E’ il primo passo concreto, ma servono ulteriori contributi». Dalla Regione 205 mila euro per il consolidamento della Pieve di S. Emiliano

Parco archeologico, via al progetto

04/02/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
b.mor.

«Un pri­mo pas­so con­cre­to ver­so la real­iz­zazione del Par­co arche­o­logi­co»: questo, sec­on­do il sin­da­co di Padenghe Gian­car­lo Alle­gri, sig­nifi­ca il finanzi­a­men­to pari a 205 mila euro recen­te­mente rice­vu­to dal­la Regione per il con­sol­i­da­men­to del­la Pieve di San­t’E­mil­iano. Nato gra­zie ad una con­ven­zione tra l’Amministrazione e la Par­roc­chia, acco­mu­nate dall’intenzione di recu­per­are e val­oriz­zare una delle zone più sug­ges­tive del lago di Gar­da, il prog­et­to che prevede la des­ti­nazione del com­p­lesso mon­u­men­tale e del ter­ri­to­rio lim­itro­fo a è sta­to sud­di­vi­so in tre stral­ci. «La pri­ma fase, indub­bi­a­mente la più urgente — spie­ga il sin­da­co — con­siste nel­la manuten­zione stra­or­di­nar­ia e nel con­sol­i­da­men­to strut­turale del­l’abi­ta­to, che oggi si pre­sen­ta in pre­carie con­dizioni sta­tiche e con un pro­gres­si­vo liv­el­lo di degra­do materi­co. La sec­on­da è mira­ta alla riqual­i­fi­cazione di tut­to il com­p­lesso esistente. L’ul­ti­ma, invece, prevede la ricer­ca di disponi­bil­ità pro­fes­sion­ali per il recu­pero del “Cam­po dei Dadi”, l’an­ti­ca sot­tostante la Pieve». Il prog­et­to può pren­dere il via. Questo gra­zie alla con­ces­sione del con­trib­u­to che Padenghe ha rice­vu­to dal­la Regione come rispos­ta alla legge 39/84 per la tutela del pat­ri­mo­nio edilizio di val­ore ambi­en­tale, stori­co ed artis­ti­co. «Nel­l’es­tate scor­sa — affer­ma Alle­gri — la Par­roc­chia ave­va redat­to un’is­tan­za di con­trib­u­to del val­ore di 410 mila euro. Vis­to che la Regione ne ha con­ces­si 205 mila, il Comune, come promes­so, si impeg­n­erà a sostenere la dif­feren­za». Ma non è fini­ta qui. In feb­braio la Par­roc­chia inoltr­erà alla Regione un’al­tra istan­za di con­trib­u­to, ques­ta vol­ta di cir­ca 500 mila euro, nec­es­sario per la sec­on­da fase del prog­et­to. «Ques­ta sec­on­da richi­es­ta — spie­ga il sin­da­co di Padenghe — sarà accom­pa­g­na­ta dal­la pro­pos­ta di riqual­i­fi­cazione del­l’im­mo­bile, redat­ta in piena com­pat­i­bil­ità con la “vocazione” del bene stes­so. Quan­do saran­no ulti­mati i lavori pre­visti dalle prime due fasi del prog­et­to, la Pieve e i cor­pi di fab­bri­ca di sua com­pe­ten­za saran­no divisi tra l’Am­min­is­trazione, che gestirà la casa patronale trasfor­ma­ta in sede muse­ale ed espos­i­ti­va, e la Par­roc­chia, che avrà in ges­tione la casci­na e la chiesa tito­la­ta a san­t’E­mil­iano». Inoltre, per sal­va­guardare la zona des­ti­na­ta a diventare presto Par­co Arche­o­logi­co, l’Am­min­is­trazione ha già provve­du­to a rivedere alcune situ­azioni urban­is­tiche pre­viste dal­l’at­tuale Prg. «Per alleg­gerire tut­ta la zona — con­clude Alle­gri — abbi­amo deciso di togliere le vol­ume­trie edi­fi­ca­bili che ave­va­mo inizial­mente inser­i­to nel Piano rego­la­tore. In questo modo abbi­amo volu­to garan­tire la piena tutela di questo pat­ri­mo­nio di ines­tima­bile val­ore artis­ti­co ed architettonico».

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