La Regione cancella l’area da 140 posti auto a raso di fronte al Grand Hotel. Revocato anche il finanziamento di 900 milioni

Parcheggio, colpo di spugna

06/04/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il parcheg­gio a raso davan­ti al Grand Hotel di Gar­done Riv­iera (1 mil­iar­do di spe­sa, 140 posti auto, di cui una ses­san­ti­na sareb­bero rimasti pri­vati) è sta­to can­cel­la­to, e la Regione ha revo­ca­to il con­trib­u­to già asseg­na­to al Comune: un finanzi­a­men­to Frisl di 900 mil­ioni, da resti­tuire in 20 anni, a rate di 45 mil­ioni l’u­na, con l’ob­bli­go di non mod­i­fi­care i prog­et­ti orig­i­nari e di iniziare i lavori in tem­pi bre­vis­si­mi. Lo stu­dio di mas­si­ma, redat­to dal­l’ar­chitet­to Gior­gio For­ti­ni, respon­s­abile dal­l’uf­fi­cio tec­ni­co, sus­citò le per­p­lessità del pro­pri­etario del­l’al­ber­go, Fran­co Miz­zaro, che avrebbe dovu­to met­tere a dis­po­sizione l’area: trop­po esigui gli spazi di sos­ta, cor­ri­doio cen­trale di appe­na cinque metri (per con­sen­tire le manovre dovrebbe essere di sei); stret­to sia l’ac­ces­so dal­la 45 bis che lo svin­co­lo per scen­dere al piano sot­tostante; nec­es­sario dif­feren­ziare l’in­gres­so pub­bli­co e pri­va­to. La mino­ran­za crit­icò l’op­er­azione. «Rite­ni­amo che, nel­la con­ven­zione da sti­lare con la srl che fa capo a Miz­zaro, deb­bano essere pre­viste clau­sole ben pre­cise, allo scopo di riequi­li­brare costi e prof­itti — spiegò Gui­do Armelli­ni, di Forza Italia -. Ipo­tiz­zan­do il val­ore dei 2.000 metri quadri di area in 200 mila lire al mq., si ottiene un totale di 400 mil­ioni. A fronte di questo val­ore effet­ti­vo, la pro­pri­età del Grand Hotel otter­rebbe 60 posti auto cop­er­ti, equiv­alen­ti a due mil­iar­di di lire. Ho tenu­to con­to del prez­zo di 30–35 mil­ioni cias­cuno, lo stes­so del parcheg­gio real­iz­za­to recen­te­mente sot­to il cor­tile delle scuole ele­men­tari. Su un piat­to del­la bilan­cia 400 mil­ioni, sul­l’al­tro 2 mil­iar­di! Se non sono dif­feren­ze e scom­pen­si, questi». Due le pro­poste avan­zate. Porre «un vin­co­lo per­ti­nen­ziale sui 60 posti auto cop­er­ti da las­cia­re alla srl Grand Hotel, in modo che non sia pos­si­bile alien­arli sep­a­rata­mente dalle camere del­l’al­ber­go. E, poi, stu­di­are le modal­ità per far com­parte­ci­pare la soci­età in alcu­ni inter­ven­ti pub­bli­ci, cir­co­scrit­ti a Gar­done sot­to. Come, ad esem­pio, la real­iz­zazione di un sot­topas­so, l’arredo di piaz­za Mar­coni o l’am­pli­a­men­to del por­to». Sul­la vicen­da è inter­venu­to anche il difen­sore civi­co, Vit­tori­no Zat­toni. Le sue con­sid­er­azioni: «Anche se gli ulti­mi accor­di con Salò han­no mes­so a dis­po­sizione nuovi spazi (Savoy e via Valle Fiori­ta) che, uni­ta­mente agli esisten­ti in via Bru­sa­da, sem­bra­no suf­fi­ci­en­ti a rispon­dere alla doman­da, con­sta­ta la neces­sità di ampli­are le zone a parcheg­gio lun­go la fas­cia a lago. Da Bar­bara­no a Fasano i tur­isti non sono suf­fi­cien­te­mente infor­mati del­l’of­fer­ta (gra­tui­ta o a paga­men­to). «L’area Esso pre­sen­ta il tut­to esauri­to per un breve peri­o­do esti­vo o in ser­ate par­ti­co­lari: ci sareb­bero ampie pos­si­bil­ità di sfrut­ta­men­to a vari piani, e di col­lega­men­to pedonale inter­ra­to col lun­go­la­go, evi­tan­do peri­colosi attra­ver­sa­men­ti e l’ab­bat­ti­men­to di piante o strut­ture. Il parcheg­gio ipo­tiz­za­to sul­l’area di pro­pri­età del Grand Hotel rischia di diventare una soluzione pos­i­ti­va per i pri­vati, pri­van­do Gar­done di un pol­mone verde impor­tante. Con ulte­ri­ore intral­cio alla cir­co­lazione, vista la richi­es­ta-Miz­zaro di entrare e uscire dal­la 45 bis. Non è sta­to inoltre appro­fon­di­to il dis­cor­so costi-ben­efi­ci». L’ar­chitet­to For­ti­ni si è rimes­so al lavoro, appor­tan­do una serie di mod­i­fiche ai dis­eg­ni orig­i­nari: nuo­va dis­tribuzione degli spazi di sos­ta, diver­sa ubi­cazione del­la ram­pa di acces­so al piano inter­ra­to, ingres­so dal­la Garde­sana. Ma la Regione, spazi­en­ti­ta per le lun­gag­gi­ni, ha boc­cia­to tut­to. «I cam­bi­a­men­ti appor­tati — han­no scrit­to i diri­gen­ti del­l’U­nità orga­niz­za­ti­va piani e pro­gram­mi urban­is­ti­ci — con­fig­u­ra­no un prog­et­to sostanzial­mente diver­so rispet­to a quel­lo ammes­so a finanzi­a­men­to. Rite­ni­amo, per­tan­to, di revo­care il con­trib­u­to di 900 mil­ioni». Il Comune ave­va spe­so una set­tan­ti­na di mil­ioni (per­izie, incar­i­co opere in cemen­to arma­to, nor­ma­ti­va incen­di, sicurez­za, quo­ta incen­ti­vante per il tec­ni­co). E, nel bilan­cio pre­ven­ti­vo 2001, ha deciso di inserire un altro grande parcheg­gio, in piaz­za Cameri­ni, vici­no al prece­dente. Cos­to: 3,5 mil­iar­di, metà con proven­ti pri­vati, il resto con i quat­tri­ni del­la Comu­nità euro­pea (il così det­to «Obi­et­ti­vo 2», sol­di per le aree depresse).