Riunione a porte chiuse a Villa Spinola tra il dirigente regionale Franco Toniolo e i Comuni che lottano contro la chiusura. Il sindaco di Caprino: «Siamo sulla buona strada, ora la trattativa»

Ospedali, Venezia più morbida

18/02/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Enrico Santi

Si riapre la dis­cus­sione sug­li asset­ti ospedalieri nel ter­ri­to­rio dell’Ulss 22. Anche se è pre­maturo dire che la Regione è dis­pos­ta a tornare indi­etro sul­la sua deci­sione di chi­ud­ere Capri­no, Mal­ce­sine, Iso­la del­la Scala e Valeg­gio con l’obiettivo di portare a 470 i posti di degen­za nelle strut­ture pub­bliche, si sta facen­do stra­da l’ipotesi di una rilet­tura del piano attua­ti­vo. In altre parole si riapre la trat­ta­ti­va, alla luce del­la nuo­va situ­azione cre­atasi con l’incendio del Mag­a­li­ni di Vil­lafran­ca, con la chiusura dell’accordo con l’Inail per quan­to riguar­da l’ospedale di Mal­ce­sine e soprat­tut­to dei numerosi ricor­si legali pro­mossi e spes­so vin­ti dai Comu­ni inter­es­sati ai tagli. Lunedì sera a Bus­solen­go, nel­la sede dell’azienda ospedaliera, Fran­co Tonio­lo, diri­gente respon­s­abile del­la pro­gram­mazione regionale, ha incon­tra­to in via infor­male una venti­na di sin­daci del ter­ri­to­rio. Sec­on­do le indis­crezioni trapelate dal­la riu­nione, tenu­ta seg­re­ta fino all’ultimo e svoltasi a porte chiuse, l’importante diri­gente regionale avrebbe fat­to sapere ai pre­sen­ti che Venezia, pre­so atto del­la muta­ta situ­azione delle strut­ture ospedaliere rispet­to al momen­to in cui era sta­ta approva­ta la sche­da di polit­i­ca san­i­taria, nei prossi­mi due mesi attra­ver­so il lavoro del­la quin­ta com­mis­sione regionale com­pe­tente in mate­ria san­i­taria sarebbe pronta a una rilet­tura rispet­to a modal­ità e tem­pi di attuazione. Inoltre, Tonio­lo avrebbe par­la­to di disponi­bil­ità da parte del­la Regione ad aprire un con­fron­to con le ammin­is­trazioni comu­nali, che si sono appel­late con suc­ces­so al Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo del Vene­to con­tro la dis­mis­sione dei loro ospedali, con la sper­an­za di rag­giun­gere un accor­do bonario. Durante l’incontro è sta­to con­fer­ma­to, tra l’altro, che per il momen­to l’ospedale di Iso­la del­la Scala è des­ti­na­to a sup­plire anco­ra per molto tem­po al Mag­a­li­ni e che gli inves­ti­men­ti pre­visti per quest’ultimo servi­ran­no a ripor­tar­lo ai liv­el­li di pri­ma dell’incendio. Per Valeg­gio, strut­tura per la riabil­i­tazione, si prospet­terebbe invece non la com­ple­ta dis­mis­sione, ma un uti­liz­zo non ospedaliero in sen­so stret­to. Su richi­es­ta di molti sin­daci, il diri­gente avrebbe poi con­fer­ma­to l’intenzione del­la Giun­ta regionale di real­iz­zare in tem­pi più bre­vi rispet­to a quel­li che qual­cuno ha ipo­tiz­za­to il polo uni­co dell’Ovest veronese, per l’ubicazione del quale, dopo anni di infrut­tu­osa dis­cus­sione, la con­feren­za dei sin­daci dell’Ulss 22 pre­siedu­ta da Gian­lu­ca Men­gal­li ave­va indi­ca­to la zona di Vil­lafran­ca. Alla richi­es­ta di un com­men­to, il sin­da­co di Som­macam­pagna si limi­ta però a una bat­tuta: «È sta­to un incon­tro ris­er­va­to, non sarebbe cor­ret­to fare dichiarazioni. Da ciò che abbi­amo sen­ti­to si è capi­to che c’è un mar­gine per ragionare». È ben dis­pos­ta a par­lare, invece, Maria Tere­sa Girar­di. Il sin­da­co di Capri­no, uno dei Comu­ni mag­gior­mente coin­volti, è vis­i­bil­mente sod­dis­fat­to per la pie­ga pre­sa dal­la vicen­da: «Per la pri­ma vol­ta dopo nove anni di lot­ta e tre ricor­si legali vin­ti, final­mente si com­in­cia a sper­are nel­la pos­si­bil­ità di una mod­i­fi­ca dei piani del­la Regione, che ave­vano con­dan­na­to a morte il nos­tro ospedale. Pare che la Regione sia disponi­bile a una revi­sione delle schede san­i­tarie che ci riguardano. Siamo dunque sul­la buona stra­da, anche se si potrà cantare vit­to­ria solo quan­do la paro­la dis­at­ti­vazione sarà can­cel­la­ta. Ad ogni modo è la pri­ma vol­ta che tro­vi­amo un’apertura alle nos­tre ragioni e c’è la sper­an­za che si accetti di mod­i­fi­care i piani sui tagli agli ospedali. Ma questo non è un rega­lo che ci arri­va dal­la lagu­na. Ce lo siamo guadag­nati con le nos­tre battaglie giudiziarie». Lo scor­so 22 dicem­bre, il Tar del Vene­to ave­va accolto l’ultimo ricor­so del Comune. «Siamo sta­ti i pri­mi a con­trap­por­ci legal­mente, fin dal 1995, poi si sono acco­dati gli altri. Qual­cuno, stra­da facen­do, ha mol­la­to. Noi abbi­amo sem­pre tenu­to duro e ora si com­in­ciano a rac­cogliere i frut­ti». Per il sin­da­co di Capri­no il lun­go con­tenzioso fra Comu­ni e Regione sull’assetto ospedaliero dell’Ulss 22 è giun­to a una svol­ta deci­si­va: «Se ci fos­si­mo lim­i­tati alle trat­ta­tive con i politi­ci, come ha fat­to qualche col­le­ga, a quest’ora il nos­tro ospedale sarebbe già can­cel­la­to. Sceglien­do di ricor­rere alle vie legali ci siamo fat­ti rispettare, abbi­amo fat­to valere le ragioni dei nos­tri cit­ta­di­ni. Adesso sì è il momen­to del­la polit­i­ca, del con­fron­to e delle pro­poste costruttive».