Tra le attività dell’Ateneo presentate anche conferenze, pubblicazioni e recupero di libri antichi I dirigenti: si pensa di cedere spazi per avere i fondi necessari

Palazzo Girardi, via al restauro

08/04/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

L’ rilan­cia, e oltre alle attiv­ità in pro­gram­ma, i diri­gen­ti pen­sano anche alla ces­sione di spazi del palaz­zo Girar­di per rac­cogliere un mil­ione di euro, som­ma nec­es­saria al restau­ro dell’edificio di pro­pri­età dell’Ateneo. Ma ecco le attiv­ità in pro­gram­ma: stam­pa del cat­a­l­o­go del fon­do librario del Cinque­cen­to e di quel­lo di Giuseppe Brunati, delle ricerche effet­tuate dal grup­po di Giuseppe Scarazz­i­ni, de «I san­ti e le tradizioni del Gar­da» (a cura di Attilio Maz­za); e anco­ra: pub­bli­cazione delle relazioni svolte in occa­sione delle con­feren­ze sul­l’ac­qua e del­la recente tavola roton­da, aggior­na­men­to delle bib­li­ografia, dif­fu­sione del vol­ume «Mem­o­rie 2001–02» (veste grafi­ca nuo­va, car­ta pati­na­ta opaca, foto a quat­tro col­ori). Sono i pro­gram­mi imme­diati del­l’Ate­neo di Salò, illus­trati dal pres­i­dente Giuseppe Mongiel­lo durante l’assem­blea annuale svoltasi nel salone con­sil­iare del Palaz­zo munic­i­pale. Il pro­fes­sore, ex sin­da­co, attuale numero uno del­la , ha spie­ga­to che, in futuro, intende alle­stire anche una mostra di lib­ri e mano­scrit­ti del Cinque­cen­to, in col­lab­o­razione con la e l’Archiv­io di Sta­to di , e orga­niz­zare incon­tri cul­tur­ali sui per­son­ag­gi che han­no con­tribuito alla sto­ria del­l’ente. È pre­vis­to anche un con­gres­so inter­nazionale. L’al­tro fronte sul quale i soci sono impeg­nati è il restau­ro di Palaz­zo Girar­di, rice­vu­to in ered­ità nel 1981 dal­la 92enne sig­no­ri­na Doral­ice e che con­s­ta di quat­tro piani e un sot­totet­to. «La mia famiglia — scrisse nel tes­ta­men­to — si è sem­pre occu­pa­ta e pre­oc­cu­pa­ta del pub­bli­co inter­esse. Desidero quin­di porre in essere una dis­po­sizione che val­ga a ricor­darne le civiche tradizioni. Il mio cespite prin­ci­pale è cos­ti­tu­ito dal fab­bri­ca­to con fronte su piaz­za Zanel­li, vico­lo S.Giovanni e via Cal­sone. Io lo las­cio in pro­pri­età all’Ate­neo, che dovrà sta­bilirvi la pro­pria sede, col­lo­can­do la e una pina­cote­ca, all’inizio cos­ti­tui­ta con i quadri da me las­ciati. I ritrat­ti dei miei famil­iari dovran­no essere esposti con par­ti­co­lare rilie­vo». Una parte di Palaz­zo Girar­di è sta­ta affit­ta­ta alla Cam­era di Com­mer­cio, che ha aper­to una sezione dis­tac­ca­ta di Bres­cia. Al piano ter­ra c’è il negozio gesti­to da Ric­car­do Mel­chioret­ti (salume­ria, droghe­ria) e, accan­to, una bou­tique. «Il restau­ro del­l’ed­i­fi­cio — spie­ga Mongiel­lo — si pre­sen­ta di par­ti­co­lare onerosità. Il con­siglio del­l’Ate­neo (la cui sede è sem­pre rimas­ta nel­l’ed­i­fi­cio del­la bib­liote­ca, in via Fan­toni) intende esplo­rare even­tu­ali pos­si­bil­ità, anche met­ten­do in con­to ces­sioni di spazi per pot­er usare una parte del palaz­zo ristrut­tura­to. A tale scopo — ha pre­cisato — ci siamo avval­si del­la col­lab­o­razione del­l’ar­chitet­to Euse­bio Ebra­nati, che ha effet­tua­to un’at­ten­ta ric­og­nizione». L’im­mo­bile ha bisog­no di un inter­ven­to rad­i­cale. Oltre a fer­marne il degra­do, una sis­temazione mira­ta porterebbe a rag­guarde­voli risul­tati, sia per la con­sis­tente vol­ume­tria che per la posizione nel cen­tro stori­co, a cen­tro metri dal­la torre del­l’orolo­gio. Per quan­to riguar­da l’at­tiv­ità 2003–4, la vicepres­i­dente Ele­na Led­da, che ha lavo­ra­to a lun­go al Vit­to­ri­ale, ha ricorda­to l’avvio del riordi­no del­la bib­liote­ca e del­l’archiv­io del­l’Ate­neo. In alcu­ni spazi di Palaz­zo Girar­di sono sta­ti trasfer­i­ti i volu­mi doppi, le riv­iste spente e le scorte di pub­bli­cazione. Si è così potu­to creare un’area di con­sul­tazione e let­tura nelle sede di Palaz­zo Fan­toni, uti­liz­zan­do scaf­fali a tavoli­no. Rifat­to com­ple­ta­mente l’impianto elet­tri­co; col­lo­cati quat­tro sen­sori per il con­trol­lo del­la tem­per­atu­ra dei locali, del­la lumi­nosità; dis­in­fes­ta­ti e dis­in­fet­tati con gas iner­ti i locali. Il Min­is­tero dei beni cul­tur­ali ha con­ces­so un con­trib­u­to per l’ac­quis­to di umid­i­fi­ca­tori. Con la scuo­la Enaip di Bot­ti­ci­no si sta proce­den­do al restau­ro di lib­ri e stampe. L’in­ter­ven­to riguar­da il fon­do archivis­ti­co Giuseppe Brunati (in fase con­clu­si­va di ordi­na­men­to infor­ma­tiz­za­to), i volu­mi del Cinque­cen­to (rin­venute 46 cinque­cen­tine, mai sche­date) e un prog­et­to di pre­ven­zione con­tro il degra­do. Gli stu­den­ti, segui­ti dai pro­fes­sori, han­no spolver­a­to con pen­nel­li apposi­ti, puli­to a sec­co, effet­tua­to pic­coli restau­ri del prezioso mate­ri­ale. «Attual­mente — con­clude Led­da — la nos­tra bib­liote­ca è in gra­do di met­tere a dis­po­sizione degli uten­ti le schede infor­matiche del­l’in­tero pat­ri­mo­nio ed entro la fine del­la pri­mav­era, gra­zie al con­trib­u­to del­la Regione, il cat­a­l­o­go a stam­pa. E’ inten­zione di river­sar­lo sul­la rete del sis­tema nazionale (Sbn). Da mag­gio 2003 la dot­tores­sa Giusep­pina Caldera sta ordi­nan­do a liv­el­lo infor­mati­co l’archiv­io stori­co. Insom­ma, un rias­set­to com­ple­to 70 anni dopo l’ul­ti­ma sis­temazione». Nel­la sala let­tura sarà mes­so a dis­po­sizione un com­put­er, e cos­ti­tui­ta una sezione video d’ar­go­men­to garde­sano. Inoltre si sta cre­an­do un sito Internet.