La Provincia ha illustrato il suo progetto di sviluppo sostenibile dell’area del basso lago. Tredici comuni interessati: un freno al mattone selvaggio

Parco delle colline, si può fare

31/07/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

Val­oriz­zare e sal­va­guardare le ric­chezze stori­co-cul­tur­ali, ambi­en­tali-agri­cole e pae­sag­gis­tiche del Bas­so Gar­da. Come? Met­ten­do un freno alle aree a più inten­sa edi­fi­cazione, in sin­er­gia con le ammin­is­trazioni locali e indi­vid­uan­do nuovi per­cor­si val­oriz­za­tivi: il sen­tiero del­la More­na del Gar­da che da Boz­zo­lo e Solferi­no arri­va sino a Lona­to; il Bal­cone lom­bar­do di inter­esse regionale che col­le­ga il Sebi­no al ; la tutela delle colti­vazioni pre­giate; i beni stori­ci e architet­toni­ci. Questo il prog­et­to strate­gi­co di svilup­po sosteni­bile delle pre­sen­ta­to ieri dall’assessorato al Ter­ri­to­rio del­la Provin­cia, in sin­to­nia con il recen­tis­si­mo Piano Ter­ri­to­ri­ale di Coor­di­na­men­to Provin­ciale (Ptcp). L’assessore provin­ciale al Ter­ri­to­rio Maris­tel­la Gelmi­ni, pre­sen­tan­do il prog­et­to per la sal­va­guardia del Bas­so Gar­da, ha ricorda­to come esso sia nato «soprat­tut­to dall’esigenza non solo del­la Provin­cia, ma in par­ti­co­lare delle ammin­is­trazioni comu­nali di per­venire a una piani­fi­cazione com­pren­so­ri­ale di tut­to il Bas­so lago così come è sta­to fat­to per l’Alto lago. Dob­bi­amo favorire l’integrazione fra sal­va­guardia dell’ecosistema nat­u­rale e stori­co e la forte pre­sen­za delle attiv­ità umane». Nel Piano Ter­ri­to­ri­ale di Coor­di­na­men­to Provin­ciale che entr­erà in vig­ore defin­i­ti­va­mente ad aprile 2004 (al momen­to è al vaglio dei comu­ni) era indi­ca­ta l’esigenza, per il Bas­so Gar­da, di inter­ven­ti più det­tagliati vista «la grande valen­za pae­sis­ti­ca ambi­en­tale e il poten­ziale degra­do pae­sis­ti­co». E già la legge regionale 86 del 1983 ave­va indi­vid­u­a­to il sub-ambito delle colline moreniche come area di ril­e­van­za ambi­en­tale. Tredi­ci i comu­ni inter­es­sati: San Felice, Pueg­na­go, Mus­co­l­ine, Polpe­nazze, Maner­ba, Moni­ga, Soiano, Cal­vagese, Padenghe, Desen­zano, Sirmione, Lona­to, Poz­zolen­go. «Tut­ti questi comu­ni andran­no a cos­ti­tuire, insieme all’Ente Provin­cia, un tavo­lo tec­ni­co-politi­co per decidere e con­di­videre le scelte ter­ri­to­ri­ali strate­giche», ha pre­cisato la Gelmi­ni. A set­tem­bre il pri­mo incon­tro, men­tre il ter­mine dei lavori è pre­vis­to a inizio 2004. «Occorre una “rete eco­log­i­ca” che dia con­ti­nu­ità agli spazi aper­ti, con aree a verde e “cor­ri­doi di natu­ra e memo­ria”, pro­tezione del­la “spina a verde” dei cor­doni moreni­ci e delle oasi con sboc­co a lago», indi­ca l’assessore. E nel prog­et­to sono indi­cate le oasi di San Fer­mo, , Monte Corno. Logi­ca­mente si dovran­no fare i con­ti con le realtà inse­dia­tive (res­i­den­ziali, indus­tri­ali-arti­gianali) cresciute in modo costante dal sec­on­do ’900 a oggi. E’ tenen­do sem­pre pre­sente la forte antropiz­zazione del ter­ri­to­rio che si cercherà di poten­ziare gli agro­sis­te­mi, adot­tan­do come cor­sia pref­eren­ziale l’agricoltura di qual­ità (oli­vo, vite ma anche tartu­fo e orchidee). Si andran­no a tute­lare e preser­vare i cen­tri stori­ci, ma anche il pat­ri­mo­nio di beni stori­co cul­tur­ali: palazzi urbani, chiese, castel­li, pievi, cascine, «pre­sen­ze poco conosciute e non adeguata­mente val­oriz­zate», pre­cisa l’assessore Gelmi­ni. Tre gran­di linee di ind­i­riz­zo quin­di, che tengano con­to del­la forte vocazione tur­is­ti­ca del­la zona, «sen­za sac­ri­fi­care altri tipi di attiv­ità quali l’agricoltura l’ambiente, il com­mer­cio, l’industria». L’ipotesi di lavoro è quel­la che sta alla base del Ptcp, ha pre­cisato l’architetto Mau­ro Sal­vadori: «La trasfor­mazione del ter­ri­to­rio deve guardare al rispet­to del pae­sag­gio». Gli inse­di­a­men­ti arche­o­logi­ci del­la zona dovran­no essere sfrut­tati per un tur­is­mo di qual­ità, è invece l’indicazione del pro­fes­sor Gian­pietro Bro­gi­o­lo. Un tur­is­mo «non di gran­di numeri, ma impor­tan­ti dal pun­to di vista qual­i­ta­ti­vo», ha rib­a­di­to Car­lo Zani pres­i­dente dell’Apt. Sod­dis­fazione anche dai sin­daci di Padenghe, Pueg­na­go e dal vice sin­da­co di Desen­zano, pre­sen­ti ieri in Bro­let­to. Si sono det­ti con­tenti del prog­et­to e pron­ti a collaborare.