Prosegue la ristrutturazione della sede del Comune: stanziati 450 milioni Restauro a regola d’arte

Palazzo del Capitano: particolare cura al recupero di dipinti

11/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Simone Bottura

Con­tin­ua l’opera di recu­pero del Munici­pio di Salò, l’antico «Palaz­zo del Cap­i­tano», inizia­to nel 1386 e rifat­to nel 1560 e nel 1905. Il bilan­cio di pre­vi­sione dell’anno 2001 (già pre­sen­ta­to al Con­siglio comu­nale, ma non anco­ra approva­to) stanzia infat­ti quat­tro­cen­tocinquan­ta mil­ioni per pros­eguire l’intervento di manuten­zione stra­or­di­nar­ia del palaz­zo avvi­a­to nel 2000, che ha tra l’altro resti­tu­ito la dovu­ta dig­nità allo scenografi­co «scalone d’onore», con lo splen­di­do sof­fit­to affres­ca­to dal salo­di­ano Ange­lo Lan­di (1879–1944) raf­fig­u­rante la «Glo­ria del­la Mag­nifi­ca Patria». Ora risul­ta nec­es­sario effet­tuare alcune opere di con­sol­i­da­men­to, riqual­i­fi­cazione e razion­al­iz­zazione degli altri spazi di rap­p­re­sen­tan­za all’interno del­la sede munic­i­pale. «L’intervento — si legge nel riepi­l­o­go degli inves­ti­men­ti pub­bli­ci pre­visti per il 2001 — può essere sud­di­vi­so nelle seguen­ti fasi: con­sol­i­da­men­to strut­turale del­lo scalone sul lato ovest del palaz­zo; rifaci­men­to del solaio dell’ufficio com­mer­cio; rifaci­men­to del­la sala dei Provved­i­tori; manuten­zioni varie e seg­nalet­i­ca inter­na». Di par­ti­co­lare rilie­vo, la riqual­i­fi­cazione del­la Sala dei Provved­i­tori, che dopo la recente deci­sione di uti­liz­zare la Sala del Caminet-to di Palaz­zo Fan­toni come sede provvi­so­ria dal nasci-turo cen­tro stu­di ded­i­ca­to alla Repub­bli­ca Sociale Ita-liana, diver­rà l’ambiente di rifer­i­men­to per riu­nioni e inizia­tive pub­bliche. L’Assessorato alla Cul­tura si è inoltre atti­va­to per real­iz­zare, nat­u­ral­mente con il bene­plac­ito del­la Soprint­en­den­za ai Beni cul­tur­ali, un prog­et­to di restau­ro delle tav­o­lette lignee nel salone dei Provved­i­tori, nonché per inter­venire sul recu­pero dei fre­gi pit­tori­ci che vi sono con­ser­vati. Il bilan­cio di pre­vi­sione per il 2001 stanzia inoltre una venti­na di mil­ioni per il recu­pero di «opere cul­tur­ali», in par­ti­co­lare per il restau­ro di dip­in­ti e affres­chi del Palaz­zo Comu­nale e di altri immo­bili pub­bli­ci. Par­ti­co­lar­mente inter­es­san­ti dal pun­to di vista artis­ti­co sono le opere pre­sen­ti nel­la sala con­sil­iare, dec­o­ra­ta dal salo­di­ano Gia­co­mo Gen­tili e, nel sof­fit­to a cas­set­toni e men­sole con dora­ture e intagli, da Gio­van­ni Andrea Bertan­za. Il Bertan­za, allie­vo di Pal­ma il Gio­vane, dip­inse il sof­fit­to nel 1617. L’opera raf­figu­ra il «Cristo in glo­ria con i san­ti Mar­co e Ange­lo, l’angelo reg­gis­tem­ma e il Bena­co». Nel­la stes­sa sala è con­ser­va­to il bus­to di Gas­paro da Salò (1540–1609), l’inventore o, più prob­a­bil­mente il «per­fezion­a­tore», del vio­li­no. L’antico nome del Munici­pio salo­di­ano, «Palaz­zo del Cap­i­tano», risale al peri­o­do del­la dom­i­nazione veneziana. Nel 1334 fu elet­to Mader­no a capolu­o­go del­la Mag­nifi­ca Patria (diver­rà Salò nel 1377) e la Riv­iera si pose sot­to la pro­tezione di Venezia, che mise a capo del ter­ri­to­rio un pro­prio provved­i­tore, che dimora­va a Salò e ave­va anche fun­zione di «cap­i­tano del­la Riv­iera». Bon­gian­ni Grataro­lo, nel­la cele­bre «His­to­ria del­la Riv­iera di Salò», pub­bli­ca­ta pos­tu­ma nel 1599, descrive così l’attuale munici­pio salo­di­ano: «Nel­la piaz­za sono sopra alcu­ni por­ti­ci sof­folti da sette pilas­tri con sette colonne ioniche quadre, alcune sale dove si rau­na un altro Con­siglio par­ti­co­lare degli huo­mi­ni di Salò, e dove si fa un Monte di Pietà che pres­ta denari a poveri». Simone Bot­tura Pros­egue la