Parolari: «C’è degrado sul Sarca, ma per poco»

28/03/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
r.s.

«Giuste quelle lamentele», ammette il sin­da­co Paro­lari (nel­la foto sot­to). E si trat­ta delle lamentele per il degra­do in cui ver­sa la striscia lun­go l’argine sin­istro del Sar­ca: dal­la cen­trale idroelet­tri­ca fin giù al con­do­minio del­la coop­er­a­ti­va don Giop­pi. «Ma già ave­va­mo dato incar­i­co all’uf­fi­cio tec­ni­co di met­ter ordine». Ordine in quel­lo che in parte è mag­a­zz­i­no a cielo cop­er­to del Comune di tut­to quan­to diven­ta inservi­bile, ma in gran parte ammas­so di mate­ri­ali più adat­ti ad una discarica.Non è cer­to un grande spet­ta­co­lo vedere dal­l’al­to (e pure dal bas­so) quei cumuli di mac­erie o di resti pescati durante le piene (nel­la foto grande). Un orrore che dal­la Maza appare in tut­ta la sua evi­den­za, sep­pure a mar­gine del bel panora­ma che si apre davan­ti agli occhi. A seg­nalar­lo, fino­ra invano, era­no sta­ti non solo i vici­ni, ma anche alcu­ni cit­ta­di­ni scon­cer­tati di fronte ad un sim­i­le caos. Respon­s­abil­ità che va addeb­i­ta­ta innanzi tut­to al Comune ma anche, lo si è vis­to in molti casi, all’abu­so di molti che approf­ittano del­la situ­azione per aggiunger­ci anche del loro, scar­i­can­do i loro rifiu­ti a ter­ra invece di uti­liz­zare cor­ret­ta­mente gli apposi­ti cassoni.Ordine che s’im­pone in quel­l’area anche per­ché presto (si spera) ci sono da sgom­brare i mean­dri e ogni genere di ripostiglio del palaz­zone del­la Pavese da tut­to il resto che c’è deposi­ta­to. Il Comune di Nago-Tor­bole non ha, infat­ti, da sem­pre un mag­a­zz­i­no deg­no di tale definizione. Fino­ra ci si è quin­di arran­giati occu­pan­do ogni spazio disponi­bile. Si pen­sa, insom­ma, di radunare tut­to quan­to è ora spar­so per met­ter­lo al sicuro in alcu­ni pre­fab­bri­cati. Da col­lo­care appun­to in quel­l’area lun­go il fiume e tem­po­ranea­mente. Nel­l’at­te­sa che si pos­sa costru­ire final­mente un mag­a­zz­i­no in piena rego­la. Intan­to, dice il sin­da­co quel­la «è l’u­ni­ca zona che pos­si­amo uti­liz­zare come depos­i­to». Rin­no­va anco­ra la promes­sa, Paro­lari, che quan­to pri­ma lun­go l’argine del Sar­ca si tornerà a rispettare appieno l’ambiente.