Padenghe sul Garda: uno studio approfondisce i rischi sismici del territorio aggiornamento dei piani di protezione civile

Di Luigi Del Pozzo

Appro­fondire per conoscere e saperne di più, su un tema di prin­ci­pale attual­ità che riguar­da la popo­lazione e la sicurez­za col­let­ti­va oltre che la tutela dell’ambiente. A questo propos­i­to, il Comune di Padenghe sul Gar­da, con gli altri Comu­ni del­l’U­nione del­la Valte­n­e­si, ha intrapre­so a set­tem­bre dell’anno scor­so uno stu­dio di appro­fondi­men­to sul ris­chio sis­mi­co, che rap­p­re­sen­ta per Padenghe e per il Gar­da più in gen­erale uno dei prin­ci­pali fat­tori di ris­chio di orig­ine nat­u­rale nei con­fron­ti del­l’uo­mo e delle sue attiv­ità.

Nel­l’area bena­cense, come ricor­diamo tut­ti, ebbe luo­go non tan­ti anni fa un ter­re­mo­to di forte inten­sità, che non causò vit­time ma che riscon­trò effet­ti pesan­ti su case e strade. Padenghe stu­dia il pro­prio ter­ri­to­rio anche per pre­venire even­tu­al­ità del genere. “Accan­to allo stu­dio – osser­va il sin­da­co — abbi­amo real­iz­za­to con i Comu­ni dell’Unione anche l’ag­gior­na­men­to del piano di , dove oltre all’aspet­to sis­mi­co sono state ver­ifi­cate le altre tipolo­gie di ris­chio in base alle indi­cazioni nor­ma­tive attual­mente in vig­ore, fra le quali spic­cano per il nos­tro ter­ri­to­rio, il ris­chio idro­ge­o­logi­co, il ris­chio di incen­dio  boschi­vo e il ris­chio antrop­i­co più in gen­erale.”

L’approvazione dei piani di emer­gen­za aggior­nati, illus­trati dal geol­o­go Fabio Fenaroli, è avvenu­ta nell’ultimo con­siglio comu­nale. Nel con­testo, bisogna aggiun­gere che oltre al lavoro di aggior­na­men­to, sono pre­viste tre gior­nate didat­tiche nelle scuole, la pre­sen­tazione agli ammin­is­tra­tori e il sup­por­to tec­ni­co sci­en­tifi­co nell’ambito di una eserci­tazione di pro­tezione civile. “L’aspetto inter­es­sante di ques­ta lavoro, fon­da­men­tale per la sicurez­za dei nos­tri ter­ri­tori – ter­mi­na il sin­da­co -, è che è sta­to intera­mente finanzi­a­to da con oltre 50 mila euro per i 5 comu­ni dell’Unione del­la Valte­n­e­si.”