La Regione ha finanziato il progetto di ristrutturazione. Verrà realizzato utilizzando le mura di una stalla

Ostello, in arrivo i soldi

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

La giun­ta regionale ha stanzi­a­to un con­trib­u­to di 349.842 euro per finanziare la costruzione di un ostel­lo in quel­la che fino ad oggi è una grande stal­la uti­liz­za­ta per la mun­gi­tu­ra, non trop­po lon­tano dal rifu­gio Novezzi­na. L’intervento è il sec­on­do stral­cio di un prog­et­to più ampio — cos­to un mil­ione e mez­zo di euro — che vuole trasfor­mare Novezzi­na nell’avanguardia sci­en­tifi­ca del . «È una bel­la notizia», com­men­ta Guer­ri­no Coltri, sin­da­co quan­do il prog­et­to di val­oriz­zazione dell’area di inter­esse botan­i­co e ambi­en­tale di Novezzi­na fu redat­to dal­la Comu­nità mon­tana del Bal­do e ora vicesin­da­co e vicepres­i­dente del­la Comu­nità. E il sin­da­co Pao­lo Rossi, a sua vol­ta sod­dis­fat­to, pun­tu­al­iz­za: «Siamo lieti che la Regione ci aiu­ti, l’impegno dell’amministrazione comu­nale è notev­ole, la nos­tra quo­ta è di 150mila euro, ma ne vale la pena. Sono sol­di ben spe­si per­ché nascerà un polo di attrazione sci­en­tifi­co-ambi­en­tale uni­co». Coltri spie­ga: «Il pri­mo stral­cio è in fase di ulti­mazione: è sta­ta sis­tem­a­ta l’area vic­i­na al rifu­gio e al gia­rdi­no botan­i­co, c’è una nuo­va piaz­zo­la per i pic-nic, si è inter­venu­ti sul­la fagge­ta, sono state rifat­te pavi­men­tazioni, recinzioni, stac­cionate». Anche in questo caso Venezia ha con­tribuito con 350mila euro, 50mila li ha garan­ti­ti il Comune, 100mila sono arrivati dal­la Fon­dazione Cariverona. Il sec­on­do stral­cio provocherà molti cam­bi­a­men­ti. «La stal­la da trasfor­mare in ostel­lo si tro­va sot­to il rifu­gio. Nel rifu­gio Novezzi­na restereb­bero l’alloggio del cus­tode, una sala con­feren­ze ampli­a­ta e aule didat­tiche. L’ostello avrà tra i 70 e i cen­to posti let­to e la zona ris­torante. Nell’area dell’orto botan­i­co resterà un bar», sot­to­lin­ea Coltri. Ma c’è un ma: riguar­da la des­ti­nazione delle muc­che, che ora stazio­nano nel­la stal­la des­ti­na­ta a trasfor­mar­si in ostel­lo. «Cer­to, dob­bi­amo garan­tire ai mal­gh­e­si la sala mun­gi­tu­ra», si affret­ta a sot­to­lin­eare Coltri, «e infat­ti la Comu­nità mon­tana del Bal­do si sta impeg­nan­do a trovare finanzi­a­men­ti per por­tar­la più a valle». Viene da chieder­si per­ché costru­ire una stal­la quan­do c’è già e aprire un nuo­vo ostel­lo quan­do un rifu­gio già esiste. Coltri spie­ga: «Sarebbe molto meglio che la sala mun­gi­tu­ra fos­se più a valle, così si togliereb­bero le muc­che dall’asfalto del­la stra­da, elim­i­nan­do prob­le­mi di ». Quan­to al rifu­gio, Coltri sot­to­lin­ea: «A Novezzi­na serve una sala con­feren­ze ampia, che ver­rebbe col­le­ga­ta all’osservatorio astro­nom­i­co. Qui sti­amo ragio­nan­do in grande, per­ché molto si sta moven­do, anche la gente». Il prog­et­to prevede infat­ti il ter­zo stral­cio. «Ser­vono altri 500mila euro», riprende Coltri, «per real­iz­zare l’ormai noto “Sen­tiero per tut­ti” ded­i­ca­to ai diver­sa­mente abili, da Novezzi­na a Mal­ga Gam­bon, e il recu­pero del baito a fini muse­ali. Ci piac­erebbe esporre antichi stru­men­ti per l’agricoltura di mon­tagna». Cipri­ano Castel­lani, pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana, com­men­ta: «Siamo vera­mente lieti che la Regione abbia man­tenu­to l’impegno pre­so nel 2002, quan­do approvò la pri­ma parte del prog­et­to ora in fase di ulti­mazione. Ora andi­amo avan­ti, tut­to questo serve per dare val­ore all’intero com­pren­so­rio del Monte Bal­do». Prog­et­to pro­mosso anche da Aver­ar­do Ama­dio, un’istituzione del Wwf e del mon­do ambi­en­tal­ista vene­to: «In gen­erale il prog­et­to di riqual­i­fi­cazione dell’area di Novezzi­na è un esem­pio di quan­to si deve fare sul Monte Bal­do. Occorre pro­prio con­ser­vare e quin­di pro­muo­vere i val­ori che il Bal­do cus­todisce affinché siano non solo visti, ma anche capi­ti, stu­diati e salvaguardati».

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