ristrut­turazione del­la sede del Comune: stanziati 450 mil­ioniRestau­ro a rego­la d’arte Palaz­zo del Cap­i­tano: par­ti­co­lare cura al recu­pero di dip­in­ti e affres­chi Il Palaz­zo comu­nale di Salò, sot­to­pos­to a un’operazione di restau­ro (foto Eden) SALÒ — Con­tin­ua l’opera di recu­pero del Munici­pio di Salò, l’antico «Palaz­zo del Cap­i­tano», inizia­to nel 1386 e rifat­to nel 1560 e nel 1905. Il bilan­cio di pre­vi­sione dell’anno 2001 (già pre­sen­ta­to al Con­siglio comu­nale, ma non anco­ra approva­to) stanzia infat­ti quat­tro­cen­tocinquan­ta mil­ioni per pros­eguire l’intervento di manuten­zione stra­or­di­nar­ia del palaz­zo avvi­a­to nel 2000, che ha tra l’altro resti­tu­ito la dovu­ta dig­nità allo scenografi­co «scalone d’onore», con lo splen­di­do sof­fit­to affres­ca­to dal salo­di­ano Ange­lo Lan­di (1879–1944) raf­fig­u­rante la «Glo­ria del­la Mag­nifi­ca Patria». Ora risul­ta nec­es­sario effet­tuare alcune opere di con­sol­i­da­men­to, riqual­i­fi­cazione e razion­al­iz­zazione degli altri spazi di rap­p­re­sen­tan­za all’interno del­la sede munic­i­pale. «L’intervento — si legge nel riepi­l­o­go degli inves­ti­men­ti pub­bli­ci pre­visti per il 2001 — può essere sud­di­vi­so nelle seguen­ti fasi: con­sol­i­da­men­to strut­turale del­lo scalone sul lato ovest del palaz­zo; rifaci­men­to del solaio dell’ufficio com­mer­cio; rifaci­men­to del­la sala dei Provved­i­tori; manuten­zioni varie e seg­nalet­i­ca inter­na». Di par­ti­co­lare rilie­vo, la riqual­i­fi­cazione del­la Sala dei Provved­i­tori, che dopo la recente deci­sione di uti­liz­zare la Sala del Caminet-to di Palaz­zo Fan­toni come sede provvi­so­ria dal nasci-turo cen­tro stu­di ded­i­ca­to alla Repub­bli­ca Sociale Ita-liana, diver­rà l’ambiente di rifer­i­men­to per riu­nioni e inizia­tive pub­bliche. L’Assessorato alla Cul­tura si è inoltre atti­va­to per real­iz­zare, nat­u­ral­mente con il bene­plac­ito del­la Soprint­en­den­za ai Beni cul­tur­ali, un prog­et­to di restau­ro delle tav­o­lette lignee nel salone dei Provved­i­tori, nonché per inter­venire sul recu­pero dei fre­gi pit­tori­ci che vi sono con­ser­vati. Il bilan­cio di pre­vi­sione per il 2001 stanzia inoltre una venti­na di mil­ioni per il recu­pero di «opere cul­tur­ali», in par­ti­co­lare per il restau­ro di dip­in­ti e affres­chi del Palaz­zo Comu­nale e di altri immo­bili pub­bli­ci. Par­ti­co­lar­mente inter­es­san­ti dal pun­to di vista artis­ti­co sono le opere pre­sen­ti nel­la sala con­sil­iare, dec­o­ra­ta dal salo­di­ano Gia­co­mo Gen­tili e, nel sof­fit­to a cas­set­toni e men­sole con dora­ture e intagli, da Gio­van­ni Andrea Bertan­za. Il Bertan­za, allie­vo di Pal­ma il Gio­vane, dip­inse il sof­fit­to nel 1617. L’opera raf­figu­ra il «Cristo in glo­ria con i san­ti Mar­co e Ange­lo, l’angelo reg­gis­tem­ma e il Bena­co». Nel­la stes­sa sala è con­ser­va­to il bus­to di Gas­paro da Salò (1540–1609), l’inventore o, più prob­a­bil­mente il «per­fezion­a­tore», del vio­li­no. L’antico nome del Munici­pio salo­di­ano, «Palaz­zo del Cap­i­tano», risale al peri­o­do del­la dom­i­nazione veneziana. Nel 1334 fu elet­to Mader­no a capolu­o­go del­la Mag­nifi­ca Patria (diver­rà Salò nel 1377) e la Riv­iera si pose sot­to la pro­tezione di Venezia, che mise a capo del ter­ri­to­rio un pro­prio provved­i­tore, che dimora­va a Salò e ave­va anche fun­zione di «cap­i­tano del­la Riv­iera». Bon­gian­ni Grataro­lo, nel­la cele­bre «His­to­ria del­la Riv­iera di Salò», pub­bli­ca­ta pos­tu­ma nel 1599, descrive così l’attuale munici­pio salo­di­ano: «Nel­la piaz­za sono sopra alcu­ni por­ti­ci sof­folti da sette pilas­tri con sette colonne ioniche quadre, alcune sale dove si rau­na un altro Con­siglio par­ti­co­lare degli huo­mi­ni di Salò, e dove si fa un Monte di Pietà che pres­ta denari a poveri». Simone Bottura