Il «clone» del Platano dei cento bersaglieri è stato piantato a villa Nichesola. Protagonisti della giornata i bambini con canzoni e filastrocche

Parco in festa per il giovane «erede»

26/03/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(m.p.)

Tale padre, tale figlio. Il suo tron­co è meno di un metro, ha appe­na sei anni, ma il suo pat­ri­mo­nio geneti­co ha 400 anni, come quel­li del suo anziano gen­i­tore, il Pla­tano dei Cen­to bersaglieri di Capri­no, il più vec­chio d’Italia. La gio­vane pianta, nata da un ram­et­to del grande albero sec­o­lare, ieri è sta­ta pianta­ta nel par­co di vil­la Nich­eso­la, la sede del­la comu­nità mon­tana del . E la fes­ta è sta­ta grande. La sto­ria del pic­co­lo pla­tano inizia alla fine degli anni ’90, Gian­fran­co Coad­uro, l’allora pro­fes­sore di Ecolo­gia all’istituto pro­fes­sion­ale di Sta­to per l’agricoltura e l’ambiente con sede a Iso­la del­la Scala, sfoglian­do un vol­ume che recen­si­va i gran­di alberi del­la provin­cia di Verona si rese con­to che su 123 alberi mon­u­men­tali pas­sati in rasseg­na nel libro, almeno una venti­na era­no mor­ti. L’idea fu sem­plice ma geniale. Per­ché non clonare questi gigan­ti sopravvis­su­ti ai sec­oli e preser­vare così il loro pat­ri­mo­nio geneti­co uti­liz­zan­do tec­niche già imp­ie­gate nei vivai e in agri­coltura? Nasce il prog­et­to Genotipo, patro­ci­na­to dal­la Provin­cia di Verona e dalle comu­nità mon­tana del Bal­do e del­la Lessinia. Si com­in­cia dal grande pla­tano di Capri­no. Nel­la pri­mav­era del 2000 alla base del tron­co del Pla­tano dei cen­to bersaglieri ven­gono prel­e­vati cir­ca 200 ram­et­ti con ger­moglio con l’intento di far­li diventare alberi veri e pro­pri. Muoiono tut­ti tranne uno, quel­lo che adesso nelle vesti di una bel­la pianti­na fa mostra di sé nel bel mez­zo del par­co del­la comu­nità. Ieri gli alun­ni delle ele­men­tari di Paz­zon, in occa­sione del­la Fes­ta degli alberi lo han­no ador­na­to con 15 fioc­chi, 9 azzur­ri e 6 rosa, come i bam­bi­ni che sono nati a Capri­no nel 2005. La Fes­ta, che si cel­e­bra ogni a pri­mav­era, prevede infat­ti che per ogni neona­to ven­ga pianta­to un albero e quest’anno, come ha sot­to­lin­eato il vice sin­da­co di Capri­no, Moreno Dal Bor­go, «non pote­va essere cel­e­bra­ta in modo migliore». Una cel­e­brazione che ha vis­to coin­volti i rap­p­re­sen­tan­ti delle comu­nità mon­tane, il pre­side e i pro­fes­sore dell’istituto Agrario, le maestre delle scuole ele­men­tari e soprat­tut­to i bam­bi­ni. Sono sta­ti loro i pro­tag­o­nisti del­la gior­na­ta: han­no can­ta­to, recita­to filas­troc­che e recita­to scenette.

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