Casa di riposo Bianchi. Ultimata la nuova ala

Otto stanze, domani l’inaugurazione

30/07/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Domani, alle 10.30, si inau­gur­erà la nuo­va ala del­la casa di riposo «Gio­van Bat­tista Bianchi» di Toscolano Mader­no, che ver­rà intes­ta­ta a Pao­lo Nino Gaoso. Sono state costru­ite otto camere nuove, da due posti cias­cu­na: quat­tro al pri­mo piano e altret­tante al sec­on­do, con i rel­a­tivi servizi. Un inter­ven­to costa­to 701.444 euro, con l’aggiunta di una vari­ante di 95.400 euro per lo sposta­men­to delle suore nei locali las­ciati dal cap­pel­lano. Con una spe­sa di cir­ca un mil­iar­do e mez­zo di vec­chie lire, i posti let­to sono ora diven­tati 80, di cui 47 per non auto­suf­fi­ci­en­ti e 33 per auto­suf­fi­ci­en­ti. Appal­to vin­to a suo tem­po dal­la Regra­mar di Mas­sa Car­rara, che ha affida­to l’esecuzione dei lavori alla soci­età Alto Gar­da di Salò. Prog­et­to del geome­tra Luciano Boschi. «E l’arredo — spie­ga Camil­lo Chi­mi­ni, pres­i­dente del­la casa di riposo, da poco diven­ta­ta una Fon­dazione — è com­ple­ta­mente nuo­vo. Gli ospi­ti han­no avu­to qualche dis­a­gio, che è sta­to sop­por­ta­to con pazien­za. Abbi­amo inoltre rimes­so a nuo­vo la chieset­ta (lam­padari, pavi­men­ti levi­gati, eccetera). A set­tem­bre toc­cherà al sec­on­do lot­to, cioè la sis­temazione del­la parte vec­chia. L’attuale sala da pran­zo al piano ter­ra, vici­no alle cucine, sarà trasfor­ma­ta in una grande hall. Al pri­mo piano ricaver­e­mo il repar­to di infer­me­ria, il bag­no assis­ti­to e la sala da pran­zo. Stes­so dis­cor­so al sec­on­do, però con un locale comune. La Regra­mar ha vin­to anche ques­ta gara di appal­to. Spe­sa di cir­ca 820 mila euro. Per quan­to riguar­da il ter­zo e ulti­mo lot­to, dovre­mo met­tere a nor­ma entro il 31 dicem­bre 2006 la cen­trale ter­mi­ca, sen­za dimen­ti­care l’aria con­dizion­a­ta nelle par­ti comune. Onere di 130 mila euro». La Fon­dazione impeg­na una cinquan­ti­na di per­sone: 37 dipen­den­ti (26 assis­ten­ti socio assis­ten­ziali, 7 cuoche, 2 imp­ie­gati ammin­is­tra­tivi, 2 addet­ti alla manuten­zione), due suore e un buon grup­po di con­sulen­ti (il diret­tore san­i­tario Gian­fran­co Pro­co­pio, il fisi­a­tra Giuseppe Oli­vari, tre medici reperi­bili, due fisioter­apisti, un cal­lista, un ani­ma­tore, tre infer­miere nell’arco delle 24 ore). Oltre che da Chi­mi­ni, ex numero 1 sia dell’azienda di sog­giorno che del­la Con­fra­ter­ni­ta del , il con­siglio di ammin­is­trazione è com­pos­to da Attilio Apol­lo­nio, vice, ex sin­da­co di Toscolano Mader­no, da Maria Cal­zoni, Giu­liano Ivan Capuc­ci­ni e don Leonar­do Fari­na. Revi­sore dei con­ti: Giuseppe Avan­tag­giati. Tut­ti nom­i­nati dal sin­da­co, in base alla legge Bas­sani­ni e allo statu­to approva­to dal­la Regione. «Dopo avere ricorda­to il grande impeg­no dell’attuale pres­i­dente ono­rario, Gior­gio Bom­bardieri, rimas­to in car­i­ca per 16 anni, che a suo tem­po ha avvi­a­to la trasfor­mazione dell’edificio — inter­viene il sin­da­co Pao­lo Ele­na -, vor­rei sot­to­lin­eare la sod­dis­fazione per l’andamento del­la ges­tione Chi­mi­ni, in asso­lu­to equi­lib­rio finanziario. L’ambiente è con­fortev­ole, e le rette (925 euro men­sili per auto­suf­fi­ci­en­ti, 1.080 per non auto­suf­fi­ci­en­ti), tra le più basse dell’intera provin­cia, sono immu­tate da quat­tro anni. Noi abbi­amo quin­di deciso di rimanere vici­ni alla casa di riposo, dan­do un buon con­trib­u­to, affinchè non deb­ba dipen­dere dai mutui ban­cari». Il comune ha deciso di des­tinare alla Fon­dazione una parte del rica­va­to delle ven­di­ta di un ter­reno di 38.416 metri quadri nel­la local­ità col­linare di Gaino, dove si potran­no costru­ire edi­fi­ci res­i­den­ziali per 8 mila metri qua­drati, equiv­alen­ti a una vol­ume­tria di 24 mila metri cubi (almeno un centi­naio di appar­ta­men­ti). L’asta, il cui prez­zo base è di sei mil­ioni di euro, pari a cir­ca undi­ci mil­iar­di e mez­zo di vec­chie lire, avrebbe dovu­to svol­ger­si mer­coledì 27 luglio, ma è anda­ta deser­ta. Ver­rà ripro­pos­ta entro un mese, sen­za ridurre l’importo.

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