Il bel tempo dello scorso week-end ha richiamato migliaia di visitatori sul Mincio e al giardino Sigurtà. Brentegani, presidente Pro loco: «Qui c’è posto per tutti coloro che cercano serenità»

Parco e fiume, il fine settimana è verdazzurro

Di Luca Delpozzo
(f.b.)

A Valeg­gio è esplosa la pri­mav­era con tut­ti i suoi col­ori e le sue affasci­nan­ti atmos­fere. Par­co Sig­urtà, Borghet­to, monte Ogheri sono le mete più get­to­nate per chi vuol godere una domeni­ca in mez­zo alla natu­ra: fiori, erba verdis­si­ma e lucente, il Min­cio e il castel­lo che la Pro loco ha aper­to ai vis­i­ta­tori. «Domeni­ca abbi­amo fat­to le prove per la sta­gione che ci aspet­ta», dice sod­dis­fat­to Mar­ileno Brente­gani, pres­i­dente del­la Pro loco. «Abbi­amo avu­to a Valeg­gio, gra­zie alla bel­la gior­na­ta, al Par­co Sig­urtà e al mer­cati­no dell’antiquariato, migli­a­ia di per­sone. Cer­to, è impor­tante trovare al più presto soluzioni via­bilis­tiche e risol­vere il prob­le­ma dei parcheg­gi. Abbi­amo dei posti stu­pen­di che dob­bi­amo val­oriz­zare e pro­pa­gan­dare sem­pre di più e sem­pre meglio: il Par­co Sig­urtà è uni­co al mon­do e così Borghet­to. Aggiun­giamo il castel­lo aper­to tut­ti i fine set­ti­mana per le vis­ite e fac­ciamo un tris d’assi che pochi pae­si van­tano». Il Par­co Sig­urtà (è aper­to fino a novem­bre) domeni­ca è sta­to let­teral­mente pre­so d’assalto, eppure gra­zie ai vasti prati, ai sen­tieri fior­i­ti, alle zone alber­ate ed ombrose è rius­ci­to a dare a tut­ti i vis­i­ta­tori quel­lo che cer­ca­vano: seren­ità. Gra­zie anche alla scelta di far las­cia­re le auto­mo­bili fuori dal par­co, in un ampio parcheg­gio servi­to da un bus-navet­ta gra­tu­ito fino all’ingresso. Gli uni­ci mezzi di loco­mozione ammes­si sono i treni­ni elet­tri­ci che per­cor­rono i sette chilometri del panoram­i­co Itin­er­ario degli Incan­ti in mezz’ora (gratis per i bam­bi­ni, cos­ta 3.000 lire agli adul­ti), le bici­clette, le «bighe» e i golf-cart elet­tri­ci che si pos­sono noleg­gia­re all’ingresso. Il Par­co-Gia­rdi­no Sig­urtà, che ha una super­fi­cie di cinquan­ta ettari e si tro­va sulle ultime propag­gi­ni delle colline moreniche, trae orig­ine dal bro­lo di Vil­la Maf­fei che nel 1859 fu il quarti­er gen­erale di Napoleone III. Fu Car­lo Sig­urtà, a trasfor­mare il bro­lo in un par­co uni­co al mon­do in 40 anni di cure. La sua opera è por­ta­ta avan­ti adesso dal nipote Enzo Inga Sig­urtà e dai figli di questo Mag­da e Giuseppe.