L’ex sindaco Dalla Pellegrina critica l’interrogazione di Chincarini a Berlusconi. Per fermare l’operazione Invidia e Bichel invitano a rivolgersi al Tar

Palazzina, ricorso antivendita

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na resp­inge le accuse del sen­a­tore che, nel­la sua inter­rogazione sul­la ven­di­ta del­la Palazz­i­na stor­i­ca, ha chiesto anche di ver­i­fi­care l’operato dell’ex sin­da­co di Peschiera. «Non capis­co per­ché Chin­car­i­ni abbia deciso solo adesso di inter­venire in questo modo su ques­ta vicen­da», dice Dal­la Pel­le­g­ri­na, «vis­to che pro­prio lui era sta­to incar­i­ca­to di seguire il rap­por­to con le isti­tuzioni, in par­ti­co­lar modo quelle nazion­ali, per­ché riteneva­mo che, in qual­ità di sen­a­tore nes­suno potesse far­lo meglio. Ed è questo il moti­vo per cui gli era sta­ta affi­da­ta tut­ta la doc­u­men­tazione rel­a­ti­va alla Palazz­i­na stor­i­ca». «Pen­so che avrebbe potu­to infor­mar­ci per tem­po del­la volon­tà del­la Con­sap di vendere», con­tin­ua Dal­la Pel­le­g­ri­na, «e sono cer­to che ci fos­se il tem­po per far­lo pri­ma che la crisi ammin­is­tra­ti­va por­tasse alla sospen­sione delle sue deleghe; per quan­to mi riguar­da, io sono rimas­to alle dichiarazioni del­la Soprint­en­den­za, che anche nell’ultima comu­ni­cazione scrit­ta del­lo scor­so 29 set­tem­bre con­fer­ma­va le val­u­tazioni di inalien­abil­ità dell’immobile». «A questo pun­to», con­clude Dal­la Pel­le­g­ri­na, «spero solo che l’interrogazione por­ti a qualche risul­ta­to, vis­to che la des­ti­nazione del­la Palazz­i­na stor­i­ca sta a cuore a tut­ti noi, non so se è lo stes­so per Berlus­coni e per i tre min­istri inter­es­sati dall’interrogazione; non accet­to, però, in alcun modo questo ten­ta­ti­vo di addos­sare respon­s­abil­ità da parte di chi ben conosce come sono andate le cose». Ma non è solo l’ex sin­da­co a non aver accolto pos­i­ti­va­mente l’interrogazione sul­la Palazz­i­na stor­i­ca. «Appro­vo l’operato del sen­a­tore Chin­car­i­ni», aggiunge Anto­nio Invidia, ex capogrup­po del­la civi­ca Aril­i­ca, «ma vor­rei capire dov’era a mag­gio di quest’anno quan­do è sta­to richiesto all’amministrazione comu­nale di for­mal­iz­zare il dirit­to di prelazione per l’acquisto; inoltre, sarei ben lieto di conoscere che inizia­tive intende assumere nei con­fron­ti del suo brac­cio destro Wal­ter Mon­tre­sor che rives­ti­va la car­i­ca di con­sigliere del­e­ga­to ai beni dema­niali». «Riten­go, infine, che l’ex sin­da­co deb­ba rispon­dere alla cit­tad­i­nan­za per l’inerzia e l’incapacità dimostra­ta nel­la ges­tione di tale vicen­da. A tale propos­i­to sti­amo val­u­tan­do, insieme al grup­po di Gente di Lago, se intrapren­dere un’azione giudiziaria, tipo ricor­so al Tar, final­iz­za­ta a cer­care di sospendere la ven­di­ta. E non esclu­di­amo nem­meno», con­clude Invidia, «un’azione legale nei con­fron­ti dell’ex sin­da­co e del­la mag­gio­ran­za, rite­nen­doli respon­s­abili del grave dan­no arreca­to alla comu­nità». L’ipotesi del ricor­so al Tar viene con­fer­ma­ta anche da Giulio Bichel, di Gente di Lago che definisce «apprez­z­abile» il doc­u­men­ta­to pre­sen­ta­to da Chin­car­i­ni anche se «tar­di­vo e, soprat­tut­to, fat­to da qual­cuno che sem­bra essere sta­to com­ple­ta­mente alieno all’amministrazione comu­nale appe­na cadu­ta, qua­si che non ne avesse mai fat­to parte. Viene da doman­dar­si, infat­ti», con­tin­ua Bichel, «come mai, una vol­ta all’opposizione, Chin­car­i­ni non abbia pre­sen­ta­to anche su questo, come sul­la scuo­la ele­mentare di Por­to Vec­chio, un’interrogazione all’amministrazione che sta­va sfidu­cian­do; per questo pen­so che l’interrogazione ai min­istri e a Berlus­coni, che mi tro­va d’accordo lad­dove chiede di vol­er com­pren­dere come sono andate le cose, sia in realtà l’apertura del­la nuo­va cam­pagna elettorale».

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