Il nodo sanità. In tarda serata a Villa di Gargnano si è svolta l’attesa Conferenza dei sindaci. Comunità montana a rischio divisione sulla proposta Borelli

Ospedali, la spaccatura è netta

17/09/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Attorno alla san­ità altog­a­rde­sana sal­go­no l’attenzione e la ten­sione. Ma va aumen­tan­do anche la con­fu­sione. Tra la scelta sul­la costruzione di un nuo­vo ospedale a Roè o il poten­zi­a­men­to di quel­lo di Gavar­do si è inseri­ta la notizia del­la chiusura di quel­lo di Salò, a par­tire dal 31 dicem­bre. I degen­ti, dopo quel­la data, tro­ver­an­no ospi­tal­ità a Vil­la Gem­ma o a Vil­la Bar­bara­no, entrambe strut­ture pri­vate. Notizia che si aggiunge alla pos­si­bil­ità del­la chiusura del San­ta Coro­na a Fasano. Va, nel frat­tem­po, otte­nen­do con­sen­so la pro­pos­ta di Mau­ro Borel­li, diret­tore dell’Azienda Ospedaliera di Desen­zano: niente ospedale nuo­vo e uti­liz­zo dei 29 mil­ioni di euro per ingrandire Gavar­do con altri 200 posti, poten­zian­do anche Noz­za e Gargnano. Borel­li, ques­ta mat­ti­na sarà a Toscolano: se nel­la notte non sono inter­venute novità, dovrebbe rac­cogliere altre firme di ade­sione alla con­ven­zione già sot­to­scrit­ta dal­la Comu­nità Mon­tana di Valsab­bia, da 25 sin­daci del­la Valle, o loro del­e­gati, e da tre sin­daci altog­a­rde­sani su nove. Spazio ai ripen­sa­men­ti potrebbe esser­ci sta­to la notte scor­sa, dopo la con­feren­za dei sin­daci, con­vo­ca­ta da Bruno Faus­ti­ni, pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana dell’Alto Gar­da. In dis­cus­sione: la mozione di ind­i­riz­zo pro­pos­ta dal­lo stes­so Faus­ti­ni. Intan­to, la situ­azione che si va delin­e­an­do appare del­i­ca­ta anche in chi­ave polit­i­ca. Infat­ti la con­ven­zione pro­pos­ta da Borel­li con­tin­ua a rac­cogliere ade­sioni trasver­sali tra i sin­daci, indipen­den­te­mente dal col­ore del par­ti­to. Ma se in Valsab­bia la con­ver­gen­za è sta­ta totale, sull’Alto Gar­da si pro­fi­la una spac­catu­ra tra la posizione dei sin­daci e quel­la del­la Comu­nità mon­tana, dove il cen­trode­stra è sal­da­mente in sel­la con 21 con­siglieri su 31. Nell’ipotesi di essere mes­so in mino­ran­za in Comu­nità Mon­tana — ha det­to l’altra sera Faus­ti­ni nel cor­so dell’assemblea- si dimet­terebbe «in 30 sec­on­di». Ma lo stes­so Faus­ti­ni ha volu­to pre­cis­are che l’sssemblea è cosa ben diver­sa dal­la Con­feren­za dei sin­daci. Nel frat­tem­po, il dibat­ti­to pun­ta sul­la situ­azione delle strut­ture san­i­tarie pub­bliche des­ti­nate alla chiusura (San­ta Coro­na a Fasano e l’ospedale di Salò) men­tre ne sono oper­a­tive di pri­vate: Vil­la Bar­bara­no e Vil­la Gem­ma. L’importanza delle strut­ture san­i­tarie pub­bliche è sta­ta sot­to­lin­ea­ta sia da Bruno Faus­ti­ni che da Vin­cen­zo Zam­bel­li, con­sigliere di mino­ran­za in Comune a Salò e in Comu­nità mon­tana. Quest’ultimo ha anal­iz­za­to la ques­tione in ter­mi­ni crit­i­ci: «Oltre alle chi­ac­chiere, dal 1998 a oggi non si è fat­to nul­la per la san­ità. Per Salò, cinque anni fa c’era un piano recepi­to dal­la Regione, finanzi­a­to con poco meno di 10 mil­iar­di di vec­chie lire: prevede­va 60 nuovi posti, oltre ai 20 di psichi­a­tria. Con­tin­uan­do su quel per­cor­so, avrem­mo sull’Alto Gar­da una strut­tura con 80 posti, for­ni­ta di dial­isi e radi­olo­gia. Era già sta­ta rilas­ci­a­ta la con­ces­sione edilizia. Invece, ciò che pote­va avere un segui­to a Salò è sta­to bloc­ca­to e nel­la zona sono soprag­giunte strut­ture san­i­tarie pri­vate lì vici­no». E sul­la «morte» delle strut­ture san­i­tarie pu bbliche sull’Alto Gar­da è inter­venu­ta ieri anche l’associazione «La Rata», di Fasano, con una let­tera agli ammin­is­tra­tori garde­sani: «Rin­un­cia­re alla riabil­i­tazione in una strut­tura pub­bli­ca del liv­el­lo del San­ta Coro­na è una scelta che si scon­tra con il buon sen­so. Solo alcu­ni politi­ci riescono a spie­gare (a loro stes­si però) la bon­tà di queste cose».