Padenghe sul Garda paese turistico, ma entro centro limiti

Parole chiave:
Di Luigi Del Pozzo

Rumori giorno e notte? No gra­zie, però l’intensità acus­ti­ca del mon­do intorno, è, soprat­tut­to d’estate, una tego­la sul capo di tan­ti cit­ta­di­ni, che vor­reb­bero godere del gius­to riposo dopo una gior­na­ta di lavoro.

Capi­ta infat­ti non di rado che il fra­cas­so la fac­cia da padrone e spet­ta allo­ra ai comu­ni porre un freno a talune spro­porzioni evi­den­ti. Al propos­i­to, il sin­da­co di Padenghe ha fir­ma­to una ordi­nan­za che rego­la­men­ta la dif­fu­sione sono­ra negli spazi pub­bli­ci aper­ti al pub­bli­co. Spic­ca il dato che le attiv­ità sonore deb­bano svol­ger­si esclu­si­va­mente all’interno dei locali, sen­za dare luo­go a emis­sioni avvert­ibili all’esterno. Inoltre, l’uso di tv e impianti stereo è per­me­s­so fino all’orario di chiusura del locale e non oltre.

L’organizzazione di pic­coli con­cer­ti all’aperto, è con­sen­ti­ta solo dal Pri­mo mag­gio al 30 set­tem­bre per una dura­ta mas­si­ma di tre ore, tra le ore 9 e le 13 e dalle 20 alle 24, con l’obbligo di ridurre il vol­ume a par­tire dalle ore 23. Le sanzioni sono di 100 euro alla pri­ma vio­lazione, di 250 alla sec­on­da e di 500 alla terza.

L’ordinanza e il piano di zoniz­zazione acus­ti­ca – osser­va il sin­da­co Avanzi­ni — esiste­vano già, gli orari e le lim­i­tazioni era­no pre­sen­ti sul nos­tro ter­ri­to­rio da parec­chi anni. Il dato ril­e­vante riguar­da l’introduzione di un pun­to, dove si dà al gestore il com­pi­to di cer­ti­fi­care che gli impianti di dif­fu­sione sono­ra non superi­no il liv­el­lo dei deci­bel pre­vis­to dal piano di zoniz­zazione acus­ti­ca. D’altro can­to, è sta­ta tol­ta la neces­sità da parte dell’esercizio di chiedere ogni vol­ta l’autorizzazione per orga­niz­zare un con­certi­no musi­cale. Tut­to il resto: orari, peri­o­do, dis­tinzione tra even­ti all’aperto e al chiu­so è invari­a­to. Nat­u­ral­mente, tut­to ciò nasce dal­la dif­fi­coltà di coni­u­gare le neces­sità degli eser­cizi pub­bli­ci con quelle dei cit­ta­di­ni. Da parte nos­tra, non c’è alcu­na volon­tà tesa a lim­itare la lib­era inizia­ti­va delle aziende del set­tore, ma una ammin­is­trazione comu­nale ha il dovere di con­sid­er­are anche le esi­gen­ze di chi vive e lavo­ra vici­no a fonti di rumore.”

 

Parole chiave: