Ettore, 74 anni e Roberto, 64: «Ma abbiamo una barca diversa...»

Palio delle mura, premiati i vogatori anziani e fedeli

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Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

Si sono spen­ti i riflet­tori sul­la dec­i­ma edi­zione del Palio delle Mura, ma loro li puoi trovare anco­ra lì, a vog­a­re sui canali del­la fortez­za: sono Ettore Fac­chet­ti e Rober­to Cam­pag­nari, rispet­ti­va­mente 74 e 64 anni, da dieci imman­ca­bil­mente ai remi del­la gon­do­la tut­ta par­ti­co­lare, di pro­pri­età di Fac­chet­ti, con la quale si lan­ciano all’in­segui­men­to del Palio. E gli orga­niz­za­tori del­la man­i­fes­tazione han­no volu­to quest’an­no pre­mi­are ques­ta fedeltà e longevità sporti­va stra­or­di­nar­ie asso­lu­ta­mente fuori dal comune. San­no che dif­fi­cil­mente con­quis­ter­an­no il fatidi­co drap­po, anche se «con la bar­ca uguale agli altri sono sicuro che potrem­mo arrivare ses­ti, mas­si­mo set­ti­mi», sostiene a gran voce Fac­chet­ti, spie­gan­do che la sua «è una bar­ca da fiume, più bas­sa delle altre e che quin­di imbar­ca acqua più facil­mente, oltre che pesare di più già di suo». Sono uni­ti come equipag­gio solo da quat­tro anni; le sei edi­zioni prece­den­ti le han­no corse insieme ad altri voga­tori ma, evi­den­te­mente, il sodal­izio che han­no cre­ato è quel­lo nel quale si ritrovano di più. Cer­to che è raro vedere all’­opera, in gara, un prodiere e un capovo­ga come loro; e se pen­sate che l’età sia un lim­ite? beh, ecco il resto del­la sor­pre­sa: Cam­pag­nari, “Tania” per tut­ti a Peschiera, è soli­to arrivare nel­la sede del­la Remiera aril­i­cense in bici, prove­niente da Verona, dove vive dal 1970. E dopo l’al­lena­men­to rimon­ta in sel­la e via, ped­a­lan­do ver­so casa. «L’ho fat­to anche il giorno del­la gara, come sem­pre» dice, con la mas­si­ma nat­u­ralez­za pos­si­bile; e se provi a far­gli notare che non è da tut­ti una tale resisten­za, risponde che «a una cer­ta età è un’abi­tu­dine e, come tale, è dif­fi­cile da cam­biare. Abbi­amo la for­tu­na di essere in buona salute e tut­ti e due abbi­amo sem­pre prat­i­ca­to sport e questo ci aiu­ta cer­ta­mente». Grande resisten­za e buon equi­lib­rio e tec­ni­ca di ese­cuzione dei colpi: si dice siano questi i seg­reti per un buon equipag­gio nel quale non deve mai venir meno la fidu­cia; e queste com­po­nen­ti il duo Fac­chet­ti — Cam­pag­nari le deve aver trovate tutte. Nel pas­sato di Fac­chet­ti, orig­i­nario di Cre­mona, ci sono la auto­mo­bilis­ti­ca ma anche il rag­giun­gere Venezia, da Man­to­va, via acqua. «Purtrop­po in lagu­na ho dovu­to fer­mar­mi per­ché c’er­a­no troppe onde» ricor­da. A Venezia, invece, tornerà Cam­pag­nari per parte­ci­pare alla sua sec­on­da Voga­lon­ga per­ché «l’e­mozione prova­ta nel­l’en­trare nel Canal Grande è sta­ta trop­po forte». Ved­er­li insieme anche al di fuori del­l’im­bar­cazione è un altro spet­ta­co­lo, con Cam­pag­nari che inci­ta il com­pag­no di voga­ta a prati­care qualche attiv­ità anche d’in­ver­no, come fa lui con la bici, e Fac­chet­ti che gli risponde «no gra­zie, io poltrisco». Già, gli allena­men­ti di questo equipag­gio ven­gono sospe­si solo nei mesi più fred­di, per ripren­dere non appe­na si apre la sta­gione pri­maver­ile. E allo­ra non si può che pen­sare al prossi­mo appun­ta­men­to con il Palio e a quel­la can­zone che «?com’è che face­va? Ah, già? ci vuole un fisi­co bestiale?».

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