L’ultima riunione pubblica sancisce l’approvazione per il progetto avviato dal Comune insieme con l’Agsm

Pale eoliche benvenuteIl paese sposa il vento

13/05/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Camilla Madinelli

Piace ai riv­o­le­si il Par­co eoli­co sul crinale del monte Mesa. L’ultima paro­la sul prog­et­to defin­i­ti­vo, stu­di­a­to dal­la soci­età di servizi scalig­era Agsm per dare cor­po al deside­rio del Comune di pro­durre ener­gia dal ven­to, spet­ta alla Regione, che entro 180 giorni a par­tire da mar­zo dovrà pro­nun­cia­r­si con un sì o un no.Ma gli abi­tan­ti di Riv­o­li la loro, di paro­la, l’hanno già espres­sa chiara­mente durante l’assemblea pub­bli­ca con­vo­ca­ta a fine aprile dall’amministrazione e dall’azienda per pre­sentare gli ulti­mi det­tagli rel­a­tivi all’impianto e agli aero­gen­er­a­tori che andreb­bero piaz­za­ti tra il capolu­o­go e Mon­tal­to di Gaium.Ben vengano dunque le cinque pale «cat­tura ven­to» alte 80 metri, in gra­do di pro­durre 20 mil­ioni di kilo­wat­to­ra, purché in cam­bio ci siano van­tag­gi eco­nomi­ci per la comu­nità. Gente prat­i­ca, da queste par­ti, pronta ad aprir­si alle pos­si­bil­ità ener­getiche del futuro, ma con i pie­di ben piantan­ti a terra.All’assemblea, cui ha parte­ci­pa­to un pub­bli­co numeroso e atten­to, non era la pri­ma vol­ta che la gente di Riv­o­li sen­ti­va par­lare di eoli­co: un’incontro c’era già sta­to lo scor­so otto­bre, in occa­sione del prog­et­to pre­lim­inare di un’opera che mag­a­ri cam­bierà il volto del ter­ri­to­rio per sem­pre, ma rifornirà di ener­gia rin­nov­abile e «puli­ta» tutte le case dei riv­o­le­si facen­doli risparmiare.«Per noi però è impor­tante quan­tifi­care i van­tag­gi che potrem­mo trarre dall’impianto», ha det­to Rober­to Zam­bot­to, riv­ol­gen­dosi al sin­da­co Mir­co Cam­pag­nari. «I riv­o­le­si dovran­no ben­e­fi­cia­re di qual­cosa in più rispet­to a chi abi­ta nei pae­si lim­itrofi, dato che prati­ca­mente mon­ti­amo questi macchi­nari a casa nostra».E se riman­gono anco­ra «top secret» le cifre esat­te che il Comune ha sti­ma­to in ter­mi­ni di risparmio per le tasche dei cit­ta­di­ni, Cam­pag­nari non ha nascos­to che le idee in questo sen­so ci sono: «Non pos­so anco­ra ren­dere pub­bliche le stime che abbi­amo mes­so nero su bian­co», ha det­to, «ma sti­amo val­u­tan­do come promes­so agevolazioni dirette per i cit­ta­di­ni di Rivoli».Poi il sin­da­co ha lan­ci­a­to un’idea: la cos­ti­tuzione di una soci­età mista, a cap­i­tale pub­bli­co e pri­va­to, per gestire il par­co eoli­co una vol­ta entra­to a regime, «dan­do spazio a quei cit­ta­di­ni che cre­dono nell’iniziativa e desider­a­no inve­stire nelle energie rin­nov­abili a van­tag­gio del paese». Un sug­ger­i­men­to che più di qual­cuno ha gra­di­to, pale­san­dogli a fine ser­a­ta un cer­to interessamento.«Il sen­so pro­fon­do del­la nos­tra scelta non deve però ridur­si ad aspet­ti mera­mente eco­nomi­ci», ha poi aggiun­to Cam­pag­nari. «Deve essere forte la con­sapev­olez­za e il deside­rio di fare qual­cosa in cui cre­di­amo, per il futuro nos­tro e delle nuove gen­er­azioni». E in molti lo han­no applau­di­to, dimostran­do un inter­esse che va oltre al denaro.L’importanza di inve­stire nelle energie rin­nov­abili è sta­ta sot­to­lin­ea­ta durante la ser­a­ta dall’ingegner Mar­co Giusti, respon­s­abile dei prog­et­ti eoli­ci di Agsm. Giusti ha spie­ga­to al pub­bli­co i det­tagli del prog­et­to defin­i­ti­vo e l’iter che avvierà la Regione per approvar­lo o rigettarlo.In caso pos­i­ti­vo, come ha illus­tra­to il geome­tra di Agsm Alber­to Rizzi, ci vor­rà un anno e mez­zo per met­tere in pie­di tut­to l’impianto; sei i mesi di cantiere per montare sul pos­to gli aero­gen­er­a­tori, con dis­a­gi legati al pas­sag­gio di automezzi spe­ciali lunghi più di 30 metri, per i quali sarà nec­es­sario ritoc­care alcune cur­va­ture stradali. E poi ci saran­no le piaz­zole per il mon­tag­gio sul monte Mesa, pic­coli campi da cal­cio (40 metri per 35) che poi saran­no ripristi­nate «in toto».Disagi che non han­no più di tan­to col­pi­to i riv­o­le­si, con­vin­ti che un prez­zo si deb­ba pur pagare in nome del futuro.