Si chiude una difficile trattativa durata anni. Oggi il passaggio della delibera in Consiglio comunale

Pace fatta con i SalesianiLa Rocca sarà del Comune

22/04/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Pace fat­ta tra Sale­siani e Comune per la ven­di­ta del­la Roc­ca. Oggi, infat­ti, il con­siglio comu­nale por­rà la paro­la fine alla tor­men­ta­ta trat­ta­ti­va, deliberan­do l’acquisizione dei ter­reni dall’Istituto Sale­siano Don Bosco.«Siamo giun­ti final­mente al ter­mine», spie­ga il sin­da­co Davide Bendinel­li: «Por­ti­amo in Con­siglio la delib­era che autor­iz­za il Comune a pro­cedere all’atto notar­ile di acqui­sizione. L’accordo defin­i­ti­vo prevede che il Comune acquisti 52 mila metri qua­drati di ter­reni dis­tribuiti sul­la som­mità del­la Roc­ca, riducen­do di 11 mila metri qua­drati la super­fi­cie pre­vista inizial­mente. Questi 11 mila metri a noi non inter­es­sano per­ché sono sostanzial­mente area boschi­va, e rimar­ran­no ai Sale­siani che saran­no liberi di vender­li al pri­va­to con cui si era­no impegnati».«La spe­sa sarà di 45 mila euro, cioè 8 euro e mez­zo al metro. L’accordo rag­giun­to è sod­dis­facente», sot­to­lin­ea il sin­da­co, «quin­di mi sen­to di ringraziare don Romano Bet­tin per la disponi­bil­ità. Ora dopo la delib­er­azione del Con­siglio, il seg­re­tario comu­nale pre­dis­porrà la doc­u­men­tazione per l’atto di rog­i­to e nell’arco di un mese saran­no acquisi­ti i ter­reni». «Poi, appe­na rius­cire­mo a reperire altri fon­di», con­clude Bendinel­li, «penser­e­mo alla val­oriz­zazione del sito arche­o­logi­co e dell’ambiente nat­u­rale del­la Rocca».Tutto bene quel che finisce bene, dunque, anche se non sono man­cate scin­tille tra il diret­tore dei Sale­siani e il sin­da­co di Gar­da, in un pas­sag­gio di pro­pri­età trasci­natosi per anni, tan­to che l’istituto Don Bosco ad un cer­to pun­to, stan­co di aspettare, ave­va stip­u­la­to un accor­do di affit­to e di suc­ces­si­va ven­di­ta con un agri­coltore. Così sono cam­bi­ate anche le cifre, vis­to che l’agricoltore offri­va il doppio del Comune di Gar­da. Nel 1998 infat­ti, i Sale­siani ave­vano offer­to i ter­reni del­la Roc­ca al comune, pro­po­nen­do la ven­di­ta di 63 mila e 765 metri qua­drati a un prez­zo scon­ta­to di 30 mila euro. Pro­pos­ta che però non si era mai trasfor­ma­ta in atto for­male. «Sono 30 anni che i Sale­siani vogliono lib­er­ar­si del­la Roc­ca per­ché non vogliono più avere la respon­s­abil­ità di quel­lo che vi accade sopra: vi si radunano grup­pi di gio­vani, si ubri­a­cano, fan­no fuochi, si trovano sir­inghe e con il grande peri­co­lo che qual­cuno cada giù», ave­va con­tin­u­a­to a ripetere don Romano Bet­tin. Quin­di ave­va colto l’offerta di un pri­va­to che met­te­va sul tavo­lo il doppio del prez­zo pat­tuito con il comune. Da quel momen­to però Bendinel­li ave­va ripreso la trat­ta­ti­va, non accettan­do di ved­er finire in mani pri­vate, la col­li­na stor­i­ca di Gar­da, dove sul­la som­mità sono emer­si i resti arche­o­logi­ci dell’antico castel­lo dove la Regi­na Ade­laide venne imp­ri­gion­a­ta da Beren­gario II.Scavi cofi­nanziati dai comu­ni di Gar­da, e Provin­cia di Verona, per 700 mil­ioni di lire dell’epoca. Sol­di uti­liz­za­ti per le ricerche arche­o­logiche, dal 1999 al 2005. Nel 1999, infat­ti, in occa­sione del­la ricor­ren­za dei mille anni dal­la morte del­la Regi­na Ade­laide (999), era nato il prog­et­to di ricer­ca delle trac­ce dell’antico castel­lo. Nel 2005, poi fu anche pub­bli­ca­to il libro «Arche­olo­gia a Gar­da e nel suo ter­ri­to­rio», dove sono descritte le tappe dei ritrova­men­ti arche­o­logi­ci: tre cinte murarie, un’area di edi­fi­ci pub­bli­ci del castel­lo, una chiesa con mosaici e un’area cimi­te­ri­ale. Lavori di ricer­ca che sono fer­mi da tre anni, con i ritrova­men­ti esposti alle intem­perie. Ai lavori di indagine, è lega­to il prog­et­to di isti­tuzione di un , in col­lab­o­razione tra i comu­ni di Bar­dolino e Gar­da: denom­i­na­to appun­to «Prog­et­to Regi­na Adelaide».

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