L’intervento prevede anche il rifacimento dei marciapiedi perimetrali e una nuova illuminazione. Finito il restauro della facciata, al via i lavori agli infissi

Palazzo Carlotti senza veli

29/06/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Con questo cal­do anche Palaz­zo Car­lot­ti si è tolto ogni velo e, dopo un inver­no trascor­so all’ombra dei teloni per rifar­si il bel­let­to, l’antica vil­la sede del munici­pio tor­na a risplendere.In questi giorni la fac­cia­ta è sta­ta scop­er­ta, oper­azione resa pos­si­bile per­ché i lavori di rifaci­men­to dell’intonaco sono sta­ti com­ple­tati. Res­ta il mis­tero del pino mugo, la pianta che negli anni era cresci­u­ta pro­prio sopra il tim­pano, e che ora è strana­mente sparita.«La fini­tu­ra orig­i­nar­ia del­la fac­cia­ta è sta­ta ripristi­na­ta usan­do mate­ri­ali nat­u­rali men­tre per i col­ori abbi­amo uti­liz­za­to polveri di mar­mo e calce», spie­ga Fabio Bel­trame, asses­sore al pat­ri­mo­nio. Il risul­ta­to è un col­or sab­bia nat­u­rale, «che riprende il tono orig­i­nario vis­i­bile in alcu­ni fram­men­ti di intona­co rimas­to, brani di un col­or gial­lo brunas­tro molto chiaro che si può anco­ra scorg­ere su un altro lato dell’edificio. Sti­amo ter­mi­nan­do il recu­pero del­la trac­cia di un moti­vo dec­o­ra­ti­vo che si tro­va al cen­tro dell’ala lat­erale ovest, che è sta­to com­ple­ta­to inseren­do i pezzi man­can­ti di un’immagine che raf­figu­ra un sim­bo­lo nobil­iare, cioè la parte som­mi­tale di una corona».Anche se il più appare fat­to, non è così: «Sti­amo provve­den­do a real­iz­zare una canal­iz­zazione alla base del muro, che garan­tisce la ven­ti­lazione ed elim­i­na ogni pos­si­bile infil­trazione di umid­ità e che per­me­tte anche il pas­sag­gio degli impianti tec­no­logi­ci», fa sapere Bel­trame. E pros­egue: «Passer­e­mo quin­di alla mes­sa in opera degli infis­si, vis­to che sos­ti­tuire­mo sia gli scuri sia i ser­ra­men­ti interni. Poi com­pleter­e­mo la pavi­men­tazione dell’atrio di ingres­so cen­trale e fare­mo un mar­ci­apiede in pietra locale lun­go la base dell’edificio».Il restau­ro di Palaz­zo Car­lot­ti era urgente: «Durante i lavori ci siamo accor­ti che parec­chi ele­men­ti lapi­dei ver­sa­vano in grave sta­to di degra­do», dice l’assessore, «molti coro­n­a­men­ti era­no a ris­chio di crol­lo e forse questo inter­ven­to mer­i­ta­va d’essere fat­to pri­ma. Tante colonne del coro­n­a­men­to supe­ri­ore sono apparse logo­rate e han­no dovu­to essere ricostru­ite e rin­forzate con par­ti­co­lari tec­niche di restau­ro, che han­no impli­ca­to costi impre­visti e molto ele­vati». Bel­trame con­tin­ua: «In questo momen­to sti­amo recu­peran­do la vera del poz­zo del gia­rdi­no, con­ti­amo di finire ques­ta pri­ma parte di lavori per la fiera mon­te­bal­d­ina, cioè per i pri­mi di agos­to. Sti­amo poi val­u­tan­do se è pos­si­bile pre­dis­porre un’illuminazione più adat­ta a met­tere in risalto, anche durante la notte, le carat­ter­is­tiche uniche di ques­ta stu­pen­da facciata».E il pino mugo che sta­va di casa sul tet­to fino a quest’inverno, pri­ma che iniziassero i lavori? «Ne siamo alla ricer­ca», con­fes­sa Bel­trame, «era sta­to mes­so in un vaso con l’intenzione di fare un’asta e vedere se qual­cuno desider­a­va con­ser­var­lo per ricor­do e invece ne abbi­amo perse le tracce…».