Dall'incontro tecnico fra rivani ed arcensi cominciano a disegnarsi le caratteristiche dell'impianto in comproprietà. Entro gennaio 2003 la variante al prg per l'intera area ex Rigotti

Palazzetto: 12 milioni per 3500 spettatori

29/11/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Due sere di dibat­ti­to in con­siglio comu­nale ed un incon­tro tec­ni­co fra rivani ed arcensi, con­sentono ora di com­in­cia­re a prospettare le carat­ter­is­tiche del palazzet­to del­lo sport des­ti­na­to a sorg­ere sul­l’area ex Rig­ot­ti a fian­co del­la statale ed a cav­al­lo del con­fine fra i due comu­ni lim­itrofi. I due uffi­ci tec­ni­ci ed il coor­di­na­tore del prog­et­to, ingeg­n­er Pel­le­gri­ni, han­no avvi­a­to uno stu­dio di pre­fat­tibil­ità del­l’impianto. Le dimen­sioni del ter­reno di gio­co dovran­no essere come min­i­mo di 44 per 24 metri, metratu­ra pre­vista nel­la nor­ma­ti­va provin­ciale anche per par­tite al mas­si­mo liv­el­lo di pal­la­mano e cal­cio a cinque. Le tri­bune fisse potran­no ospitare 2500 spet­ta­tori; con una serie di tri­bune mobili posizion­ate al liv­el­lo del ter­reno di gio­cop, la capien­za sale a 3500. Sui parcheg­gi c’è incertez­za. La nor­ma­ti­va nazionale prevede 1 metro quadro di parcheg­gio per ogni spet­ta­tore, ed allo­ra sareb­bero 3500 metri quadri; ma la provin­cia pre­scrive 1 pos­to macchi­na ogni 3 spet­ta­tori, ed allo­ra servireb­bero qua­si 1200 piaz­zole di sos­ta, più del doppio. E’ prob­a­bile che, arrivan­do i sol­di da Tren­to, si deb­ba scegliere l’opzione mag­gior­mente restrit­ti­va. L’ac­ces­si­bil­ità del­l’area è garan­ti­ta dalle due rota­to­rie pre­viste nel prog­et­to di cir­con­va­l­lazione ovest all’in­cro­cio fra via san­t’An­drea e via San­ta Cate­ri­na e ver­so la metà di via san­t’An­drea: entra­ta ed usci­ta potran­no avvenire sem­pre uti­liz­zan­do cor­sie sul­la destra, evi­tan­do attra­ver­sa­men­ti di car­reg­gia­ta. Il cos­to oscil­la fra i 10 ed i 12 mil­ioni. L’in­certez­za deri­va dal­l’area: se fos­se nec­es­sario con­trattare lo sposta­men­to del Pen­ny Mar­ket i costi sono des­ti­nati a salire. La pro­pri­età del palazzet­to sarà ripar­ti­ta al 50% fra Riva ed Arco: sul­la metà arcense la provin­cia inter­viene con l’80% di con­trib­u­to a fon­do per­du­to, men­tre sul­la metà rivana la per­centuale scende al 75. Le spese non cop­erte da con­trib­u­to provin­ciale saran­no finanzi­ate con quote iden­tiche dai due comu­ni. La ges­tione, cui con­tribuiran­no tut­ti i 12 comu­ni del C9 con quote pro­porzion­ali ai res­i­den­ti, dovrà restare con­tenu­ta entro i 50 mila euro all’an­no: ad incre­mentare le entrate con­tribuiran­no bar, una tavola cal­da, un cen­tro fit­ness. Per­al­tro, sic­come la strut­tura potrà essere uti­liz­za­ta per con­cer­ti ‑soprat­tut­to nei mesi estivi quan­do i cal­en­dari sportivi preve­dono pausa dei cam­pi­onati- sarà nec­es­sario prevedere accan­to all’impianto di riscal­da­men­to anche quel­lo di refrig­er­azione del­l’aria. L’in­ter­ra­men­to del­l’elet­trodot­to è ormai assi­cu­ra­to, per cui il tral­ic­cio che oggi invade il sed­ime non rap­p­re­sen­ta alcun prob­le­ma. Il let­to del Bor­delli­no sarà sposta­to per evitare di intubar­lo. Durante la dis­cus­sione in con­siglio (i dati sono sta­ti for­ni­ti dal vicesin­da­co Mat­teot­ti) Ivo Bom­bardel­li ha pro­pos­to un ordine del giorno per vin­co­lare l’am­min­is­trazione comu­nale rivana (con ovvio invi­to a quel­la arcense a fare lo stes­so) a votare entro il 30 gen­naio 2003 la vari­ante al prg per cam­biare l’at­tuale des­ti­nazione, agri­co­la sec­on­daria, del­l’area ex Rig­ot­ti. La pro­pos­ta è sta­ta vota­ta all’u­na­nim­ità. Per Prati il voto favorev­ole rap­p­re­sen­ta una pro­va di buona volon­tà nei con­fron­ti d’u­na mag­gio­ran­za anco­ra inca­pace di prospettare l’e­sat­ta entità del­la spe­sa (i 2 mil­ioni di euro di dif­feren­za sono legati al Pen­ny Mar­ket, di cui si igno­ra il destino).