La Lombardia lo farà tra poco. Poi serviranno diecimila firme entro sei mesi

Parco delle Colline, primo sì Il Veneto ha già dato il via libera per istituire sul Garda un’area protetta

Di Luca Delpozzo
Ennio Moruzzi

Due pro­poste di legge popo­lare per un solo par­co. È quel­lo delle Colline moreniche del Lago di Gar­da. A dis­tan­za di ben sette anni dall’avvio del prog­et­to di tutela del­la zona col­linare che con­tor­na il più grande lago ital­iano, arrivano al pri­mo impor­tan­tis­si­mo tra­guar­do le inizia­tive di carat­tere popolare.È sta­to deposi­ta­to infat­ti nei giorni scor­si all’ufficio leg­isla­ti­vo del­la Regione Vene­to il prog­et­to di legge. Bisogn­erà invece atten­dere poche set­ti­mane per­ché anal­o­go inter­ven­to ven­ga for­mal­iz­za­to in Lom­bar­dia. Poi i pro­mo­tori potran­no pas­sare alla rac­col­ta delle firme. Ne ser­vono 5.000 per cias­cu­na regione.Se l’obiettivo sarà, com’è preved­i­bile, cen­tra­to, la pro­pos­ta dovrà essere obbli­ga­to­ri­a­mente val­u­ta­ta e vota­ta, come preve­dono gli statu­ti dei rispet­tivi Con­sigli region­ali di Lom­bar­dia e Veneto.Cementificazione sot­to accusaL’idea di tute­lare la zona col­linare del Lago di Gar­da e la more­na del Gar­da non è nuo­va. L’area cos­ti­tu­isce infat­ti uno degli habi­tat nat­u­rali più bel­li d’Italia. Molti res­i­den­ti sono con­sapevoli del fat­to che l’ambiente è davvero un bene prezioso. Un bene che ha sub­ì­to, specie nell’ultimo mez­zo sec­o­lo, notevoli trasfor­mazioni e modifiche.Sotto accusa è fini­ta in par­ti­co­lare l’eccessiva cemen­tifi­cazione, che ha fat­to gri­dare all’allarme numerose asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste. Cen­to sono quelle che nel 2003 han­no dato vita ad un coor­di­na­men­to che, nel­la pri­ma riu­nione svoltasi in Munici­pio a Sirmione, ha mes­so sul tap­peto tut­ta una serie di inizia­tive per tute­lare ambi­ente e pae­sag­gio del Bena­co. Per rag­giun­gere l’obiettivo si pun­tò su un’azione di sen­si­bi­liz­zazione dei Comu­ni, dei sin­daci e degli ammin­is­tra­tori locali.Furono pro­mossi dal Comi­ta­to del Par­co delle , che nel frat­tem­po era sta­to cos­ti­tu­ito, incon­tri e con­veg­ni; furono arruo­lati tes­ti­mo­ni­al come l’astrofisica Margheri­ta Hack, il can­tau­tore Rober­to Vec­chioni, lo scrit­tore Mario Rigo­ni Stern, il reg­ista Fran­co Piavoli. Ma dopo anni di incon­tri e di dibat­ti­ti le asso­ci­azioni del Comi­ta­to si sono rese con­to che quel­la stra­da, al di là di molte promesse, non por­ta­va a nulla.Moltissimi i Comu­ni coin­voltiNem­meno l’idea di creare più par­ti locali di inter­esse sovrac­co­mu­nale ha avu­to for­tu­na. L’unico Comune infat­ti a muover­si in ques­ta direzione è sta­to quel­lo di Desen­zano, che ha cos­ti­tu­ito il par­co del Monte Corno, nasci­ta uffi­cial­iz­za­ta dal­la Provin­cia di Bres­cia nel 2006.«A quel pun­to, era la fine del 2007, abbi­amo deciso di mutare strate­gia — spie­ga Gabriele Loviset­to, seg­re­tario del Comi­ta­to pro­mo­tore -. È sta­ta scelta un’altra stra­da, quel­la cioè delle pro­poste di legge di inizia­ti­va popo­lare, l’unica che con­sen­tisse di arrivare a porre in pri­mo piano il prob­le­ma, costrin­gen­do, se sup­por­t­ati da firme suf­fi­ci­en­ti, i Con­sigli region­ali a pro­nun­cia­r­si formalmente».Il par­co, sec­on­do il prog­et­to del Comi­ta­to e delle asso­ci­azioni Sal­vavalpo­li­cel­la e comi­ta­to Par­co Bal­do Gar­da di spon­da veronese, ingloberà i ter­ri­tori di diciot­to comu­ni bres­ciani com­pre­si fra Salò e la Valte­n­e­si e il Bas­so Lago di Gar­da. E anco­ra otto comu­ni del­la provin­cia di Man­to­va, men­tre quel­li di area veronese ammin­is­tra­ti­va­mente col­le­gati alla Regione Vene­to sono ben dician­nove e arrivano fino al ter­ri­to­rio di Malcesine.Proprio la dif­fer­ente com­pe­ten­za ammin­is­tra­ti­va, divisa fra due Regioni, ha richiesto una doppia pro­ce­du­ra, cioè due pro­poste di legge di inizia­ti­va popo­lare, una per la Lom­bar­dia e una per il Veneto.Un com­p­lesso iter buro­crati­coLe nor­ma­tive preve­dono dap­pri­ma la richi­es­ta di sosteg­no agli uffi­ci legali da parte dei pro­mo­tori, sul­la scor­ta di una boz­za di pro­pos­ta. Il Vene­to l’ha già esam­i­na­ta ed ha dato il via lib­era e quin­di la pro­pos­ta è sta­ta deposi­ta­ta, men­tre l’ufficio legale del­la Lom­bar­dia sarebbe prossi­mo a fare altrettanto.A questo pun­to le Regioni devono con­seg­nare ai pro­mo­tori soltan­to le schede per la rac­col­ta delle firme. Il Vene­to lo farà prob­a­bil­mente fra poche set­ti­mane. Nell’arco di 6 mesi di tem­po i pro­mo­tori dovran­no rac­cogliere almeno 5.000 firme di elet­tori a sosteg­no del­la pro­pos­ta, tra­guar­do che con­seg­n­erà defin­i­ti­va­mente il prog­et­to di legge ai Con­sigli region­ali, che a nor­ma di Statu­to saran­no tenu­ti a val­u­tar­li ed a sot­to­por­li a votazione.In entram­bi i casi, come recitano le Relazioni accom­pa­g­na­to­rie, il prog­et­to ha «l’obiettivo di tute­lare un’area di grande val­ore ambi­en­tale e pae­sag­gis­ti­co che nell’ultimo mez­zo sec­o­lo è sta­ta ogget­to di un proces­so inar­resta­bile di urban­iz­zazione, antropiz­zazione, con­ges­tione, giun­to ormai vici­no al pun­to di non ritorno».Stavolta insom­ma a dife­sa dell’ambiente del Gar­da ven­gono chia­mati a scen­dere in cam­po i cit­ta­di­ni.