Papa Francesco dichiara Beata la sirmionese Bianchi Benedetta Porro

10/11/2018 in Attualità
Di Redazione

(1936 – 1964) è sta­ta dichiara­ta Bea­ta da . È sta­to infat­ti pub­bli­ca­to sul sito uffi­ciale del­la San­ta Sede  il bol­let­ti­no con il quale Papa Francesco, dopo aver rice­vu­to in udien­za ieri mer­coledì 7 novem­bre il card. Ange­lo Bec­ciu, Prefet­to del­la Con­gregazione delle Cause dei San­ti, ha autor­iz­za­to la stes­sa con­gregazione a pro­mul­gare i decreti riguardan­ti, tra gli altri, “il mira­co­lo, attribuito all’intercessione del­la Ven­er­a­bile Ser­va di Dio Benedet­ta Bianchi Por­ro, laica, nata a Dovà­dola (For­lì-Cese­na) l’8 agos­to 1936 e mor­ta a Sirmione (Bres­cia) il 23 gen­naio 1964”.

La notizia è ben presto rim­balza­ta a Sirmione, Dovà­dola e For­lì, le local­ità dove Benedet­ta è vis­su­ta (dal 1951 fino alla sua morte nel 1964 abitò con la famiglia a Sirmione). Immag­in­abili la gioia e l’emozione che in queste ore stan­no dif­fonden­dosi in tutte le case, le par­roc­chie e le Dio­ce­si di Verona e For­lì, pro­tag­o­niste in oltre 42 anni (il proces­so di beat­i­fi­cazione prese il via nel­la Cat­te­drale di For­lì il 25 gen­naio 1976, ndr.) del paziente e lun­go cam­mi­no per portare alla glo­ria degli altari ques­ta Eroina del­la sof­feren­za. Daniela Ron­coni neo­pres­i­dente dall’Associazione Per Benedet­ta Bianchi Por­ro, dopo aver rice­vu­to la notizia, sot­to­lin­ea che “ora è com­pi­to nos­tro portare la spir­i­tu­al­ità, l’umanità, l’entusiasmo e la benev­olen­za che Benedet­ta dif­fonde­va a tut­ti, ver­so ogni ango­lo del mon­do”.

Tra i pri­mi a dare la notizia ques­ta mat­ti­na è sta­ta la sorel­la di Benedet­ta, Manuela Bianchi Por­ro, che risiede a Sirmione (gli altri fratel­li Gabriele, Cor­ra­do e Car­men vivono tra Milano e Como), nat­u­ral­mente com­mossa per una notizia che la sua famiglia in par­ti­co­lare ha atte­so per mez­zo sec­o­lo.  Sono comunque in fer­men­to anche i molti grup­pi di fedeli, dis­sem­i­nati in Italia e all’estero.                                                 

Il mira­co­lo che ha fat­to scattare il proces­so di beat­i­fi­cazione è avvenu­to in segui­to ad una nove­na di preghiere per inter­ces­sione di Benedet­ta, fat­te fare dal­la mam­ma di Ste­fano, un gio­vane gen­ovese che si trova­va ricov­er­a­to nell’ospedale lig­ure in sta­to di coma per le con­seguen­ze di un inci­dente stradale. La don­na ave­va let­to qualche giorno pri­ma un libro sul­la Ven­er­a­bile romag­no­la. Al ter­mine dei nove giorni di preghiere, il ragaz­zo era usci­to sor­pren­den­te­mente dal­lo pro­fon­do sta­to di coma, tra l’incredulità dei medici e dei famil­iari.

Adesso, la Dio­ce­si di For­lì insieme all’Associazione Ami­ci di Benedet­ta Banchi Por­ro onlus, deciderà la data per la cel­e­brazione solenne del­la beat­i­fi­cazione di Benedet­ta.

Breve biografia

Benedet­ta Bianchi Por­ro nasce a Dovadola (For­lì) l’8 agos­to 1936. Nel ’51 si trasferisce a Sirmione,  sul lago di Gar­da, dove il padre ingeg­nere è diret­tore delle Terme. Si man­i­fes­tano già in quel peri­o­do i pri­mi sin­to­mi di un grave mor­bo.

A 17 anni s’iscrive alla facoltà di Med­i­c­i­na pres­so l’Università di Milano. Ha inizio ben presto il suo  cal­vario, scan­di­to da lunghe degen­ze in ospedali e cliniche, con­sul­ti, inter­ven­ti chirur­gi­ci, sof­feren­ze, meno­mazioni e  umil­i­azioni che non la fan­no desistere dal sog­no di diventare medico.

Inesora­bil­mente asse­di­a­ta dal­la grave malat­tia, Benedet­ta tralas­cia l’università pro­prio all’ultimo esame. Sor­da, total­mente par­al­iz­za­ta, pri­va di ogni facoltà sen­si­ti­va, diven­ta, in segui­to all’ultimo inter­ven­to, anche cieca. Gli uni­ci mezzi di comu­ni­cazione con il mon­do restano un filo di voce e la sen­si­bil­ità in una mano, attra­ver­so la quale le ven­gono fat­ti per­cepire sul cor­po e sul volto seg­ni con­ven­zion­ali.

A tut­ti,  Benedet­ta,  ha dona­to la sper­an­za, la sua fede ha oper­a­to prodi­gi. Si speg­ne la mat­ti­na del 23 gen­naio 1964 nel­la casa di famiglia in via Cat­ul­lo, a Sirmione.

Le spoglie mor­tali sono cus­todite in un sar­cofa­go nell’Abbazia di S. Andrea a Dovadola.

Il proces­so di beat­i­fi­cazione e di can­on­iz­zazione inizia il 25 gen­naio 1976 nel­la Cat­te­drale di For­lì. Il 23 dicem­bre 1993 Papa Gio­van­ni Pao­lo II appro­va il decre­to sull’eroicità delle virtù di Benedet­ta, che viene, quin­di, dichiara­ta “Ven­er­a­bile”.

E, infine, la notizia più atte­sa: la sua Beat­i­fi­cazione. Pro­prio il 7 novem­bre 2018, Sua San­tità papa Francesco autor­iz­za la Con­gregazione del­la Cause dei San­ti a pro­mul­gare  i decreti sulle virtù eroiche e sul­la con­fer­ma del cul­to da tem­po immem­o­ra­bile (ovvero la Beat­i­fi­cazione, ndr.) riguardan­ti, fra gli altri, “il mira­co­lo attribuito all’intercessione del­la Ven­er­a­bile Ser­va di Dio Benedet­ta Bianchi Por­ro, Laica, nata a Dovadola (provin­cia di For­lì-Cese­na) e mor­ta a Sirmione (Bres­cia) il 23 gen­naio 1964”. Il mira­co­lo di cui trat­tasi è sta­to cer­ti­fi­ca­to a Gen­o­va dalle autorità reli­giose e da alcu­ni medici (una “insp­ie­ga­bile gua­ri­gione”), il cui  “ben­e­fi­cia­rio” è sta­to un gio­vane che è guar­i­to com­ple­ta­mente dopo essere fini­to in coma in segui­to ad un inci­dente stradale.