Nel clima di un certo «revisionismo» su alcune scelte maturate durante i sei mesi dell'interregno di Pietro Matteotti. Garda Trentino Fiere alle prese col progetto di sistemazione dell'area

Palazzetto alla Baltera, pronto il rilancio

12/12/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Se i sei mesi del­l’in­ter­reg­no di Pietro Mat­teot­ti sul­la poltrona di pri­mo cit­tadi­no sono sta­ti carat­ter­iz­za­ti da un mar­ca­to attivis­mo nel set­tore delle opere pub­bliche, l’avvio del­l’am­min­is­trazione usci­ta dal­la elezioni di mag­gio pare seg­na­ta da una riv­is­i­tazione crit­i­ca del pas­sato più recente. Dopo la svol­ta con­suma­ta sulle zone blu dei parcheg­gi di super­fi­cie, ora toc­ca al palazzet­to del­lo sport. Quel­la che sem­bra­va una certez­za è investi­ta da dub­bi, per­p­lessità, bisog­no di appro­fondi­men­ti soprat­tut­to in quel­la porzione di giun­ta schier­atasi fin dal’inizio per la Baltera.L’occasione è for­ni­ta da Gar­da Trenti­no fiere e dal­l’e­si­gen­za di arrivare ad una sis­temazione del­l’area del­la Bal­tera. Il pres­i­dente Mau­ro Malfer incon­tr­erà a giorni l’asses­sore Mel­lar­i­ni per riann­odare il dis­cor­so inter­rot­to col suo pre­de­ces­sore Andreol­li su espan­sione, acqui­sizione del­l’area De Biasi, parcheg­gi, ingres­so sul­la nuo­va cir­con­va­l­lazione. Un bel pac­chet­to di ques­tioni legate a filo doppio alla disponi­bil­ità provin­ciale ad inve­stire e stu­di­ate, per ora al solo liv­el­lo urban­is­ti­co, dal­l’ar­chitet­to Cec­chet­to e dal suo col­le­ga Fran­co Bres­ciani. Tan­to è bas­ta­to per­chè, in for­ma uffi­ciosa, venisse rispolver­a­ta l’even­tu­al­ità d’uno «spazio poli­va­lente», sui 2500 posti, che potrebbe anche ospitare le par­tite del Bas­ket Riva. Cer­to si trat­ta d’u­na cosa del tut­to diver­sa rispet­to alla «cit­tadel­la del­lo sport» sul­la statale Riva-Arco, des­ti­na­ta negli anni a ved­er crescere intorno al palazzet­to piscine, ten­nis, un cen­tro di equi­tazione (col sottaci­u­to propos­i­to di sot­trarre almeno una porzione di ter­ri­to­rio all’im­man­ca­bile nasci­ta di qualche altro cen­tro com­mer­ciale). Cer­to la soluzione area Rig­ot­ti è sta­ta con­cor­da­ta con Arco, che ha provve­du­to di con­seguen­za ad intro­durre (come del resto ha fat­to Riva) una vari­ante al prg per con­sen­tirne la nasci­ta: e nes­suna pro­pos­ta di mod­i­fi­ca degli accor­di rag­giun­ti è mai sta­ta sot­to­pos­ta ai «cug­i­ni». Però sul­la soluzione Rig­ot­ti pesa l’in­certez­za dei costi del­la ges­tione mai quan­tifi­ca­ta nel det­taglio e solo vela­ta dal­la disponi­bil­ità di tut­ti i comu­ni del C9 a parte­ci­pare alla spe­sa in misura pro­porzionale ai res­i­den­ti, men­tre alla Bal­tera le spese sareb­bero a cari­co del­la Pala­con­gres­si, che avrebbe ampie pos­si­bil­ità di ricavi da altre man­i­fes­tazioni e garan­ti­rebbe la richi­es­ta dotazione di parcheg­gi. Ma quel che più con­ta, ser­peg­gia in parte almeno del­la giun­ta rivana l’im­pres­sione che la scelta sia mat­u­ra­ta più sot­to la spin­ta deci­sion­ista di Pietro Mat­teot­ti che per pon­der­a­ta con­vinzione. Ed aiu­ta pure il silen­zio di Tren­to sui 9 mil­ioni di finanzi­a­men­to a fon­do per­du­to (dovu­to soltan­to alle elezioni?).