In fase di ristrutturazione l'edificio di piazza Cavour. Proprietà della parrocchia, da 7 anni è gestito da Antonio Stedile: Grazie a studenti e sportivi stranieri 11 mila presenze a stagione

Ostello della gioventù, meno male che c’è

11/12/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Se fos­se per la clien­tela ital­iana, che ha la puz­za sot­to il naso, l’ostel­lo del­la gioven­tù di Riva potrebbe anche chi­ud­ere. Invece suc­cede il con­trario, come dimostra­no i lavori di ristrut­turazione avviati il mese scor­so nel­l’ed­i­fi­cio di piaz­za Cavour. Ci mancherebbe: con un trend in costante aumen­to e 11 mila pre­sen­ze sta­gion­ali, l’ostel­lo è chiara­mente un com­ple­men­to indis­pens­abile del­l’of­fer­ta tur­is­ti­ca locale. Gra­di­to, per l’ap­pun­to, soprat­tut­to agli stranieri, che non si for­mal­iz­zano di fronte ad un let­to a castel­lo o ad un bag­no in comune. E non sem­pre sono ado­les­cen­ti in gita sco­las­ti­ca accom­pa­g­nati dal­l’in­seg­nante di let­tere. Da quan­do l’as­so­ci­azione nazionale degli ostel­li AIG, una delle maglie del­la grande cate­na inter­nazionale IYHA, ha can­cel­la­to il lim­ite d’età, gli ostel­li pos­sono accogliere chi­unque, purché dota­to di tessera AIG o IYHA.Le sco­laresche riman­gono tut­tavia la fet­ta più grossa del­l’uten­za, spie­ga Anto­nio Ste­dile, anche se il loro pri­ma­to negli ulti­mi tem­pi non è più così soli­do. Ste­dile, lagari­no «nat­u­ral­iz­za­to» garde­sano, dal 1995 gestisce l’ostel­lo di Riva e mal­gra­do il suo par­ti­co­lare pun­to di vista è tes­ti­mone fedele del­la più impor­tante trasfor­mazione del tur­is­mo locale. L’ostel­lo, come si dice­va, è il reg­no degli stu­den­ti, ma sul reg­istro delle pre­sen­ze (rimpin­gua­to pure dai parte­ci­pan­ti alle attiv­ità pro­mosse da Musi­ca Riva) sono sem­pre più numerosi anche gli sportivi, che arrivano in grup­po per prati­care vela, moun­tain bike, arrampi­ca­ta o sem­plice­mente per esplo­rare a pie­di l’Al­to Gar­da. Una vari­età che con­sente all’ostel­lo di rimanere aper­to e lavo­rare per sette mesi all’an­no, dal­l’inizio di aprile alla fine di otto­bre. E qua­si qua­si non guasterebbe par­tire in mar­zo e chi­ud­ere a metà novem­bre, con una breve aper­tu­ra inver­nale sot­to le feste.Fino a due anni fa i tedeschi era­no la stra­grande mag­gio­ran­za, ora ci sono anche ingle­si, scan­di­navi, dane­si e parec­chie per­sone del­l’Est europeo. Gli ital­iani sono più o meno il 15 per cen­to. «La for­mu­la del­l’ostel­lo non ha mai attec­chi­to vera­mente in Italia», spie­ga Anto­nio Ste­dile, «basti pen­sare che nel nos­tro paese, che pure ha una grande tradizione tur­is­ti­ca, ce ne sono soltan­to 102. Nel resto d’Eu­ropa, in Ger­ma­nia soprat­tut­to, e negli Sta­ti Uni­ti invece sono dif­fu­sis­si­mi». Riva ne può vantare uno gra­zie alla volon­tà di mon­sign­or Bar­toli, che lo fece costru­ire negli anni Cinquan­ta. «Non bisogna dimen­ti­care — pros­egue a questo propos­i­to Ste­dile — che l’o­rig­i­nar­ia e tut­to­ra val­i­da final­ità degli ostel­li è con­sen­tire ai gio­vani di viag­gia­re, sco­prire il mon­do, avvic­inare i popoli e scon­giu­rare le guerre».Ma, ci si chiederà, una classe di liceali tedeschi cosa ci viene a fare a Riva del Gar­da? «Da qui rag­giun­gono rap­i­da­mente Verona, Venezia, il Monte . Vis­i­tano la cas­ca­ta di Varone, il lago di Ten­no», risponde Ste­dile. «E poi…forse a noi che ci abiti­amo tut­to l’an­no non fa più effet­to vivere in un luo­go dove ci sono un lago mag­nifi­co, le mon­tagne, cli­ma e veg­e­tazione mediter­ranea insieme. Ricor­do una comi­ti­va di dane­si che a metà otto­bre del 2001 s’era fat­ta una passeg­gia­ta dalle cas­cate di Varone fino a Ten­no. Al rien­tro era­no estasiati e mi han­no det­to: “Ma voi vivete in un paradiso…”.

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