Aperta fino a domenica 1 dicembre al Casinò la X edizione dell'editoria gardesana: 120 editori e 2000 titoli Selenio Ioppi spiega il «modesto orgoglio» del Sommolago

Pagine del Garda fra tradizione e novità

24/11/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Arco

«», dec­i­ma edi­zione del­la rasseg­na del­l’ed­i­to­ria garde­sana orga­niz­za­ta dal ha inva­so con migli­a­ia di lib­ri il salone delle feste del Cas­inò di Arco. La pre­sen­tazione di cinque nuovi titoli, il pre­mio gior­nal­is­ti­co Aldo Gor­fer, la pre­sen­tazione del fon­do anti­co del­la di Arco, rit­mano le gior­nate ded­i­cate alla pre­sen­tazione di tut­to quan­to c’è in giro che riuar­di il Gar­da: dal­la sto­ria alla diaris­ti­ca, dalle edi­zioni per ragazzi alle guide di arrampi­ca­ta e bike.Presidente Iop­pi, par­ti­amo dal «modesto orgoglio» dichiara­to da Mau­ro Grazi­oli nel­l’in­ter­ven­to di saluto.«Il Som­mo­la­go l’an­no prossi­mo com­pie ven­t’an­ni, e ques­ta è la dec­i­ma edi­zione del­la rasseg­na Pagine del Gar­da. Orgoglio per­chè non è poco quel che siamo rius­ci­ti a pro­porre, modesto per­chè siamo con­sapevoli dei nos­tri lim­i­ti, del­la dimen­sione in cui ci muoviamo.»Che per­al­tro, anche solo scor­ren­do i titoli e le case editri­ci, tende ad ampliarsi..«Gli edi­tori, com­pre­si musei, bib­lioteche, asso­ci­azioni che oper­a­no nel set­tore del­la cul­tura sono cen­toven­ti; i titoli in mostra rag­giun­gono il rispet­ta­bile totale di duemila».E sot­to il pro­fi­lo geografi­co- territoriale?«Siamo par­ti­ti per offrire una vet­ri­na del Gar­da, le province di Verona, Bres­cia e Man­to­va, come la Comu­nità ci sono sem­pre state. Quest’an­no siano rius­ci­ti a con­quistare anche un po’ più di Trenti­no-Alto Adi­ge». I lega­mi dei tirole­si del sud col sono scon­tatis­si­mi, ed i tren­ti­ni qui sono di casa.Ma dob­bi­amo dire gra­zie soprat­tut­to a Francesca Gob­bi, la figlia di Domeni­co, arcense del­la Grot­ta, che ha ril­e­va­to la libre­ria Dis­er­tori a Tren­to: gra­zie a lei siano in gra­do di ospitare pub­bli­cazioni di case editri­ci come Kom­pass ed Athe­sia, par­ti­co­lar­mente attente ad aspet­ti par­ti­co­lari del territorio».Aspetti turistici?«Certo. L’es­cur­sion­is­mo, il trekking, la moun­tain bike, le vie di roc­cia rap­p­re­sen­tano com­po­nen­ti tan­to impor­tan­tim del­l’of­fer­ta del­la Busa che stan­no fioren­do anche inizia­tive edi­to­ri­ali, guide, man­u­ali, sug­ger­i­men­ti e proposte».Ma le guide sono una novità: il piat­to forte sarà pur sem­pre la storia«Il ter­ri­to­rio, la sua gente, tradizioni leggende, i diari, sono argo­men­ti che la gente con­tin­ua ad apprez­zare, forse per­chè aiu­tano a riconoscer­si parte d’u­na cultura».Ma la memo­ri­al­is­ti­ca sul­la Grande guer­ra, ric­chissi­ma ed esplo­rata, non va esaurendosi?«L’attenzione va spo­stan­dosi in anni più recen­ti. Ma la sec­on­da guer­ra mon­di­ale cos­ti­tu­isce anco­ra un argo­men­to dif­fi­cile da affrontare, il fas­cis­mo, l’al­lean­za coi tedeschi, l’8 set­tem­bre, la Resisten­za han­no aper­to solchi non anco­ra abbas­tan­za med­i­tati e diger­i­ti, in qualche caso rimossi. Però com­in­ci­amo: c’è, per esem­pio, «Eroi sen­za luce» un diario dal 43 al 45 di Bruno Leonar­di. E c’è il diario del mae­stro Mario Tur­ri­ni cui lavo­ra il fuiglio».

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