Presentato a Sirmione il progetto delle associazioni per la tutela del basso lago. Il comitato: il nostro modello non è la Brianza

Parco del Garda, si parte

10/11/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
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Il Comi­ta­to per il Par­co del Gar­da è una realtà. Il suo bat­tes­i­mo è avvenu­to nel­la sala con­sil­iare di Sirmione, cit­tad­i­na-sim­bo­lo del lago per la sua polit­i­ca di con­ser­vazione del­l’am­bi­ente e di lot­ta all’in­quina­men­to, al ter­mine di un con­veg­no nel quale si sono decise almeno tre cose impor­tan­ti: sen­si­bi­liz­zare le ammin­is­trazioni locali sul­la neces­sità di preser­vare i pro­pri ter­ri­tori dal cemen­to e da altri guasti, cos­ti­tuire un comi­ta­to sci­en­tifi­co per stu­di­are come costru­ire l’idea di par­co e, infine, real­iz­zare inizia­tive di impat­to sul­l’opin­ione pub­bli­ca e sui media anche con la pre­sen­za di «tes­ti­mo­ni­al» di pres­ti­gio. Che di cer­to non man­cano sul­la rive del Gar­da, dopo la prece­dente ade­sione al Comi­ta­to di dife­sa per Bar­cuzzi-Maguz­zano da parte del can­tau­tore Rober­to Vec­chioni e del­lo scrit­tore Vit­to­rio Mes­sori, di casa sulle rive del lago. Ma a loro se ne pos­sono aggiun­gere benis­si­mo degli altri. Il man­i­festo, fir­ma­to da espo­nen­ti del mon­do del­la cul­tura, del­l’arte e del­lo spet­ta­co­lo, dovrebbe poi rap­p­re­sentare il mes­sag­gio da dif­fondere dap­per­tut­to. Del Comi­ta­to pro­mo­tore fan­no parte molte realtà del­l’area del Gar­da e del suo entroter­ra: il Cen­tro Nat­u­ral­is­ti­co La Roc­ca (Maner­ba), l’Associazione cul­tur­ale Ami­ci di Castel­laro, la Fed­er­azione delle Asso­ci­azioni Garde­sane, l’Associazione Maguz­zano-Bar­cuzzi (da ques­ta local­ità è par­ti­to lo scor­so 16 set­tem­bre il via alla cam­pagna), il Grup­po Eco­logi­co Peschiera, il Comi­ta­to Inter­provin­ciale anti­Ti-Bre, la Pro loco di Poz­zolen­go e, infine, l’Assocazione La Roverel­la di Padenghe. Che la dife­sa del Gar­da e delle colline moreniche stia a cuore a tan­ti, è dimostra­to dal­la parte­ci­pazione a Sirmione di altri grup­pi, come Legam­bi­ente, Italia Nos­tra e via dicen­do. Il pro­fes­sor Emilio Crosato, degli Ami­ci di Castel­laro Lagusel­lo, nel pre­sentare i lavori ha subito avver­ti­to l’e­si­gen­za di «strin­gere alleanze con i Comu­ni che han­no dimostra­to com­por­ta­men­ti vir­tu­osi», per accrescere ulte­ri­or­mente quel­la coscien­za ambi­en­tal­ista che già si avverte in larghi strati del­la popo­lazione. All’assem­blea era sta­to invi­ta­to anche uno dei mas­si­mi esper­ti di ter­ri­to­rio, Euge­nio Tur­ri, del Politec­ni­co di . E il docente non ha delu­so le attese dei pre­sen­ti. «Nel­la pia­nu­ra padana — ha det­to — si sta cre­an­do una con­ti­nu­ità tra una cit­tà e l’al­tra lun­go le gran­di vie storiche. I cen­tri di queste cit­tà si svuotano a dis­capi­to dei ter­ri­tori per­iferi­ci: ne viene fuori un pae­sag­gio dis­or­di­na­to. Si sta pas­san­do dal­la cam­pagna urban­iz­za­ta alla cit­tà dif­fusa: capan­noni arti­gianali, com­ple­si di case a schiera, cen­tri com­mer­ciali». Il peri­co­lo per il Gar­da quale sarebbe allo­ra? Per il docente milanese «quel­lo di diventare una sec­on­da Bri­an­za», men­tre invece il risul­ta­to che «ci dob­bi­amo atten­dere è quel­lo di soc­cor­so a queste aree urban­iz­zate, ovvi­a­mente las­cian­do­lo intat­to per riequi­li­brare la situ­azione gen­erale». Infine, dal dibat­ti­to è emer­so da più par­ti che l’even­tuale par­co non dovrebbe essere «rigi­da­mente pro­tet­ti­vo» ma un’area «da val­oriz­zare per le sue pecu­liar­ità». Gli ambi­en­tal­isti si sono dati appun­ta men­to per un nuo­vo incon­tro saba­to 14 dicembre.

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