Goldin ha fatto da cicerone al sindaco e a numerosi esponenti della maggioranza per l’apertura. Corsini e gli «ex» in fila come i... comuni mortali

Paroli: «Tante emozioniMe l’aspettavo così»

18/10/2008 in Mostre
Di Luca Delpozzo
Nino Dolfo

Quel­l’at­mos­fera un po’ così, tra bal­lo al Savoy e la car­i­ca del Set­ti­mo. Un po’ di ele­gan­za, per­ché si trat­ta pur sem­pre di un vernissage e la cal­ca in coda, per­ché la “pri­ma” è sem­pre un even­to, alli­eta­ta da lec­cornie e bol­licine. Esauri­to il rito del­l’in­au­gu­razione al Grande, il ser­pen­tone di autorità e pub­bli­co si è sposta­to ieri sera in San­ta Giu­lia. E qui Mar­co Goldin ha fat­to subito da cicerone inoltran­dosi lun­go il per­cor­so espos­i­ti­vo per illus­trare al sin­da­co Adri­ano Paroli e al suo sta­to mag­giore la bellez­za dei dis­eg­ni di Van Gogh.«È una grande soli­tu­dine quel­la di Van Gogh — com­men­ta l’asses­sore alla cul­tura Andrea Arcai — e ques­ta mostra è la con­fer­ma di ques­ta ver­ità. Il fat­to di avere questi dis­eg­ni qui a Bres­cia è un even­to eccezionale. Spe­ri­amo che questo pos­sa portare un accresci­men­to cul­tur­ale alla cit­tà e per­ché no anche tan­to pub­bli­co. Da parte nos­tra c’è l’im­peg­no di puntare sul­la cul­tura e sul­l’arte, cer­can­do però di diver­si­fi­care, per­ché cul­tura e arte non sono solo gran­di mostre. Ci sono anche le risorse del ter­ri­to­rio da valorizzare».LA GENTE si spande nelle sale e i com­men­ti colti al volo sono tut­ti a loro modo inter­es­san­ti. Un sig­nore dice a gran voce: «Qui lo scor­so anno c’era quel­la cas­ca­ta enorme!» Seg­no che “Amer­i­ca!” non è pas­sa­ta invano e ha las­ci­a­to un pagli­uz­za nel­la cornea. Poi c’è la sig­no­ra che si lamen­ta, in net­ta con­tro­ten­den­za: «Sì, tut­to molto bel­lo, ma c’è poco da vedere rispet­to alle mostre del passato».Le prime impres­sioni rac­colte a cal­do sono comunque elo­gia­tive. Qualche ris­er­va la mostra il fotografo Ken Damy: «È un lato ined­i­to di Van Gogh, cre­do che il pub­bli­co patirà, soprat­tut­to quel­li che lo amano. Per me la mostra è cor­ag­giosa e molto inter­es­sante, per­ché i Van Gogh bel­li li ho visti tut­ti e quin­di qui com­ple­to una conoscen­za. Voglio dire che non è una mostra des­ti­na­ta al grosso pub­bli­co che in Van Gogh cer­ca l’e­s­plo­sione del col­ore. Tu vedi due vasi di fiori al Met­ro­pol­i­tan di New York che da soli val­go­no il viag­gio. Qui dicono di puntare sul tur­is­mo, ma venire a Bres­cia per i dis­eg­ni… non so».FERMI IN CODA, come i comu­ni mor­tali, in atte­sa che il flus­so si smaltisca, ci sono quel­li del­la vec­chia guardia, la cre­ma del­la ammin­is­trazione prece­dente: Pao­lo Corsi­ni, Clau­dio Bra­gaglio, Lau­ra Castel­let­ti, Mag­da Pallavici­ni. «Sono sta­ta l’u­ni­ca in cam­pagna elet­torale — anno­ta in calce la Castel­let­ti — a difend­ere le gran­di mostre. E ne sono orgogliosa».Finita la visi­ta, sin­cero e lap­i­dario il com­men­to del sin­da­co Paroli: «È quel­lo che mi aspet­ta­vo. Una con­cate­nazione di emozioni. È la con­sid­er­azione più pos­i­ti­va per un even­to che questo dove­va dare e ha dato». «Ci vedi­amo presto» dice a Goldin. In che sen­so? Per il com­mi­a­to o per il rilan­cio? (Con­tin­ua).