­to a rispon­dere di even­tu­ali esbor­si dovu­ti a sen­ten­ze sfavorevoli».

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